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sabato 9 aprile 2011

Gnome 3 a pelle




A distanza di 3 anni dal chiacchierato rilascio di KDE 4, anche l'altro grande desktop libero si rinnova.
Dopo mesi e mesi di sviluppo intenso, polemiche e rinvii, Gnome 3 debutta con il vestito nuovo, la Shell, un modello di desktop minimale, quasi discreto, spiazzante, decisamente incompleto, eppure affascinante.
Laddove il cuore di KDE 4 è Plasma, la cui estrema duttilità e ricchezza di personalizzazione si adatta, potenzialmente, ad ogni tipo di contesto, dal PC al netbook, fino ai dispositivi mobili, Gnome Shell pone al centro dell'esperienza utente le applicazioni, riservandosi lo, stretto, spazio necessario per garantire le sole informazioni essenziali e niente altro.
Subito dopo il login, dopo un breve spaesamento, non è difficile orientarsi.

martedì 15 marzo 2011

I passi falsi di Nokia



Resta sempre molto alta l'attenzione per le notizie, i rumors, le verità che trapelano da Espoo.
Così, dopo aver scoperto che Microsoft avrebbe versato un miliardo di dollari a Nokia per arginare l'espansione di Android - cifra che recupererebbe, in parte, grazie alle royalties che il colosso nordeuropeo dovrebbe corrispondere per ogni terminale venduto - a parlare, stavolta, è Mark Wilcox uno sviluppatore Symbian che ricostruisce la scellerata incapacità dei finlandesi nella gestione delle diverse correnti di sviluppo che avrebbero dovuto rinnovare l'esperienza utente, per fronteggiare la concorrenza di iPhone e Android.

martedì 1 marzo 2011

Qt: Necessitas di migrare



Il ponte fra Redmond ed Espoo ha provocato un piccolo terremoto nella comunità Qt.
Alcuni sviluppatori del framework open source sponsorizzato da Nokia, non hanno gradito troppo l'accordo, maturato fra l'altro dopo che i finlandesi avevano giurato e spergiurato un futuro da protagonista per Qt, ed hanno fatto le valige verso i lidi più amichevoli di Android.

Necessitas è, infatti, un porting non ufficiale della tecnologia, ad opera di Bogdan Vatra, per il sistema operativo di Google, che in un futuro non troppo lontano, e carte bollate permettendo, potrebbe ospitare anche applicazioni scritte in Qt, oltre a spianare la strada alle potenti tecnologie dietro KDE, orfane di Meego quale trampolino verso le piattaforme mobili.

venerdì 11 febbraio 2011

Microsoft espugna Nokia



La notizia del fresco accordo fra Nokia e Microsoft non ci coglie certamente di sorpresa visto che le voci di una partnership si rincorrono da tempo.
Molto peso nella decisione devono aver avuto i numeri, sempre molto grossi ma non esaltanti, fatti segnare dai Finlandesi nell'ultimo periodo e soprattutto le idee del nuovo CEO Stephen Elop, ex di Redmond, che, in una drammatica lettera di qualche giorno fa, ha definito la sua nuova azienda una piattaforma in fiamme.

venerdì 31 dicembre 2010

L'anno che verrà



Come si può leggere sulle riviste serie, l'avvento del nuovo anno è un'occasione per stilare la lista di quel che ci stiamo lasciando alle spalle.
Un po' tutti si divertono a raccogliere il meglio - e il peggio - che ha attraversato gli ultimi 365 giorni ed a sancire vincitori e vinti.
Noi, che cerchiamo sempre di capire come vanno realmente le cose, proveremo a fare l'esercizio opposto: guardandoci alle spalle, proviamo ad interpretare l'anno che deve ancora venire in una sorta di oroscopo tecnologico per azzardare i nuovi protagonisti del 2011.

Le tentazioni della mela

E' facile prevedere che Apple sarà di nuovo sulla bocca di tutti con gli iPad di seconda generazione e, probabilmente, iPhone5.
Cupertino, del resto, non ha altra scelta se non quella di spingere pesantemente sul frequente rinnovamento della sua gamma per mantenere alta l'attenzione di consumatori e carrier telefonici e provare a scompigliare i piani dei diretti concorrenti.
L'impegno non sarà, ovviamente, circoscritto al solo hardware, la mela proverà ad insistere su FaceTime per allargarne il bacino di utenze e il peso in termini di adozione e supporto da parte di terzi.
Mac OS X Lion verrà a trovarci entro l'estate e solo allora sapremo se Jobs&Soci saranno riusciti a spostare l'asticella dell'interazione uomo/macchina quel tanto che basta per lanciare una nuova rivoluzione come è stato per il mondo della telefonia.

martedì 14 dicembre 2010

Impressioni di Chrome Web Store




La scorsa settimana Google ha annunciato un sacco di cose: il Nexus S, evoluzione del suo primo smartphone Nexus One, con Android 2.3 Gingerbread, il lancio di un programma di sviluppo per rifinire Chrome OS, il cui debutto dovrebbe arrivare nei primi mesi del 2011 e, infine, Chrome Web Store, il negozio di applicazioni per il proprio sistema operativo e per Chrome, il browser, che secondo le stime di Mountain View ha captato l'interesse di centoventi milioni di utenti, compreso chi scrive.
Visto che tutto il resto è: a)fuori dal budget del sottoscritto, b)superiore alle proprie conoscenze tecniche e informatiche, il nostro interesse si è concentrato sul nuovo appstore, assai meno costoso di un viaggio in California.

domenica 28 novembre 2010

La commistione di sacro e profano




nota: Il post è ad alto tasso di supposizioni e non mi aspetto che l'eventuale lettore possa essere immediatamente d'accordo con la ricostruzione offerta di certi fatti, nè con gli scenari presentati.

Vorrei raccontare una storia che affonda le sue radici nel tempo che fu, quando esistevano ancora due blocchi contrapposti e due visioni antitetiche della tecnologia.



C'era una volta un cancro da estirpare, una aberrazione del mercato che rischiava di soffocare la parte sana, il tessuto produttivo, che creava impiego e fatturato dietro la cortina di ferro del software proprietario da rivendere a caro prezzo alle aziende e ai privati che non conoscevano alternative.
C'era una volta, dicevamo, e tutto questo c'è ancora, anche se sta lentamente cambiando pelle.
Anni di scontri ravvicinati, colpi bassi, carte bollate e tribunali hanno permesso di metabolizzare diversi concetti anche nei più fervidi oppositori e, senza dubbio, hanno anche stimolato la messa a punto di strategie per integrare un modello di sviluppo anarchico e difficilmente malleabile alle logiche commerciali e del profitto, tipiche di un'impresa che vuole competere e prosperare nel mercato.
Eravamo abituati a vedere questi enormi leviatani che sono le corporation assorbire a colpi di milioni di dollari realtà con pochi mezzi ma tante idee per poi frantumarle, non prima di aver brevettato il loro patrimonio intellettuale.
Microsoft ci ha costruito la sua fortuna, in fondo.
Oggi l'approccio è diverso.


giovedì 4 novembre 2010

Unity vuole Wayland



Unity continua a far parlare di se.
Proprio nel post precedente esprimevamo le nostre perplessità sulla nuova shell di Ubuntu, ed ecco che Mark Shuttleworth torna a scrivere di suo pugno le proprie visioni del futuro con Unity e Wayland, il nuovo e leggero server grafico che dovrebbe equipaggiare anche Meego, destinati a coabitare sotto lo stesso tetto.

lunedì 1 novembre 2010

Unity, a cavallo fra passato e futuro



Canonical fa da se.
O meglio, si affida al vecchio adagio del chi mi ama, mi segua, annunciando che Unity sarà la shell della sua distribuzione a partire da Ubuntu 11.04.
Shuttleworth e soci, quindi, deviano dai progetti di Gnome Shell per introdurre la propria idea di scrivania, dopo che, anche, iOS ha sparigliato le carte mescolandosi nella nuova release di Mac OS X, Lion, prevista per la prossima estate.
Inseguire le tendenze di Apple, di questi tempi, è un leit motiv comune a molte aziende che puntano a replicare i ricavi stellari di Cupertino, non ci stupisce, quindi, che anche Canonical, che ha un gran bisogno di far profitti, tenti di inseguire gli attuali trend di mercato puntando a ritagliarsi un proprio spazio.
Il problema, semmai, è dato dalle perplessità d'uso di Unity su dispositivi diversi da netbook o tablet.
Apple progetta i suoi prodotti affinchè hardware e software rappresentino un connubio inscidibile, Canonical può fare altrettanto? E con quali partner?

martedì 12 ottobre 2010

Su N8



N8 dovrebbe invadere il mercato questo ottobre dopo che il lancio è stato rinviato diverse volte perchè, come recitano le press release, Nokia sarebbe impegnata negli ultimi ritocchi per garantire la migliore esperienza possibile ai propri clienti.
Piuttosto lunga e agguerrita la lista di features che equipaggeranno lo smartphone: fotocamera da 12 Megapixel con ottiche Zeiss, CPU da 680 MegaHertz, GPS integrato con software di navigazione gratuito annesso, display touch capacitivo OLED con risoluzione 640x360, registrazione video HD, accelererometro e Symbian 3, l'ultima versione del celeberrimo sistema operativo per cellulari, open source, che accompagna la vastissima gamma di terminali Nokia da qualche anno a questa parte.
Il tutto, ad un prezzo davvero interessante se confrontato con gli eccessi dei diretti competitori.


Guardalo su Youtube

Qualcuno ha storto il naso, in effetti, poichè N8 sarebbe stata sicuramente una piattaforma eccellente per lanciare i primi smartphone con Meego ma, evidentemente, in Finlandia non hanno voluto rischiare per risalire la china del mercato mobile precipitato, si stima, del 40% per il colosso della telefonia.

sabato 21 agosto 2010

Flash su Android non è un grachè.



nota: spostando il puntatore del mouse sui testi in inglese potrete leggerne la traduzione

I’m the last person on earth who wanted to believe Steve Jobs when he told Walt Mossberg at D8 that “Flash has had its day.”
Inizia con queste parole il resoconto dei test fatti dal magazine Laptop, che mette alla prova il plugin di Flash su motorola Droid 2, e sai già come andrà a finire.

giovedì 19 agosto 2010

Xperia X10: Il miglior Android?



Uno dei vantaggi di avere degli amici appassionati di tecnologia è senza dubbio la possibilità di mettere le mani su qualche bel prodotto, di quelli che possono catturare la nostra fantasia e solleticare la curiosità, come bambini di fronte ad un giocattolo nuovo, colorato, magari luccicante.

E' il caso di Xperia X10, lo smartphone Android di Sony Ericcson, un terminale in cui gli aggettivi strepitoso e sorprendente non verranno usati a caso.
Snocciolando qualche dettaglio tecnico, il gioiellino è equipaggiato da una CPU Snapdragon da 1Ghz, ha una memoria interna di 1GB espandibile con le ormai onnipresenti microSD, un generoso display da 4“ con risoluzione 854x480 a 260.000 colori, touchscreen capacitivo, giroscopio, Wi-fi, bluetooth, GPS integrato, fotocamera da 8,1 Megapixel, led e Android 1.6 più Market annesso.
Qualcuno storcerà il naso, perchè il sistema non è la release più recente, ma l'aggiornamento alla 2.1 è in dirittura d'arrivo per settembre e qualcuno vocifera addirittura una versione 2.2 entro fine anno.

giovedì 8 luglio 2010

Flash su Android, Frash su iPad



Adobe mostra, in un video ufficiale, Flash per Android provandolo sullo smartphone Droid X di Motorola.
Le prestazioni, nonostante il gigahertz di potenza della CPU, non paiono strabilianti e resta da valutare l'impatto sulle autonomie che probabilmente non sarà così gentile.
Lo showcase qui presente è stato rimaneggiato da noi evidenziandone i tratti salienti.
L'originale può essere visionato per intero a questo indirizzo.

mercoledì 30 giugno 2010

Oltre Android Market



Il limite più sentito del mio nuovo cellulare Android è, senza dubbio, l'assenza del market.
La possibilità di espanderne le funzionalità con applicazioni utili, inutili, semplici o semplicemente geniali, è un bel valore aggiunto all'acquisto che mi avrebbe fatto piacere.
Le restrizioni, però, hanno il pregio di aguzzare l'ingegno e di spingere lo smanettore nella ricerca della (propria) felicità.
Praticamente il giorno dopo aver preso confidenza con l'acquisto, aver rotto il ghiaccio e superate le riverenze, mi sono lanciato alla ricerca di un modo per installare le famose applicazioni anche per il piccolo Acer, scoprendo che non è poi così difficile.

mercoledì 23 giugno 2010

L'anno di Linux e già qui



Per Ubuntu che desta perplessità nella sua prossima incarnazione mobile, c'è un Android che dilaga in ogni dove, sempre più apprezzato e, parrebbe, sempre più versatile e un Chrome OS che continua a fare proseliti in vista del lancio, previsto per la fine del 2010.
Dopo averlo sperato e ripetuto ad ogni nuova primavera, sembrerebbe arrivato l'anno di Linux.
Certo, non è come l'avevamo immaginato, con una distribuzione sola al comando e Windows nella polvere ma, a ben guardare, in modo decisamente più consono alle sue caratteristiche che lo vedono girare in scioltezza tanto sul server, quanto nel registratore di cassa.

venerdì 18 giugno 2010

Android 3.0 prova ad assomigliare a iPhone.



Con Android 3.0, nome in codice Gingerbread, pare che Google stia lavorando per evitare che i produttori di smartphone o altri dispositivi basati sull'apprezzata piattaforma, sentano l'esigenza di sviluppare una interfaccia propria che copra quella di default, come accade per i modelli di HTC e Motorola, per esempio.

domenica 6 giugno 2010

BeTouch e110: pillole di Android



La passeggiata per un centro commerciale, si sa, é ricca di insidie per l'uomo moderno.
Uno entra per sbirciare iPad, guardare le signorine in preda allo shopping compulsivo, fare lo slalom fra decine di capanni che offrono i loro prodotti alle condizioni più vantaggiose di sempre (e con tante hostess convincenti anzichenò) e succede che ne esce con un telefono nuovo, che no, non è iPhone, nè qualche blasonato Nokia e nemmeno Samsumg o LG, tanto per dire.
Girovagando, in effetti, mi sono imbattuto in un modello di Acer: beTouch e110, dal design che non dispiace, con Android, seppure nella versione 1.5, leggero e compatto.
Touchscreen, persino, ma resistivo.

Solo lo schermo però, perchè in effetti, nell'imminenza del mio genetliaco e, in preda all'euforia, non resistivo io e mi abbandonavo all'acquisto dissennato dell'aggeggino, dopo essermi concesso anche il lusso di scartare un Nokia N97 mini, reattivo quanto un bradipo col mal di schiena.

venerdì 28 maggio 2010

iPad sbarca anche in Italia e la concorrenza?



Avviso: la linea d'ombra intende migrare i suoi contributi audiovisivi ad HTML5 per garantire la piena fruizione dei propri contenuti anche ai possessori di iPad. Mi scuso fin d'ora per eventuali incovenienti che potrebbero capitare nei prossimi giorni.



Oggi iPad esce anche nel BelPaese, dopo aver fatto registrare vendite da capogiro negli Stati Uniti con oltre 1 milione di unità vendute.
Benchè molti si stiano ancora chiedendo a cosa possa servire, si è scatenata una serrata concorrenza fra i produttori per competere con un tale successo, concorrenza che ha visto fiorire diverse alternative di cui proveremo a tracciare un quadro (non esaustivo), anche per capire quale di esse potrebbe giocarsela con il best seller di Cupertino.


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Agli altri piace Android

Abbandonato il progetto di Microsoft Courier e accantonato anche lo Slate di HP, ritenuto non soddisfacente, per autonomia e usabilità, sembra essere Android il sistema operativo d'elezione per questa nuova categoria di dispositivi: Msi, Asus, Dell e diversi altri costruttori, più o meno noti, hanno annunciato un proprio tablet con il sistema di Mountain View, ad eccezione di Acer che sembra in prima linea nello sviluppo di ChromeOS.
Qualche prototipo si è potuto apprezzare solamente nelle fiere dedicate e, comunque, questi prodotti non dovrebbero raggiungere il mercato prima dell'estate, anche se sembra probabile che molti ritarderanno il proprio lancio nell'ultimo quarto dell'anno o a ridosso delle festività, quando la frebbre per lo shopping è destinata a salire e maggiore potrebbe essere l'attenzione all'acquisto dell'ultimo gadget tecnologico.
Già disponibile sul mercato, troviamo, solamente, Archos Tablet, nelle versioni Home e Internet, capaci, fra l'altro, di riprodurre video in 720p e garantire pieno supporto alla tecnologia Flash, bandita, invece, da Apple.
In dirittura d'arrivo dovrebbero esserci JooJoo Fusion Garage, Notion Ink Adam e l'ibrido, un po' telefono, un po' tablet col suo schermo da 5", Streak, di Dell, tutti previsti per giugno.

Metti un Tegra nel motore

Se Android é l'antagonista numero uno di iPhone OS, Tegra è il suo degno compare.
Asus, Acer, Msi lo hanno scelto per i loro prodotti, così come Notion Ink ed Aigo per il suo N700, un altro tablet basato su Android.
Tegra2 è un SoC capace di grandi prestazioni e bassi consumi: la risposta di nVidia, assieme alle CPU Arm Cortex, alle autonomie da record, alla prontezza di Apple A4 ed alle soluzioni di Intel, il cui Atom, troppo avido di risorse è stato, a quanto pare, uno dei motivi che hanno spinto HP a rinunciare allo Slate nonostante la presentazione, in pompa magna, diversi mesi fa a Las Vegas.
In effetti, proprio il gigante di Palo Alto continua a navigare controcorrente giocando, in un mondo di Androidi, la carta WebOS, dopo esserselo ritrovato in dote con l'acquisto di Palm.

Prospettive

Con i big ancora lontani dall'essere effettivamente competitivi, cui aggiungiamo il fantomatico tablet di Google e HTC sempre avvolto nel più stretto riserbo, non è facile prevedere la reazione dei consumatori alle offerte di aziende decisamente meno conosciute rispetto alla grande visibilità di Apple.
Promozione e reperibilità non sembrano reggere il passo con il blasonato concorrente, soprattutto in un momento caldo come questo, in cui la curiosità è alta e gli scopi ancora tutti da definire, per dei dispositivi dai prezzi tutt'altro che popolari.
Se, in effetti, espandibilità , potenza e supporto alle tecnologie della rete non facciano difetto alla concorrenza, quello che non esiste è un preciso ecosistema di servizi che possano trainarne l'acquisto.
Certo, Android offre già il suo Appstore dove acquistare/scaricare nuove applicazioni, ma basterà da solo a distogliere l'attenzione del grande pubblico da iPad?

sabato 17 aprile 2010

Do Androids dream of electric sheep?¹




HTC, Toshiba, MSI, persino HP, che ha recentemente alzato il sipario sul suo SlatePC con Windows 7, pare stiano lavorando ad una tavoletta con Android.



Il sistema operativo per smartphone, lanciato da Google e il cui market share si avvicina a grandi passi a quello di iPhoneOS, punta ad espugnare anche i tablet, cercando di imporsi come piattaforma di riferimento per questa nuova generazione di prodotti, pensati per il cloud computing e l'utilizzo in mobilità.



La natura open source di Android, il suo cuore Linux, sembrano renderlo uno strumento vantaggioso e flessibile per tutti quei produttori che intendono competere con Apple, in questo strategico segmento di mercato e la disponibilità di un appstore, Android Market, garantisce fin da subito un vasto parco di software che aggiunge appetibilità e grande valore all'offerta, senza doversi sobbarcare i costi dell'infrastruttura, come fanno a Cupertino.



Il destino di questi dispositivi, infatti, - e il successo di Apple sta qui a dimostrarlo - é legato a doppio filo all'ecosistema dedicato che riusciranno a creare attorno a se, perchè è apparso fin troppo evidente che le applicazioni tradizionali male si adattano alle dimensioni ed alle caratteristiche peculiari dei tablet.
Google, è chiaro, punta ad unificare il mercato mobile - come Microsoft ha fatto per quello desktop - sotto l'egida del suo marchio e cavalcare l'onda impetuosa dell'open source potrebbe rivelarsi vincente soprattutto per rafforzare la penetrazione dei propri servizi, presso un pubblico sempre più vasto.
Del resto, studi di settore prevedono, per il 2010, una crescita pari al 24% di dispositivi basati su Android, accanto ad un 10% che invece potrebbe preferirgli Windows 7.
Più incerto appare il destino di ChromeOS, il sistema totalmente cloud che non sembra destare altrettanto interesse nel mercato se è vero che solo Asus dichiara di essere seriamente impegnata ad implementarlo in un suo tablet previsto per l'estate.
Come altre idee di Mountain View, questo OS potrebbe rivelarsi nel breve/medio periodo una semplice piattaforma sperimentale in attesa che maturino tecnologie¹+²+³ e soprattutto abitudini dei consumatori, che iniziano a considerare la rete come uno strumento poliedrico dove cercare informazioni, ma anche intrattenimento e svago.


Una evoluzione evidente fotografata anche dal puntuale rapporto di Nielsen.



¹ - Il titolo del post è la citazione di un racconto di Philip K.Dick

sabato 6 febbraio 2010

Questione d'esperienza




Che piaccia o meno, iPad ha scatenato, come già iPhone, la serrata concorrenza del mercato nei confronti di Apple.
La cornice digitale di Cupertino, come i maligni l'hanno definita, pur con tutti i limiti che ci hanno pazientemente evidenziato gli esperti, apre un nuovo, nebuloso, segmento di mercato in cui i principali attori tecnologici hanno intenzione di investire e trarne profitto negli anni a venire.
Se il desktop, infatti, sembra avviato verso un lento declino, l'affare dei dispositivi mobili é in crescita costante e incontra sempre di più il favore del pubblico, ormai avvezzo a fruire dei servizi internet ovunque si trovi.
L'azienda di Jobs, almeno sulla carta, intende ricalcare la strategia vincente di iPhone, con hardware e software dedicato e, soprattuto, un AppStore che garantisca il necessario ecosistema di applicazioni, cruciali per suscitare l'interesse nei consumatori e garantirne la sopravvivenza.
Google, che ormai dilaga in ogni settore ed aveva già ventilato un proprio Tablet, a ridosso della fuga di notizie su iPad, ha pubblicato, proprio qualche giorno fa, un concept video che suggerisce un uso a due mani del fantomatico dispositivo, una caratteristica che fa molto Surface, ma che é assai improbabile su un aggeggio con un display da 10 pollici o giù di lì.



HP, dal canto suo, ha presentato il suo Slate PC, e presto ne arriveranno altri, avvalendosi del nuovo sistema operativo di Redmond che rende, di fatto, il suo prodotto un PC ultraporatile, multitouch, come si conviene oggi, con tutti i pregi, uno sterminato parco di applicazioni (poco conta se del tutto inutili o inadeguate al contesto del prodotto), ma anche tutti i potenziali difetti mutuati da una interfaccia scomoda che a fatica dovrebbe adattarsi alle esigenze di un utente sempre in mobilità.



La guerra continua con il solito snocciolamento di dati tecnici, di presunti vantaggi nell'uso di processori X86 rispetto a chip dedicati allo scopo, la promessa del multitasking, la cui assenza é, per gli addetti ai lavori, il vero tallone d'achille di iPad, come se il successo di iPhone non avesse insegnato nulla.
In effetti, fra tanti tecnicismi, il nocciolo della questione sembra averlo centrato Jim Zemlin, direttore esecutivo di Linux Foundation, che individua proprio in Apple, se non un vero e proprio avversario da battere, senz'altro un termine di paragone con cui fare i conti, per la cura che profonde nel progettare l'esperienza utente nei minimi dettagli.



Perchè, dice Zemlin, se i prodotti di Cupertino godono di crescente favore presso il grande pubblico è anche, e soprattutto, perché sono comodi da usare.
Un concetto, non certo nuovo e già espresso anche su queste pagine virtuali giusto qualche mese fa.
Oltre ogni circuito integrato, in barba alle tecnologie costruttive misurate in nanometri ed a concetti tanto astratti, quanto inafferrabili e incomprensibili, alla maggior parte dei consumatori, Apple é lì a ricordarci che un prodotto tecnologico, non é costituito solo da silicio e transistor, ma deve essere piacevole al tatto (i materiali ricercati), alla vista (il design), deve lasciarsi usare, senza ricordare al suo possessore che si tratta pur sempre di un banale calcolatore (l'interfaccia).
Laddove il mercato e i tecnicismi dei soliti esperti, restringono lo sguardo sui singoli particolari, a Cupertino ci suggeriscono di considerare l'insieme e magari di gustarcelo comodamente seduti in poltrona.



A dispetto degli ingegneri che snocciolano aridi numeri, Jobs si permette di sfogliare la rete o un libro digitale in punta di dita.
Un gesto, emblematico, che riassume, nella sua dirompente semplicità, un futuro effettivamente a portata di mano.
Pardon, di dito.
Zemlin, pur bacchettando Apple, per la politica blindata applicata ai propri prodotti, ammette che in ambito Linux e soprattutto nell'ambito dell'elettronica di consumo, questo equilibrio, fra tecnologia e magia é ancora tenuto in scarsa considerazione, pur riconoscendo a progetti come Moblin o Android il merito di dimostrare che il limite non é tecnico, ma semplicemente culturale/progettuale.
Il patrimonio open source può fare la differenza, dice il direttore di Linux Foundation e costituire una valida concorrenza alla confortevole gabbia dorata di Cupertino.
Parole incoraggianti, cui, speriamo, seguano concreti progetti nel prossimo futuro.