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martedì 14 dicembre 2010

Impressioni di Chrome Web Store




La scorsa settimana Google ha annunciato un sacco di cose: il Nexus S, evoluzione del suo primo smartphone Nexus One, con Android 2.3 Gingerbread, il lancio di un programma di sviluppo per rifinire Chrome OS, il cui debutto dovrebbe arrivare nei primi mesi del 2011 e, infine, Chrome Web Store, il negozio di applicazioni per il proprio sistema operativo e per Chrome, il browser, che secondo le stime di Mountain View ha captato l'interesse di centoventi milioni di utenti, compreso chi scrive.
Visto che tutto il resto è: a)fuori dal budget del sottoscritto, b)superiore alle proprie conoscenze tecniche e informatiche, il nostro interesse si è concentrato sul nuovo appstore, assai meno costoso di un viaggio in California.

lunedì 30 agosto 2010

Lightspark, avanti tutta!



Prosegue imperterrito lo sviluppo di Lightspark e le release si susseguono a ritmi davvero sostenuti. Nemmeno il tempo di installare la release 0.4.3, che è già pronta la versione 0.4.4, con un antipasto dei progetti in cantiere per la 0.4.5.
Alessandro Pignotti, infatti, parla anche delle caratteristiche che interesseranno la sua creatura nel futuro prossimo, ovvero l'ampliamento del supporto, tramite plugins, a diversi backend audio e una migliorata infrastruttura, più veloce e moderna per la gestione della grafica.

sabato 21 agosto 2010

Flash su Android non è un grachè.



nota: spostando il puntatore del mouse sui testi in inglese potrete leggerne la traduzione

I’m the last person on earth who wanted to believe Steve Jobs when he told Walt Mossberg at D8 that “Flash has had its day.”
Inizia con queste parole il resoconto dei test fatti dal magazine Laptop, che mette alla prova il plugin di Flash su motorola Droid 2, e sai già come andrà a finire.

martedì 13 luglio 2010

Symbian accoglie Silverlight



Ancor prima che su Windows Phone 7, è Symbian, motore di tanti cellulari Nokia e forse prossimo al pensionamento con l'adozione di MeeGo, il primo OS mobile a supportare Silverlight, la tecnologia Microsoft diretta rivale del chiacchierato Flash di Adobe.

giovedì 8 luglio 2010

Flash su Android, Frash su iPad



Adobe mostra, in un video ufficiale, Flash per Android provandolo sullo smartphone Droid X di Motorola.
Le prestazioni, nonostante il gigahertz di potenza della CPU, non paiono strabilianti e resta da valutare l'impatto sulle autonomie che probabilmente non sarà così gentile.
Lo showcase qui presente è stato rimaneggiato da noi evidenziandone i tratti salienti.
L'originale può essere visionato per intero a questo indirizzo.

lunedì 5 luglio 2010

Lightspark insegue Flash



Abbiamo già parlato di Lightspark come implementazione libera di Flash.
Da ieri è disponibile la versione 0.4.2 RC1 che introduce il supporto alla riproduzione di contenuti codificati H.264 e PulseAudio.
Senza quest'ultimo non sarà possibile ascoltare i suoni.
Il supporto ad Action Script 3 è quasi completo ed è in programma per la release 0.4.3 la possibilità di appoggiarsi a Gnash nei casi in cui l'applet flash riprodotta non fosse digerita da Lightspark.

martedì 1 giugno 2010

Maneggiando iPad



Un giretto all'Apple Store di Roma Est è una buona occasione per tastare il polso della situazione e toccare con mano, pardon, con le dita, iPad.
All'ingresso, come da buona tradizione Apple, ci accoglie un gran cartonato con l'immagine, quasi totemica, della tavoletta, che si ripete e accerchia avvolge l'avventore ovunque nel locale, mettendone a dura prova la resistenza all'acquisto, sull'onda dell'entusiasmo o fiaccato dalla promozione serrata dei venditori, che snocciolano dati, capacità, caratteristiche e mirabolanti opportunità del magico dispositivo, «tuo a partire da 499 euro, accessori e Apple Care esclusi».
Troviamo quindici, forse venti, curiosi che già manipolano iPad, ma non è difficile ritagliarsi una postazione libera per agguantarne uno e cominciare a giocarci su.

La prima impressione non ci delude, la tavoletta, rigorosamente in versione 3G, è comoda, solida, costruttivamente impeccabile e molto ben bilanciata per reggerla con una sola mano.
Alla seconda, però, il peso si fa sentire e, probabilmente, per un uso prolungato è assai più comodo tenerla appoggiata su una superficie o sulle ginocchia, accanto al focolare magari, col vecchio zio Jobs che ci racconta la fiaba della volpe e dell'uva.
La videata principale ricorda quella di iPhone/iPod, maggiorata nelle dimensioni, e la navigazione fra le applicazioni è, ormai, molto familiare, con una precisione al tocco fenomenale ed una prontezza spiazzante, non molto diversa dai promo (comunque accelerati) che sono circolati dopo il lancio: zoomare una mappa, navigare con lo streetview in una via di Roma o sparpagliare un album di fotografie è qualcosa che va provato di persona per capire fino in fondo quale sia il grado di reattività raggiunto dagli ingegneri di Cupertino, ma è su internet che l'aggeggio sfodera grandi capacità.
Navigare con Safari è un piacere: grazie al moultitouch, abbiamo sempre la sensazione di avere il pieno controllo della situazione, le pagine possono essere scrollate in lungo e largo e lo zoom ci permette di focalizzare l'attenzione solo su quello che ci interessa con un semplice movimento delle dita.
La resa delle pagine è fedele, senza artefatti o compressioni: manca flash, ma questa non è una novità.
Youtube gode di un'applicazione dedicata, come su iPhone, e bisogna dire che la fruizione, soprattutto nel caso in cui il video sia di buona qualità, è spettacolare, con una immagine fluida, nitida e compatta e senza perdere l'opportunità di lasciare un commento, condividere o votare le clip preferite.


Guardalo su Youtube

Tutto sembra studiato per essere pratico e familiare: leggere un libro o il giornale, con le applicazioni dedicate, è semplice come sfogliare una rivista cartacea, anzi, nel caso degli e-book, l'interazione ricalca fedelmente l'azione volontaria di voltare le pagine ed avviene solo se il dito punta uno dei lembi, inferiori o superiori, quando sarebbe bastato anche una slide per passare da una pagina all'altra.
Insistere su metafore d'uso particolarmente comuni è, forse, la chiave di volta per comprendere il successo dei prodotti di Apple.
Se la domanda sull'utilità di iPad vi ha tormentato in tutti questi mesi, basta tenerlo un po' in mano per percepirne l'enorme potenziale.
Interfaccia e contenuti si fondono efficacemente, il dispositivo sparisce, nel senso letterale del termine, lasciando il posto alla console, al libro, al quotidiano, ad internet o alla tv ed a tutto quello che potrebbero partorire talento e fantasia.
Niente che non si possa fare anche adesso con un normale personal, intendiamoci, ma con uno stile ed una immediatezza sconosciuta fino a qui.
E' uno straordinario veicolo di contenuti, ed una ghiotta opportunità d'affari per tutti quegli editori e produttori che, tenteranno di investirci nel prossimo futuro.
Sebbene la tavoletta sia convincente, non è esente da difetti: potremmo obiettare sul prezzo, per esempio, sull'inutilità sostanziale (almeno per l'Italia) del modello solo Wi-Fi, sulla mancata integrazione di una webcam e di, almeno, uno slot per SD Card.
Probabilmente, seguendo la solita (e sin qui lucrosa) politica dei piccoli step, certe features vedranno la luce nei modelli successivi.
Nel frattempo dovrebbero essere i partner commerciali a tamponare le mancanze, come è accaduto anche con iPhone, che ha visto fiorire numerosi gadget opzionali per espanderne le funzionalità.
Non c'è il multitasking, che poteva essere superfluo sul melafonino, ma che non sarebbe dovuto mancare su un prodotto come iPad.
Certo le applicazioni (non tutte) vengono, congelate in memoria e quando le richiamiamo hanno conservato il loro ultimo stato, ma è abbastanza fastidioso dover abbandonare la lettura o un film per rispondere ad una mail o ad un amico in chat.
La prossima release di iPhone OS dovrebbe risolvere anche questa mancanza, ma l'assenza al lancio stona un po' di fronte a tanta cura per i dettagli.

mercoledì 19 maggio 2010

Flash libero si legge Lightspark



Qualcuno (e anch'io fra questi) sostiene che Flash sia una tecnologia in declino.
Troppo pesante, troppo avida di risorse, anacronistica rispetto alle opportunità che apre HTML5 e troppo chiusa.
Almeno fino a ieri.
Lightspark, rilasciato in BETA, infatti, é una libera implementazione di Flash.
Il suo autore, Alessandro Pignotti non si è accontentato del solito reverse engineering ma, con tanta pazienza, si è studiato la documentazione ufficiale, perché apprezza davvero la tecnologia che c'è dietro Flash, ma non ne approva la sua chiusura a doppia mandata.
Il rendering di geometrie e fotogrammi é affidato ad OpenGL e, sebbene non siano ancora stati implementati, l'utilizzo degli shader, in un prossimo futuro, permetterà il supporto di effetti, blur, sovrapposizioni e transizioni previste dal player di Adobe.
Completano l'offerta di Lightspark: un largo supporto ad ActionScript 3.0, diverse librerie di runtime che, seppure incomplete, dovrebbero permettere di implementare facilmente semplici oggetti in C++ e un plugin per Firefox, che abbiamo anche provato e che, purtroppo, ha causato il crash, improvviso e ripetuto del browser, ogni volta che abbiamo tentato di visualizzare un pagina con contenuti in Flash.

Su Chrome, sebbene il plugin sia regolarmente rilevato, non funziona lo stesso restituendo un messaggio Missing Plugin.

lunedì 17 maggio 2010

Se Mono entra nel browser



Intanto se ne discute, vorrebbero provarci, probabilmente ci proveranno.
Stiamo parlando della comunità che gravita attorno a Mono, il progetto open source per portare .NET su piattaforme non Microsoft, capitanato da Miguel de Icaza e sponsorizzato da Novell.
In un post su Twitter, Joe Hewitt, rilancia l'idea di portare Common Language Infrastructure - CLI - sui browser, per permettere di eseguire codice C#, piuttosto che IronPyhton o IronRuby, in maniera nativa come accade oggi con Javascript.
Scrivere applicazioni con linguaggi evoluti per il web é già possibile grazie a Flash o Silverlight (e, di conseguenza, Moonlight) ma, una implementazione di ECMAScript renderebbe, di fatto, queste tecnologie uno strato superfluo fra il codice e l'applicazione vera e propria.
Collegare Mono direttamente al browser permetterebbe di scrivere codice come negli esempi:

language="csharp"> < script da e-mail in documents.ElementsByTag ("email") email.Style.Font = "bold"; < / script >
language="csharp" < script source="ImageGallery.cs" > < / script >
o distribuire lo stesso direttamente come binario precompilato:
language="cil" < script source="MailApp.dll" > < / script >
De Icaza sembra assai galvanizzato dalla proposta e preme per convincere anche Microsoft dell'opportunità di certe scelte di sviluppo, ma gli investimenti che a Redmond intendono sostenere per Silverlight, non sembrano convergere con questo entusiamo.
Di fatto, un porting di CLI segnerebbe una prima linea di demarcazione fra lo sviluppo ufficiale di .NET e Mono che potrebbe portare avanti, in modo del tutto indipendente, il suo progetto, con conseguenze imprevedibili per Microsoft e la sua tecnologia, in caso di successo.
Sempre che, lo spettro di brevetti e carte bollate non inviti a desistere.

sabato 15 maggio 2010

Gianduia é un boccone amaro per Flash e Silverlight



C'era uno scopo preciso quando Jobs decise di sparigliare le carte, lamentandosi di Flash ed escludendolo dai suoi prodotti di punta: iPhone e iPad.
Questo scopo, contrariamente ad ogni analisi o, più semplicemente, come ovvia conseguenza, ha un nome preciso: Gianduia.
E' con questo titolo, infatti, ispirato al dolce piemontese, che Apple si appresta a riliasciare il suo strumento di sviluppo per Rich Internet Applications, un client Web based scritto in Javascript, Cocoa e WebObjects, che promette aderenza agli standard della rete, semplicità e prestazioni superiori a quelle dei suoi diretti rivali Flash e Silverlight, senza installazione di plugin terzi e che, a Cupertino, hanno già messo alla prova scrivendoci la pagina per le prenotazioni al Genius Bar sul sito ufficiale dell'azienda.
Gianduia non é uno strumento per sviluppare espressamente applicazioni in HTML5, anzi, si propone di esportare alcuni concetti alla base di Cocoa, l'ambiente di programmazione ad oggetti di Apple, comune a tutti i suoi dispositivi, anche sul web, ma ne prevede il pieno supporto.
E' assai probabile, quindi, che non diventi una soluzione multipiattaforma, ma rimanga confinata nell'ambito dei prodotti Apple, che tenterà di capitalizzare il successo, fin qui ottenuto, per attirare nuovi sviluppatori presso le sue piattaforme e continuare a guadagnare significative quote di mercato sulla concorrenza, almeno in ambito mobile, diventato cruciale dopo l'exploit fatto segnare da netbook e, soprattutto, smartphone.

lunedì 5 aprile 2010

Google e Adobe alle grandi manovre




Google si accorda con Adobe per integrare flash nel suo browser (ma non era open source?), un travaso di tecnologia che, probabilmente, avrà ripercussioni anche sul futuro ChromeOS.

Le aziende propagandano questa partnership come uno sforzo per migliorare quel concetto inafferrabile che risponde al nome di "esperienza utente".
Ora, pur volendo stare al gioco, mi riesce davvero difficile trovare anche un solo miracolo ergonomico derivante dal flash player integrato, ma mi saltano in mente altri argomenti che potrebbero rivelarsi assai pertinenti.

Rallentiamo la diffusione di HTML5

La lotta fra le due tecnologie, la prima obsoleta e proprietaria, la seconda integrata e rispettosa degli standard della rete, è decisamente un buon motivo per spingere Adobe ad allearsi con un gigante come Google, ancora indeciso se appoggiare o meno HTML5.
A Mountan View, in effetti, come per il famoso cuggino del brano di Elio e le Storie Tese, non sono cattivi (per mission aziendale) e per vocazione tendono ad essere amici di tutti tenendo i piedi in due, tre, pure quattro scarpe.

Un mondo di App(store)

Se riuscisse il colpaccio di entrare (anche) nel codice di ChromeOS (ma non era open source?) potrebbe aprirsi tutto un mercato di applicazioni dedicate, per il sistema operativo web based, potenzialmente in grado di calamitare l'interesse dei (tanti) sviluppatori Flex, pronte ad affiancare quelle in java/ajax.



Concorrenza spietata ad Apple

Il rifiuto di Cupertino di integrare le tecnologie di Adobe nei propri prodotti mobili, preferendogli HTML5, deve aver scottato i vertici della casa di Photoshop, che infatti si sono rivolti subito agli (ormai) acerrimi rivali (ma non erano amici di tutti?) con la speranza che i prodotti spinti dalle tecnologie Made in Mountain View riescano ad imporsi come quelli modaioli di Apple.

Concorrenza spietata a Microsoft

Silverlight, per molti, è l'antiflash.
Silverlight é più leggero di flash.
Silverlight sarà la tecnologia cruciale dietro a Windows Phone 7 Series, il nome, lunghissimo e pomposo, che identifica l'erede di Windows Mobile.
Per il momento si sono visti prototipi da una manciata di produttori e qualche video di concetto, ma, presumibilmente, le applicazioni di questi apparecchi saranno basate su Silverlight.



Microsoft ci riprova in un mercato, per lei, tutto da ricostruire, ma Adobe tenta di giocare d'anticipo per garantire la sopravvivenza del suo prodotto grazie alle soluzioni multipiattaforma studiate a Mountain View, che dal canto suo potrebbe continuare a guadagnare terreno sulla concorrenza, avvalendosi di tecnologie tanto collaudate e popolari.