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lunedì 30 agosto 2010

Lightspark, avanti tutta!



Prosegue imperterrito lo sviluppo di Lightspark e le release si susseguono a ritmi davvero sostenuti. Nemmeno il tempo di installare la release 0.4.3, che è già pronta la versione 0.4.4, con un antipasto dei progetti in cantiere per la 0.4.5.
Alessandro Pignotti, infatti, parla anche delle caratteristiche che interesseranno la sua creatura nel futuro prossimo, ovvero l'ampliamento del supporto, tramite plugins, a diversi backend audio e una migliorata infrastruttura, più veloce e moderna per la gestione della grafica.

sabato 21 agosto 2010

Flash su Android non è un grachè.



nota: spostando il puntatore del mouse sui testi in inglese potrete leggerne la traduzione

I’m the last person on earth who wanted to believe Steve Jobs when he told Walt Mossberg at D8 that “Flash has had its day.”
Inizia con queste parole il resoconto dei test fatti dal magazine Laptop, che mette alla prova il plugin di Flash su motorola Droid 2, e sai già come andrà a finire.

giovedì 8 luglio 2010

Flash su Android, Frash su iPad



Adobe mostra, in un video ufficiale, Flash per Android provandolo sullo smartphone Droid X di Motorola.
Le prestazioni, nonostante il gigahertz di potenza della CPU, non paiono strabilianti e resta da valutare l'impatto sulle autonomie che probabilmente non sarà così gentile.
Lo showcase qui presente è stato rimaneggiato da noi evidenziandone i tratti salienti.
L'originale può essere visionato per intero a questo indirizzo.

venerdì 21 maggio 2010

Web·m sfida h.264



La guerra per controllare la fruizione dei contenuti online, i video in particolare, annovera un nuovo contendente.
Web·m é la risposta di Google allo standard h.264, scelto e subito imposto dai grossi calibri dell'industria, a discapito del codec OGG Theora, libero sì, ma potenzialmente a rischio per via delle solita querelle sui brevetti.
Del resto, anche h.264, mantenuto libero da royalty fino al 2016 per gli utenti, non offre alcuna garanzia che alla scadenza della moratoria non si debba pagare per continuare ad usarlo.
Web·m, in effetti, non è un vero e proprio codec, ma costituisce un contenitore, basato sul formato aperto Matroska, che ospita al suo interno il codec video VP8, che Mountain View ha prima acquistato e poi aperto e quello audio, basato su OGG Vorbis, l'alternativa open source a MP3 e AAC.
La migrazione dei contenuti su Youtube sarebbe già inziata in via sperimentale ed è già possibile visionare qualche video a patto che navighiate con la release più recente di Chromium o con una Nightly Build dedicata di Firefox, che sì, dovrebbe supportare nativamente web·m come anche Opera, rilasciato in una edizione speciale per saggiare la bontà del nuovo formato.

Proprio con Opera, dopo un rapido test, abbiamo avuto un'ottima impressione di velocità e qualità dello streaming, con una nitidezza delle immagini davvero sorprendente.

Diverse le compagnie che hanno confermato il loro supporto e, fra queste, è impossibile non citare Adobe, che, col dente avvelenato, proverà il riscatto, dopo la recente disputa con Apple culminata con l'esclusione di Flash sui prodotti mobili della mela morsicata.

sabato 15 maggio 2010

Gianduia é un boccone amaro per Flash e Silverlight



C'era uno scopo preciso quando Jobs decise di sparigliare le carte, lamentandosi di Flash ed escludendolo dai suoi prodotti di punta: iPhone e iPad.
Questo scopo, contrariamente ad ogni analisi o, più semplicemente, come ovvia conseguenza, ha un nome preciso: Gianduia.
E' con questo titolo, infatti, ispirato al dolce piemontese, che Apple si appresta a riliasciare il suo strumento di sviluppo per Rich Internet Applications, un client Web based scritto in Javascript, Cocoa e WebObjects, che promette aderenza agli standard della rete, semplicità e prestazioni superiori a quelle dei suoi diretti rivali Flash e Silverlight, senza installazione di plugin terzi e che, a Cupertino, hanno già messo alla prova scrivendoci la pagina per le prenotazioni al Genius Bar sul sito ufficiale dell'azienda.
Gianduia non é uno strumento per sviluppare espressamente applicazioni in HTML5, anzi, si propone di esportare alcuni concetti alla base di Cocoa, l'ambiente di programmazione ad oggetti di Apple, comune a tutti i suoi dispositivi, anche sul web, ma ne prevede il pieno supporto.
E' assai probabile, quindi, che non diventi una soluzione multipiattaforma, ma rimanga confinata nell'ambito dei prodotti Apple, che tenterà di capitalizzare il successo, fin qui ottenuto, per attirare nuovi sviluppatori presso le sue piattaforme e continuare a guadagnare significative quote di mercato sulla concorrenza, almeno in ambito mobile, diventato cruciale dopo l'exploit fatto segnare da netbook e, soprattutto, smartphone.

lunedì 5 aprile 2010

Google e Adobe alle grandi manovre




Google si accorda con Adobe per integrare flash nel suo browser (ma non era open source?), un travaso di tecnologia che, probabilmente, avrà ripercussioni anche sul futuro ChromeOS.

Le aziende propagandano questa partnership come uno sforzo per migliorare quel concetto inafferrabile che risponde al nome di "esperienza utente".
Ora, pur volendo stare al gioco, mi riesce davvero difficile trovare anche un solo miracolo ergonomico derivante dal flash player integrato, ma mi saltano in mente altri argomenti che potrebbero rivelarsi assai pertinenti.

Rallentiamo la diffusione di HTML5

La lotta fra le due tecnologie, la prima obsoleta e proprietaria, la seconda integrata e rispettosa degli standard della rete, è decisamente un buon motivo per spingere Adobe ad allearsi con un gigante come Google, ancora indeciso se appoggiare o meno HTML5.
A Mountan View, in effetti, come per il famoso cuggino del brano di Elio e le Storie Tese, non sono cattivi (per mission aziendale) e per vocazione tendono ad essere amici di tutti tenendo i piedi in due, tre, pure quattro scarpe.

Un mondo di App(store)

Se riuscisse il colpaccio di entrare (anche) nel codice di ChromeOS (ma non era open source?) potrebbe aprirsi tutto un mercato di applicazioni dedicate, per il sistema operativo web based, potenzialmente in grado di calamitare l'interesse dei (tanti) sviluppatori Flex, pronte ad affiancare quelle in java/ajax.



Concorrenza spietata ad Apple

Il rifiuto di Cupertino di integrare le tecnologie di Adobe nei propri prodotti mobili, preferendogli HTML5, deve aver scottato i vertici della casa di Photoshop, che infatti si sono rivolti subito agli (ormai) acerrimi rivali (ma non erano amici di tutti?) con la speranza che i prodotti spinti dalle tecnologie Made in Mountain View riescano ad imporsi come quelli modaioli di Apple.

Concorrenza spietata a Microsoft

Silverlight, per molti, è l'antiflash.
Silverlight é più leggero di flash.
Silverlight sarà la tecnologia cruciale dietro a Windows Phone 7 Series, il nome, lunghissimo e pomposo, che identifica l'erede di Windows Mobile.
Per il momento si sono visti prototipi da una manciata di produttori e qualche video di concetto, ma, presumibilmente, le applicazioni di questi apparecchi saranno basate su Silverlight.



Microsoft ci riprova in un mercato, per lei, tutto da ricostruire, ma Adobe tenta di giocare d'anticipo per garantire la sopravvivenza del suo prodotto grazie alle soluzioni multipiattaforma studiate a Mountain View, che dal canto suo potrebbe continuare a guadagnare terreno sulla concorrenza, avvalendosi di tecnologie tanto collaudate e popolari.