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domenica 17 aprile 2011

Plasma Active: il Contour per Tablet e Smartphone



Plasma Active è un progetto open source che mira allo sviluppo di una interfaccia dedicata a tablet, smartphone e set-top box.
L'obiettivo è quello di costruire, differentemente dalla moda del momento che vuole le GUI orientate alle applicazioni, una esperienza d'uso fondata sui dati, cercando un approccio che sia maggiormente integrato e sensibile al contesto.
Un concetto non diverso da quello di MeeGo che, non a caso, dovrebbe essere la prima piattaforma a cui destinare l'interfaccia denominata Contour.



Plasma Active, infatti, non è un singolo progetto ma un ombrello sotto il quale convivranno diverse tecnologie, come scrive Marco Martin nel suo blog.

sabato 9 aprile 2011

Gnome 3 a pelle




A distanza di 3 anni dal chiacchierato rilascio di KDE 4, anche l'altro grande desktop libero si rinnova.
Dopo mesi e mesi di sviluppo intenso, polemiche e rinvii, Gnome 3 debutta con il vestito nuovo, la Shell, un modello di desktop minimale, quasi discreto, spiazzante, decisamente incompleto, eppure affascinante.
Laddove il cuore di KDE 4 è Plasma, la cui estrema duttilità e ricchezza di personalizzazione si adatta, potenzialmente, ad ogni tipo di contesto, dal PC al netbook, fino ai dispositivi mobili, Gnome Shell pone al centro dell'esperienza utente le applicazioni, riservandosi lo, stretto, spazio necessario per garantire le sole informazioni essenziali e niente altro.
Subito dopo il login, dopo un breve spaesamento, non è difficile orientarsi.

giovedì 3 marzo 2011

"Plasmare" il futuro



Non si sono certo esauriti, nè si esauriranno in tempi brevi gli interrogativi emersi all'indomani del patto fra Nokia e Microsoft.
Il nodo della questione è sempre il destino di Qt, tanto che anche Cornelius Schumacher, presidente di KDE e.V. si è sentito in dovere di chiarire come stanno le cose, con una risposta che in effetti non c'è.

venerdì 31 dicembre 2010

L'anno che verrà



Come si può leggere sulle riviste serie, l'avvento del nuovo anno è un'occasione per stilare la lista di quel che ci stiamo lasciando alle spalle.
Un po' tutti si divertono a raccogliere il meglio - e il peggio - che ha attraversato gli ultimi 365 giorni ed a sancire vincitori e vinti.
Noi, che cerchiamo sempre di capire come vanno realmente le cose, proveremo a fare l'esercizio opposto: guardandoci alle spalle, proviamo ad interpretare l'anno che deve ancora venire in una sorta di oroscopo tecnologico per azzardare i nuovi protagonisti del 2011.

Le tentazioni della mela

E' facile prevedere che Apple sarà di nuovo sulla bocca di tutti con gli iPad di seconda generazione e, probabilmente, iPhone5.
Cupertino, del resto, non ha altra scelta se non quella di spingere pesantemente sul frequente rinnovamento della sua gamma per mantenere alta l'attenzione di consumatori e carrier telefonici e provare a scompigliare i piani dei diretti concorrenti.
L'impegno non sarà, ovviamente, circoscritto al solo hardware, la mela proverà ad insistere su FaceTime per allargarne il bacino di utenze e il peso in termini di adozione e supporto da parte di terzi.
Mac OS X Lion verrà a trovarci entro l'estate e solo allora sapremo se Jobs&Soci saranno riusciti a spostare l'asticella dell'interazione uomo/macchina quel tanto che basta per lanciare una nuova rivoluzione come è stato per il mondo della telefonia.

sabato 13 novembre 2010

Un plasmoide per tutte le stagioni



Chi mi legge sa che seguo con interesse gli sviluppi di Plasma, la flessibile shell di KDE che, anche grazie al costante sviluppo di Marco Martin, riesce ad adattarsi alle piattaforme più disparate: dai desktop agli ultraportatili fino - speriamo - a tablet e smartphone.
Uno dei punti forti di Plasma viene dal supporto ai plasmoidi, widget che promettono di velocizzare le piccole/grandi operazioni quotidiane sui nostri aggeggi elettronici.
Una potenzialità notevole che, finora, è rimasta più che altro sulla carta poichè di plasmoidi davvero imperdibili se ne contano pochi.

domenica 7 novembre 2010

Il mercato ai tempi di Canonical



La storia, ormai, la conosciamo tutti: Mark (Shuttleworth) era sul water che attaccava l'orologio, la porcellana era bagnata e scivolò battendo la testa sul lavandino.
Quando riprese i sensi ebbe una rivelazione, una visione, un'immagine scolpita nella mente, l'immagine di questo:

i Windicators, che hanno aperto la strada ad un nuovo paradigma di interazione fra l'uomo e la macchina ed un nuovo corso (probabilmente) nelle strategie commerciali di Canonical, perché la volontà di integrare Wayland al posto del vecchissimo, bolsissimo, chiacchierassimo, incompresissimo, Xorg non avrà ripercussioni solo sulle nostre scrivanie.
Gli eventi susseguitisi, repentinamente, da qualche settimana a questa parte parrebbero indicare, inequivocabilmente, che Ubuntu sta cercando di cambiare passo sia dal punto di vista tecnologico che da quello più pratico del business.
Se, infatti, mettiamo insieme i pezzi di questa storia e intrecciamo i destini dei diretti interessati possiamo speculare sul fatto che ognuno dei protagonisti (o quasi) avrebbe molto da guadagnare da una convergenza d'intenti e progetti.


mercoledì 13 ottobre 2010

I piani per Plasma a medio e lungo termine.



Nel solito post-fiume di Aaron Seigo si celano i piani che, da qui ai prossimi 3/4 anni, dovrebbero ridefinire l'architettura di Plasma e che promettono maggiore semplicità nello sviluppo dei plasmoidi, prestazioni migliori, oltre ad una maggiore adattabilità della tecnologia in ambito desktop e mobile.
Per avere un quadro più chiaro di quali siano questi piani, ci siamo rivolti al sempre disponibile Marco Martin che di Plasma è, senz'ombra di dubbio, persona informata dei fatti e che in effetti ci ha spiegato diverse cosette interessanti che riportiamo così come le abbiamo ascoltate.

giovedì 5 agosto 2010

KDE SC 4.5 si fa attendere



L'ultima incarnazione di KDE SC è dannatamente buona.
Già la release candidate 2, che tengo installata su Kubuntu 10.04, vanta una discreta stabilità, performance soddisfacenti e software a corredo in confortante crescita.
Che KDE sia maturato molto dall'esordio, precipitoso e piuttosto goffo, è un dato di fatto, ce ne accorgiamo anche perchè diventa sempre più difficile parlarne male, scovare le magagne.

sabato 17 luglio 2010

Fast user switch: da un utente all'altro in un lampo.



"La settimana scorsa mia suocera ha iniziato a condividere il suo laptop Linux con mia moglie. Ad un tratto, mia moglie mi ha chiesto come poteva passare da una sessione utente all'altra. Lei era alla ricerca di qualcosa di simile a OS X, ma non riusciva a trovarla[...]".

martedì 6 luglio 2010

Contenuti web integrati in Kwin



Flessibilità sembra essere la parola d'ordine, alla base delle tecnologie di KDE.
Ne parlavamo giusto ieri, riportando le dissertazioni di Marco Martin su Plasma, ci ritorniamo oggi per mostrare un breve esperimento di Martin Graesslin, che è riuscito ad integrare conenuti web in un effetto di Kwin, come potete apprezzare nel video allegato.

lunedì 5 luglio 2010

Plasma è il vostro desktop ideale.



«Plasma library was designed with no assumptions on a particular form factor in mind»¹.

«Abbiamo progettato plasma senza avere in mente nessuna forma particolare», dice Marco Martin nel suo intervento ad Akademy 2010, che si tiene in questi giorni a Tampere, Finlandia.
Plasma è buono per questo, perchè estremamente adattabile ai contesti.

sabato 12 giugno 2010

KDE, liberi di sperimentare: intervista a Marco Martin




Abbiamo pizzicato Marco Martin
Marco Martin, classe 1981, vive in un piccolo paese in provincia di Torino ed è laureato in informatica dal 2008.
Ha lavorato come ricercatore per l'Università, prima di iniziare la sua collaborazione con Nokia.
Conosce ed usa KDE nel 2001 per cui realizza un tema di icone, uno stile QT ed un menù alternativo per Kicker.
Dal 2007 si interessa alle tecnologie di Plasma ed entra ufficialmente nello sviluppo di KDE 4.
Tiene un blog dove possiamo apprezzare il suo lavoro e l'evoluzione di Plasma netbook shell.
, che lavora a Plasma Netbook Shell, impegnato nella chiusura degli ultimi bug in vista del rilascio di KDE SC 4.5 e l'occasione ha offerto il pretesto per intavolare una chiacchierata su quello che ci riserverà quest'ultima release, le novità di plasma, il lavoro di Marco per Nokia e molto altro.

La linea d'ombra: Ciao Marco, parliamo un po' del tuo lavoro? In cosa sei impegnato in questo momento?

Marco Martin: al momento in plasma in generale, sto andando per questa divertente lista e fixo il fixabile. Siamo in feature freeze.

LD: Cosa ci dobbiamo aspettare per la nuova release di KDE ed particolare da Plasma?

MM: Dunque, 4.5, specialmente per plasma è una release che non vuole avere cose eclatanti.
Più che altro vogliamo finire quelle che erano state iniziate: pulizia in generale, bugfix.
Quindi, se tutto va bene, dovrebbe essere un po' più stabile, usabile e così via.
La roba più nuova è probabilmente il gestore delle attività.

venerdì 14 maggio 2010

Plasma Media Center: attività multimediale per KDE



Dopo l'attività dedicata di Plasma per i netbook, in KDE si lavora per realizzare una attività Media Center che permetta di fruire dei contenuti multimediali e audiovisivi del nostro disco rigido (e disponibili in rete) in modo semplice e diretto.

Gli obiettivi del progetto, che è, ancora, in fase molto embrionale, prevedono, oltre a tutta una serie di funzionalità ad hoc per presentare e gestire i contenuti, anche la possibilità di controllare l'interfaccia con telecomando, wiimote e su schermi sensibili al tocco, allargandone gli ambiti d'utilizzo su piattaforme diverse.

Non c'è molto altro al momento, oltre a qualche bel mockup di Nuno Pinheiro e alle schermate delle build sperimentali di Christophe Olinger che ci sta lavorando su.

fonti: kde techbase, alediaferia blog, bynarylooks

martedì 11 maggio 2010

Windicators non sono una buona idea



Nonostante l'enfasi e l'entusiasmo con cui Mark Shuttleworth ha presentato Windicators, cominciano a circolare le prime perplessità sull'opportunità di certe scelte di sviluppo.

Martin Graesslin, in un lungo post sul proprio blog, annota alcuni limiti nello spostamento della decorazione delle finestre sul lato client, come i Windicators promettono di fare.
La cosa, dice Graesslin, è tecnicamente possibile sviluppando un protocollo comune o appoggiandosi a D-Bus, tuttavia la scelta presenterebbe alcuni svantaggi:
  • perdita di coerenza nel comportamento delle applicazioni;
  • l'impossibilità di implementare, almeno in kwin, una finestra di tabulazione;
  • salterebbero le regole che governano le finestre, con applicazioni che potrebbero mostrare il pulsante di chiusura, pur non prevedendo tale funzionalità;
  • perdita di bordi e linguette per il ridimensionamento;
  • Non sarebbe affatto semplificata la gestione dei temi;
  • Sempre riferendosi a Kwin, il gestore delle decorazioni non riuscirebbe a gestire le ombreggiature come parte del tema;
Il problema dello spreco di spazio non sarebbe nemmeno un motivo valido per rompere con le attuali soluzioni, anzi, lo sviluppatore suggerisce di considerare quanto si sta facendo con Plasma Netbook Shell in questa direzione e anticipa alcune delle funzionalità che potrebbero esordire con KDE 4.6, come l'autohiding delle decorazioni quando una applicazione viene massimizzata o la gestione delle stesse a destra o sinistra, con Aurorae.
Una decorazione lato client, infine, costringerebbe a riscrivere tutte le applicazioni e potrebbe scardinare ogni coerenza raggiunta sui desktop liberi, perchè ognuno potrebbe pensare di implementare una propria soluzione per la gestione delle finestre.

Il punto della situazione

Mi viene da pensare che Shuttleworth non voglia, effettivamente, affrontare questa rivoluzione sul desktop nel breve periodo.
Se Graesslin avesse ragione, la proverbiale ergonomia di Gnome salterebbe all'improvviso.
Tuttavia, i limiti paventati dallo sviluppatore, potrebbero rivelarsi un buon investimento su netbook e tablet, dove le ridotte dimensioni del display favoriscono un approccio a schermo pieno e certe funzionalità avanzate di gestione delle finestre sarebbero, in fondo, una inutile complicazione.
I Windicators, quindi, potrebbero porre le basi, nell'immediato futuro, per una vera e propria shell dedicata su cui scrivere applicazioni specifiche per dispositivi mobili, piuttosto che influenzare lo sviluppo intrapreso da Gnome 3.

venerdì 30 aprile 2010

Kubuntu 10.04 disponibile per il download




Kubuntu 10.04 è stata rilasciata, in perfetta sincronia con la sorella più ricca Ubuntu Lucid Lynx.
Il lavoro di sviluppo, coordinato da John Riddel, si è concretizzato con un rinnovamento del marchio, in linea con quanto fatto anche da Canonical, maggiore integrazione con le applicazioni Gnome, Firefox in particolare, e un installer rinnovato che promette di fare da vetrina alle novità introdotte in questo rilascio.
Kubuntu Lucid Lynx adotta KDE SC 4.4.2, che ci aveva già favorevolmente impressionato in sede di recensione e che permette grande adattabilità su dispositivi diversi grazie a Plasma, la shell che, in configurazione newspaper, esordisce sulla versione netbook remix dedicata ai portatilini.
Tuttavia, il maggior motivo di interesse per questo rilascio sarà quello di verificare quanti degli obiettivi posti dal progetto timelord siano stati raggiunti e con quali risultati.
Un tema che verrà affrontato in modo più approfondito in una prossima prova su strada.
Maggiori informazioni e dettagli sono reperibili sul sito ufficiale della distribuzione, dove è possibile effettuare il download gratuitamente.

lunedì 26 aprile 2010

Il desktop di Mandriva é sempre più intelligente




Smart Desktop è una funzionalità che Mandriva ha già introdotto con la 2010.0 dello scorso anno.
Ne parlammo diffusamente già in sede di recensione e con uno speciale per rimarcarne la portata innovativa.
Con il rilascio della versione Spring previsto per i primi di giugno, Smart Desktop si evolve introducendo ed integrando le nuove funzionalità di Nepomuk, l'infrastruttura semantica di KDE che inizia a mostrare potenzialità interessanti.
Diamo un'occhiata a quello che bolle in pentola.
  • Dolphin offre la nuova funzionalità Timeline, introdotta con KDE SC 4.4;
  • Potenziata la ricerca semantica in Dolphin che adesso consente anche l'autocompletamento dei TAG nella barra di ricerca;
  • Introduzione di un Browser semantico, Sembrowser, che dovrebbe facilitare la navigazione di grandi quantità di file taggati;
  • Integrazione delle proprietà semantiche del desktop in Firefox, Kmail, Koffice e OpenOffice, per mantenere maggiore omogeneità d'uso, sia che si usi una suite di office automation piuttosto che l'altra;
  • Bangarang é il nuovo gestore di contenuti multimediali integrato con Smart Desktop.


Sembrowser

Tutta l'infrastruttura semantica, il cui sviluppo è coordinato da Sebastian Trüg per Mandriva, poggia adesso sulla tecnologia del database Virtuoso, che promette maggiori performance nelle ricerche e migliore usabilità.
Inoltre vengono introdotte nuove API che dovrebbero facilitare la scrittura di applicazioni integrate con Smart Desktop.


Bozza di Ginkgo

E' previsto anche il rilascio di un nuovo plasmoide, che permetta di gestire le nostre attività semantiche, oltre ad una nuova applicazione Ginkgo che, nelle bozze, assomiglia molto ad una agenda per pianificare, organizzare o sfogliare le proprie attività.

fonte: Mandriva Labs Blog

domenica 21 marzo 2010

Il futuro "incastrato"




C'è una intervista a Bjarne Stroustrup, su ioProgrammo di questo mese, in cui il papà del C++ (e prossimo al rilascio delle specifiche di C++0x) dichiara in maniera sibillina che il mercato dei dispositivi embedded, che per molti rappresenta il passato dell'informatica, potrebbe tornare in auge nei prossimi mesi/anni.
Una considerazione che non sembra del tutto azzardata se teniamo presente il numero esorbitante di prodotti, soprattutto mobili, che stanno invadendo il mercato dopo il successo di iPhone.

La potenza di calcolo offerta da questa generazione di apparecchi è, sempre più spesso, adeguata alla fruizione dei contenuti disponibili online, la moda (e l'affare) delle applicazioni dedicate, ha prodotto una mole incredibile di software che concedono l'accesso alla propria casella di posta piuttosto che al proprio account sul social network di turno, che permettono di produrre contenuti, in maniera semplice e diretta, dribblando, in molti casi, i limiti imposti da notebook, netbook e computer desktop, indubbiamente più versatili ma anche più scomodi da usare in movimento.
Il cavallo di troia di questa invasione, che rischia di ridimensionare fortemente la centralità dei computer tradizionali, perlomeno nella fruizione dei contenuti, si chiama multitouch.



E' indubbio, infatti che l'interazione diretta, fisica, col dispositivo, abbatta in un colpo solo vecchi paradigmi e ne imponga di nuovi nel nostro rapporto con la tecnologia.
Il futuro, dopo la scorpacciata dei compatibili e dei desktop fai da te, che non garantiscono più adeguati margini di guadagno, né controllo, per le aziende del settore, sembra inseguire la stella polare dei dispositivi embedded, quelli in cui hardware e software vanno a braccetto e identificano il prodotto nel suo complesso.


Integrato é meglio

Ne sono un esempio i prodotti di grande successo di Cupertino, ma anche gli sforzi di colossi come nVidia, che con Tegra punta ad offrire una piattaforma integrata per la progettazione e lo sviluppo di nuovi dispositivi, in diretta concorrenza con le soluzioni System on Chip di Intel, che studiate per i netbook, iniziano a far capolino anche nella nuova famiglia di Core i3/5/7, le prime CPU che offrono anche il calcolo integrato GPGPU e a quelle di AMD anch'essa prossima al lancio sul mercato di SoC che sfruttino la sinergia con Ati.



Del resto, nemmeno un colosso del software come Microsoft, le cui fortune affondano proprio nello sfruttamento del mercato aperto dai compatibili, si permette di restare a guardare se é ormai certo che arriverà sul mercato con uno smartphone tutto suo e (probabilmente) un tablet, assai ambizioso, il Courier.




Non perdiamoci di vista

Embedded per le aziende significa innanzitutto maggiore controllo sui propri prodotti.
Laddove, oggi, non è più possibile seguire il destino di un personal o di un portatile è assai più difficile modificare la natura di uno smartphone o di un tablet, anche perché l'impiego assai specifico che se ne può fare, telefonare per esempio, scoraggia, in parte, le modifiche che possano comprometterne il funzionamento.



Il fallimento di OpenMoko, del resto, insegna che una prerogativa imprescindibile di questi prodotti deve essere, in primis, l'affidabilità, un concetto che va difficilmente a braccetto con la volontà di sperimentare di hacker e smanettoni assortiti.



Chi non usa mezzi termini e punta dritto al cuore dell'affare é Google.
Il gigante della ricerca e dell'advertising sul web, ha recentemente dichiarato che, se una nuova battaglia tecnico/informatica dovesse scatenarsi, si combatterà nell'arena dei dispositivi mobili e a MountainView si sono attrezzati per tempo puntando su Android (aperto ma non troppo) e (forse) ChromeOS (aperto ma non troppo) che, pensato per i netbook, potrebbe corteggiare assai di più i costruttori dei tablet se questi dovessero riscuotere un successo tale da oscurare l'ascesa dei portatilini.



Serve un arbitro

Uno scenario del genere, offre alcuni spunti su cui ragionare.
L'indebolimento dei Desktop, in particolare il calo di attenzione dei Big verso questo mercato, potrebbe, in effetti, favorire una crescita nella penetrazione di qualche distribuzione GNU/Linux, il rischio, semmai, è quello di arrivare a tempo scaduto, quando il prodotto non interessa più a nessuno.
Il software libero, in particolare, quello che si è fatto il mazzo in tutti questi anni per realizzare una alternativa, potrebbe ritrovarsi con le briciole e dover ricominciare tutto daccapo per tentare la scalata di nuove piattaforme, col rischio di arrivare sempre in ritardo, quando anche questo limone è stato spremuto per bene.
Se Linux é, ormai, uno strumento per fare business consolidato e apprezzato in molti ambiti, lo stesso discorso non vale per software importanti come Gnome o KDE (con tutto l'ecosistema di applicazioni che gli ruotano attorno) che non hanno molto seguito, né senso, fuori dal contesto delle distribuzioni.
Un clima captato anche nella comunità del drago, che sta reagendo ai cambiamenti tentando di portare Plasma su una gamma estremamente varia di dispositivi e sistemi (anche grazie al coinvolgimento di alcuni colossi del settore che ne finanziano lo sviluppo), in primis per ribadirne la duttilità, ed in secundis, per renderlo uno strumento (aperto) che non corteggi solo la voglia di sfida degli hacker, ma possa costituire per le aziende una opportunità per stare sul mercato.



La sopravvivenza del software libero, la sua visibilità soprattutto, potrebbe passare, nei prossimi anni, dalla capacità di fare prodotto e non essere percepito soltanto come alternativa di qualcos'altro.
Le soluzioni a sorgente aperto potrebbero diventare l'arbitro di un mercato già funestato dalle carte bollate e i tribunali per questioni di brevetti e prevenire la (probabile) bolgia di protocolli e tecnologie simili, incapaci di comunicare fra di loro, salvo diversi interessi o accordi fra i soliti noti.
Google, in questo senso, diventerebbe un alleato di peso, visti i suoi interessi, con Android e ChromeOS, a mantenere aperti protocolli e tecnologia per garantire al più ampio bacino d'utenza possibile la fruizione dei suoi servizi.

mercoledì 10 marzo 2010

La Nonsystemtray di Marco Martin




Marco Martin é uno dei maggiori contributori di Plasma.
Negli ultimi tempi il suo impegno, anche grazie al sostegno di Nokia, si è focalizzato principalmente sulla già apprezzata Plasma Netbook Shell, di cui abbiamo parlato anche nell'anteprima a KDE SC 4.4.
Marco ha presentato proprio pochi giorni fa, alcuni cambiamenti all'area di notifica ed in particolare al pannello che si occupa di nascondere/rivelare le icone.



Un occhio attento noterà che la freccetta é, adesso, con la punta rivolta verso l'alto e permette di accedere ad un menù, che ospita i processi nascosti.
In termini di colpo d'occhio, l'implementazione é ancora molto grezza, ma rientra in un progetto più ampio di rinnovamento del ruolo della systemtray chiamato Status-Notifier, il cui protocollo sarà ampiamente utilizzato anche dalla prossima release di Ubuntu, Lucid Lynx.



La UnSystemTray di Marco Martin é un concetto piuttosto innovativo che prevede l'area di notifica come un contenitore che si occupi di gestire il flusso di informazioni per renderle disponibili all'utente solo quando strettamente necessario, senza affollare la barra di icone inutili e/o ridondanti.
Le applicazioni nella systemtray che non richiedano una diretta interazione, spiega Martin, si trovano in uno stato passivo fino a quando un evento non ne giustifichi il cambiamento e permetta la notifica del messaggio.



Le novità dovrebbero debuttare stabilmente in KDE 4.5 il cui rilascio non é stato ancora pianificato.

fonte: NotMArt.org

venerdì 5 marzo 2010

Verso una dock delle attività: le considerazioni di Celeste Paul




Si sta scavando un solco che diventa, via, via, più evidente con la crescita di KDE, inteso come ambiente desktop.
La maturazione di Plasma, la sua maggiore sofisticatezza e flessibilità, la crescita esponenziale di widget che provvedono, sempre di più, a fornire servizi essenziali direttamente sulla propria scrivania, stanno marcando una preoccupante distanza con le cosiddette applicazioni classiche in finestra.
Celeste Paul, si occupa di usabilità.
E 'un po' la grilla parlante, la coscienza, del progetto.
Un programmatore spesso si affeziona ai suoi algoritmi, ai suoi modelli, alle sue idee, perdendo di vista il quadro complessivo.
Celeste no.
La sua visione globale le permette di sviscerare i particolari.
I suoi suggerimenti puntano a raffinare l'esperienza utente, renderla fluida e integrata, anche a costo di rivoluzionare una struttura precisa.
Nel suo ultimo intervento, la signorina Paul, pone l'accento sulla funzione di tabbing introdotta nel recente rilascio di KDE ed estesa alle applicazioni che possono essere raggruppate dall'utente in una unica finestra secondo criteri che sono, tuttavia, arbitrari e dettati, come è giusto che sia, dalle singole esigenze.
Se l'idea è vincente, esistono ancora delle barriere che devono essere superate e marcano quella distanza fra widget e applicazioni cui si accennava nell'introduzione a questo articolo.
La taskbar, per esempio.


Secondo Celeste andrebbe ripensata in alto e strutturata similmente a quanto già accade con Chrome, il browser, con schede che abbraccino l'intera finestra e il suo contenuto piuttosto che frammentarlo in due entità distinte, come è stato fino ad oggi.
Le schede, scrive, creano una intima connessione fra l'oggetto e il suo contenuto, perchè viene a mancare un netto confine di demarcazione fra le due cose.


L'esigenza di uniformità é percepita soprattutto nella massimizzazione dell'applicazione che eliminerebbe le attuali ridondanze fra il titolo della finestra e la sua ripetizione sulla barra.
Questa nuova gerarchia dovrebbe essere estesa a tutte le applicazioni e, ove possibile, alle notifiche di sistema, mutando sensibilmente il ruolo della taskbar, da semplice gestore dei processi, a bacino di tutte le attività della scrivania, siano esse plasmoidi o applicazioni propriamente dette.


Una dock delle attività, quindi?
L'idea é affascinante.
Qualche abbozzo, in effetti, lo si rintraccia già nell'interfaccia Plasma Netbook Shell, ma se avrà concreti sviluppi potremo apprezzarlo solo nei prossimi rilasci di KDE.

sabato 30 gennaio 2010

[ANTEPRIMA] KDE SC 4.4, il mosaico ha un senso.




Se fosse possibile azzardare uno slogan per l'imminente release di KDE SC sarebbe certamente: Reconsider it.
Ovviamente non parlo a coloro che, nella buona e nelle cattiva sorte, hanno sempre difeso il desktop libero all'indomani del lancio, decisamente infelice, dalle critiche di addetti ai lavori e utenti, le minacce di fork di quelli che, in qualche modo, si sono sentiti "traditi" da aspettative e ambizioni, forse troppo grandi per essere mantenute dopo pochi mesi di sviluppo.



Il mio rapporto personale con KDE 4 non è stato facile, né sereno.
All'inizio rimasi piuttosto deluso da quel nuovo desktop che sembrava promettere chissà cosa.
I rilasci successivi, non mi entusiasmarono.
Sembrava che per fare un passo avanti se ne facessero sempre due indietro.
Si intuiva, certamente, l'impegno a migliorare, ma il desktop continuava ad essere senza capo, né coda.
In generale, era proprio quello il difetto più grosso: la mancanza di sintesi, un filo rosso che legasse le varie parti e le rendesse omogenee alla prova nell'uso quotidiano.
L'ho detestato, ci siamo anche persi di vista per un po', ma: Gnome non m'é mai piaciuto ed io, in fondo, sono un gran testardo sentimentale.
Questa anteprima riassume le prime impressioni e le novità di KDE SC 4.4, installato su una Mandriva Cooker 2010.1 in VirtualBox.
La carne al fuoco é davvero tanta, ma noi intendiamo abbozzarne giusto i tratti salienti, quel tanto che basta per smuovere la curiosità di chi avrà la voglia o l'interesse di provarlo.
Procediamo con ordine.


Habemus Tabbing

E' probabilmente la caratteristica più anticipata e chiacchierata di questo rilascio, la possibilità di accorpare in un'unica finestra più applicazioni.
La buona notizia è che funziona bene ed è molto comoda, rendendo spesso superflua persino la barra delle applicazioni in basso e mantenendo il desktop sempre molto ordinato e pulito.



Pur non essendo pensata espressamente per i netbook, potrebbe essere comunque una ottima alternativa alla stessa Plasma Netbook Shell, l'interfaccia ufficiale, proposta per gli schermi di dimensioni ridotte.
La cattiva notizia é che il tabbing funziona, per ora, solo con la decorazione Oxygen.
Sulla scia di Aero, Kwin guadagna anche un paio di funzionalità interessanti, come la massimizzazione della finestra, quando viene trascinata nel bordo superiore dello schermo o la perfetta divisione a metà delle finestre affiancate, quando queste vengono trascinate ai margini destro e sinistro del monitor.


Un desktop per tutte le stagioni.

Plasma ha subito una iniezione di nuove funzionalità, mantenendo fede al suo nome che lo vuole adattabile a qualsiasi contesto.
Oltre al desktop classico e la vista delle cartelle, propone adesso una interfaccia Newspaper che, come abbiamo accennato, é piuttosto comoda per i netbook, grazie alla possibilità di impostare diverse attività e di popolarle con una serie di plasmoidi, per gestire feed di notizie, monitorare il proprio sistema, tenere sotto controllo le previsioni meteorologiche, mantenere i rapporti col mondo.



Se, in effetti, l'idea ci piace, ci piace meno la scelta dell'immagine di default, davvero troppo invadente e che rende caotica e particolarmente difficoltosa la lettura del desktop, vanificandone (in parte) le intenzioni di razionalità e usabilità.
In questa modalità, molto saggiamente, le applicazioni che non siano widget, vengono gestite con un effetto exposé che restituisce con estrema chiarezza e grande immediatezza la situazione del proprio spazio di lavoro.
Non é ancora perfetto, ma lo sviluppo sembra procedere nella giusta direzione e promette grandi cose soprattutto se integrato con funzioni multitouch.



Agli estimatori della dashboard, inoltre, viene data la possibilità di aggiungere plasmoidi personalizzati, separandoli da quelli eventualmente presenti sul desktop vero e proprio.



Proprio le modalità di aggiunta e rimozione, di questi ultimi, sono state oggetto di revisione con una interfaccia integrata nella barra delle applicazioni, che ancora non convince, ma risulta un po' meno dispersiva dell'anonima finestra usata fino ad ora.




Prove di menú

Anche Krunner ha subìto qualche miglioria da sottolineare.
Adesso supporta pure la gestione dei dispositivi, come floppy, cdrom, pendrive e/o dischi usb.



E se non ci piace a spasso per la scrivania, possiamo ancorarlo alla parte alta dello schermo per interrogare velocemente il nostro sistema alla ricerca di file e programmi.
Se Raptor rimane un miraggio e Kickoff non c'è mai andato a genio, forse duttilità e potenza di Krunner, andrebbero esplorate più a fondo dai suoi sviluppatori, per farne un menù pratico, veloce, fortemente integrato e davvero innovativo.



In effetti, una mezza idea dev'essere balzata in testa anche loro, se esiste una modalità di plasma denominata Cerca e Avvia, col lanciatore integrato nello sfondo e una pseudo-dock centrale da cui lanciare i programmi o filtrare i risultati delle proprie ricerche.
Un esperimento acerbo ma che potrebbe sbocciare nelle prossime release.



Tutto sotto controllo




System Settings é sempre più ricco di opzioni ed in questa release è sicuramente gradito il supporto ai "decoration engines", come Aurorae, che permettono di gestire decorazioni avanzate e d'effetto, facilmente scaricabili grazie al gestore integrato, che analogamente a quello dei plasmoidi e dei temi, propone una rapida anteprima e le statistica sul gradimento degli utenti.
Purtroppo queste decorazioni, come molte altre, disponibili non supportano il tabbing delle finestre.



Nella gestione avanzata del desktop esordisce, il gestore dei dispositivi rimovibili, una interfaccia che consente all'utente di stabilire la politica di mounting di questo genere di periferiche, revocando o concedendo i permessi in modo selettivo e molto capillare.


Questioni Semantiche

Se avete sbirciato le foto a corredo di questa anteprima avrete senz'altro incrociato la nuova voce presente in Dolphin: Timeline.
La linea del tempo é una nuova modalità per sfogliare i propri files in base ai giorni in cui sono stati creati o hanno subito modifiche.



E' una modalità estremamente interessante che anticipa Zeitgeist di Gnome3 e modifica sensibilmente la percezione del nostro lavoro, non più suddiviso in rigide cartelle, ma scandito dal tempo.
Un modello che, se integrato con i servizi e le applicazioni PIM promette di incrementare notevolmente la ricerca e il filtraggio delle informazioni di cui abbiamo bisogno nel nostro lavoro.
Se avete sentito parlare di desktop semantico, ma non avete ancora capito cosa significhi, vi consigliamo un giretto su questo nuovo KDE 4.4.



Nepomuk pervade sempre di più l'infrastruttura, legando i nostri dati grazie al sistema di tagging, e permettendo ricerche molto veloci e precise in sinergia con Strigi, estremamente migliorato rispetto a quanto visto nella release precedente e, finalmente, usabile.


Quello che non ci piace

Kde 4.4 ci ha convinto parecchio.
Complessivamente é gradevole nell'aspetto, veloce e pieno di idee, alcune più mature, altre solo abbozzate, ma comunque promettenti.
Il flusso di lavoro é piacevole grazie alla buona integrazione con i programmi a corredo, tuttavia, parallelamente alla sua crescita, torna in auge anche un vecchio vizio, una preoccupante deriva verso la complicazione delle interfacce, sempre più ricche di pulsanti e funzioni.



Il mantra che aveva guidato i suoi sviluppatori fin dall'inizio, infatti, era stato quello di semplificare il più possibile l'esperienza d'uso con strumenti chiari ed essenziali.
Dolphin, in questa release, pur facendosi apprezzare per le nuove funzioni soffre una implementazione agghiacciante delle stesse, con una specie di menù avanzato disordinato e piuttosto brutto a vedersi, con una gestione dello spazio oltremodo discutibile.
GwenView e Okular, che permettono di gestire, rispettivamente, immagini e documenti, pur validi, presentano interfacce disomogenee che scimmiottano idee già viste altrove e che privano il desktop di una buona fetta di personalità e compattezza.



Pecche tutto sommato veniali e che spesso si attenuano sotto la personalizzazione dei singoli utenti, ma che speriamo vengano affrontate, e risolte, con maggiore impegno nei prossimi rilasci.