A distanza di 3 anni dal chiacchierato rilascio di KDE 4, anche l'altro grande desktop libero si rinnova.Dopo mesi e mesi di sviluppo intenso, polemiche e rinvii, Gnome 3 debutta con il vestito nuovo, la Shell, un modello di desktop minimale, quasi discreto, spiazzante, decisamente incompleto, eppure affascinante.
Laddove il cuore di KDE 4 è Plasma, la cui estrema duttilità e ricchezza di personalizzazione si adatta, potenzialmente, ad ogni tipo di contesto, dal PC al netbook, fino ai dispositivi mobili, Gnome Shell pone al centro dell'esperienza utente le applicazioni, riservandosi lo, stretto, spazio necessario per garantire le sole informazioni essenziali e niente altro.
Subito dopo il login, dopo un breve spaesamento, non è difficile orientarsi.


Canonical fa da se.
Philippe Le Hegaret in una recente 
Prima o poi muoiono tutti.
Il limite più sentito del mio
Sembra che lo spazio sconfinato, il senso di indefinito, siano concetti difficili da contemplare per l'uomo moderno, soprattutto se poco redditizi per la saccoccia.
Con Android 3.0, nome in codice Gingerbread, pare che Google stia lavorando per evitare che i produttori di smartphone o altri dispositivi basati sull'apprezzata piattaforma, sentano l'esigenza di sviluppare una interfaccia propria che copra quella di default, come accade per i modelli di HTC e Motorola, per esempio.
E' nelle piccole cose che, qualche volta, emergono i dettagli per ricostruire un mosaico.
A 24 ore dalla presentazione ufficiale di web·m si è già scatenata, inevitabile, la polemica.










