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domenica 28 novembre 2010

La commistione di sacro e profano




nota: Il post è ad alto tasso di supposizioni e non mi aspetto che l'eventuale lettore possa essere immediatamente d'accordo con la ricostruzione offerta di certi fatti, nè con gli scenari presentati.

Vorrei raccontare una storia che affonda le sue radici nel tempo che fu, quando esistevano ancora due blocchi contrapposti e due visioni antitetiche della tecnologia.



C'era una volta un cancro da estirpare, una aberrazione del mercato che rischiava di soffocare la parte sana, il tessuto produttivo, che creava impiego e fatturato dietro la cortina di ferro del software proprietario da rivendere a caro prezzo alle aziende e ai privati che non conoscevano alternative.
C'era una volta, dicevamo, e tutto questo c'è ancora, anche se sta lentamente cambiando pelle.
Anni di scontri ravvicinati, colpi bassi, carte bollate e tribunali hanno permesso di metabolizzare diversi concetti anche nei più fervidi oppositori e, senza dubbio, hanno anche stimolato la messa a punto di strategie per integrare un modello di sviluppo anarchico e difficilmente malleabile alle logiche commerciali e del profitto, tipiche di un'impresa che vuole competere e prosperare nel mercato.
Eravamo abituati a vedere questi enormi leviatani che sono le corporation assorbire a colpi di milioni di dollari realtà con pochi mezzi ma tante idee per poi frantumarle, non prima di aver brevettato il loro patrimonio intellettuale.
Microsoft ci ha costruito la sua fortuna, in fondo.
Oggi l'approccio è diverso.


lunedì 14 giugno 2010

Chrome OS viene delineandosi



E' nelle piccole cose che, qualche volta, emergono i dettagli per ricostruire un mosaico.
Quello di Chrome OS, per esempio, presentato lo scorso novembre, fra le perplessità degli addetti ai lavori per via di un approccio quantomeno semplicistico, complice anche l'aspetto modesto, minimale.
Un sistema enigmatico, cui pare stia lavorando qualche grosso nome dell'industria per integrarlo in una linea di prodotti, previsti per l'autunno.
Un sistema di cui non s'è visto ancora granchè e che, a Mountain View, raccontano attraverso brevi comunicati, spesso concernenti nuove funzionalità o piccoli servizi che dovrebbero confluire nel loro OS.

sabato 15 maggio 2010

Ubuntu vuole Btrfs



I soliti ben informati di Phoronix svelano che Btrfs potrebbe esordire con alternativa a Ext4 già in Maverick Meerkat e diventare la scelta di default entro un paio di rilasci.
Con la release del kernel 2.6.35 il filesystem dovrebbe uscire dalla sperimentazione ed essere pronto per un utilizzo su scala più ampia anche se, già adesso, Nokia e Intel lo hanno adottato per Meego.

Btrfs é un filesystem copy-on-write, che evita le duplicazioni non necessarie sui files, permettendo di risparmiare tempo.
E' un progetto avviato da Oracle in diretta concorrenza con Zfs di Sun, acquisita recentemente dallo storico rivale, e promette grandi vantaggi soprattutto nelle applicazioni server, benchè non abbia impressionato molto nei benchmark sostenuti finora, dimostrando di aver ancora bisogno di molto lavoro di sviluppo.
Per Ubuntu si tratterebbe di un investimento a lungo termine, con l'auspicio che, messo alla prova, il fileystem maturi abbastanza per la prossima LTS.

fonte: phoronix

martedì 24 novembre 2009

Chrome OS: un browser per domarli...



Immagino non sia una grossa novità leggere che Chrome OS abbia fatto capolino alla comunità informatica il 19 di novembre.
Molti, probabilmente, avranno già avuto modo di provarlo su una bella macchina virtuale, come ho fatto anch'io, e tirare le prime somme.

Scremata l'attesa, in effetti, quello che ho potuto usare non sembra granché.
Il cuore è Linux, qualche altro pezzo viene da Ubuntu, che fattivamente, pare, contribuisca allo sviluppo del concorrente.
Velocissimo ad avviarsi, ma lento come un bradipo nell'uso pratico (parliamo di una macchina virtuale e quindi l'impressione va presa con beneficio di inventario), questa anteprima di sistema operativo è essenzialmente una interfaccia web basata su Chrome, il browser, che permette agli utenti di usufruire di servizi e applicazioni figlie del web 2.0, meglio se provenienti da Mountain View.

Questa non è una vera e propria novità, in effetti.
Lentamente e, pare, inesorabilmente sembra compiersi una visione di SUN di un decennio fa.
Furono tra i primi a parlare di software come servizio usufruibile da remoto.
Erano assai in anticipo sui tempi, ma chiedevano in cambio un affitto, per reggere il baraccone.
E l'idea non piacque a nessuno.
Oggi Google, che rastrella una fetta rilevante dell'advertising in rete, può invece permettersi di concedere i suoi servizi gratuitamente alla stragrande maggioranza degli utenti in cambio di qualche dato, più o meno sensibile, da girare ai suoi inserzionisti.

Chrome OS, in questo preciso momento è essenzialmente questo, un portale privilegiato per chi voglia farsi pubblicità, una grossa opportunità per fare business, una corsia preferenziale per sviluppare, o far decollare, tutta una serie servizi on demand di software e contenuti (protetti), smantellando anche l'ultimo filtro fra l'utente e il mercato, il desktop personale, che, infatti, semplicemente non esiste più.
Che un simile formato ottenga consenso e successo è ancora tutto da dimostrare, il lancio effettivo del sistema è previsto solo per la fine del 2010, ma la piattaforma d'elezione, i netbook, garantisce, comunque, un bacino d'utenza molto più giovane, dinamico, il popolo dei social networks e di youtube, probabilmente, assai meno ostile a lasciarsi conquistare.