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domenica 24 ottobre 2010

Appunti di Kubuntu volume 2: Maverick Meerkat



L'ho installata con un po' di ritardo, come in ritardo procede tutta la mia vita in questo periodo, ma queste sono, evidentemente, altre storie.
Diverse sono le novità che accompagnano questa release e che, diciamolo subito, rendono decisamente convincente il lavoro di Riddel&Soci rispetto a quel che abbiamo visto solo sei mesi fa.



Start Kubuntu


L'installer rinnovato è il nostro primo contatto con la distribuzione.
Piuttosto chiaro e dall'aspetto gradevole, ci guida nell'installazione e configurazione del sistema, permettendoci di scegliere se aggiungere subito codec e plugin di terze parti e gli aggiornamenti, se disponibili.
La solita slide ci intrattiene per una ventina di minuti con una panoramica di quel che possiamo fare con Kubuntu già dal primo avvio.
L'unica nota davvero stonata è l'assoluto silenzio sul nuovo browser di default, Rekonq, del nostro Andrea Diamantini, di cui apprezziamo solo l'icona, mentre ci viene suggerito che installare Firefox o Google Chromium è abbastanza facile.
Infine, la traduzione nella nostra lingua è piuttosto buona anche se, inspiegabilmente, i Repository, sono tradotti alternativamente in Archivi o Depositi di software con una discrepanza di termini che potrebbe confondere un utente del tutto nuovo.
Ingenuità, certamente, che speriamo vengano corrette nei prossimi rilasci.

domenica 9 maggio 2010

MacPorts: al Mac piace open source




Come recita anche la pagina ufficiale, MacPorts è: un progetto della comunità open source che consente nel modo più semplice possibile di compilare, installare e mantenere aggiornato tutto il software libero disponibile per MAC OS X.
Installare MacPorts, é semplicissmo a patto di avere già sul proprio sistema XCode Developer Tools, scaricabile gratuitamente, previa registrazione, presso l'Apple Developer Center e X11, che potete recuparare anche nei dischi di installazione di Snow Leopard.
Esiste già un pacchetto autoinstallante ma, se il terminale non ci spaventa (o semplicemente amiamo complicare le cose facili), possiamo cimentarci nella compilazione dei sorgenti, che vengono rilasciati sotto licenza BSD.
Macports non intacca minimamente la coerenza del sistema operativo, perchè si installerà nella cartella /opt/local che, nella migliore tradizione Unix, é riservata ad applicazioni e librerie di terze parti o a gestire più versioni delle stesse.
Questa estrema pulizia evita ogni eventuale conflitto, perchè le applicazioni gireranno in una root propria, come un sottosistema indipendente.
Quando tutto è pronto basterà digitare nella console:
$ sudo port install < nome pacchetto >
e, ammesso che la connessione alla rete sia attiva, l'utility provvederà a scaricare e compilare il pacchetto con tutte le sue dipendenze.
Se pensate che il terminale abbia poco stile su un Mac, esiste una GUI, Porticus, che ci permette di gestire tutto quanto tramite una interfaccia integrata con il sistema.

MacPorts ospita quasi 7000 pacchetti, distribuiti in 92 diverse categorie e permette di installare sul proprio sistema dalla più piccola utility a riga di comando fino ad ambienti desktop alternativi, come Gnome o KDE.

Mettiamolo alla prova

Per farci un'idea di cosa voglia dire compilare una applicazione con MacPorts, abbiamo provato ad installare QT 4.6.2 per Mac OS X con supporto nativo ad Aqua.

La compilazione ha richiesto un tempo piuttosto alto, circa 4 ore, nelle quali sentirete il vostro Mac scaldare come un tostapane mentre l'utility continuerà a scaricare e buildare un numero elevatissimo di dipendenze, praticamente librerie e utility comunemente integrate in una distribuzione GNU.
Al termine della procedura, gli strumenti e le demo di QT4, sono raggiungibili nella solita cartella Applicazioni, perfettamente integrate col resto del sistema operativo.
Per installare KDE4 o qualcuna delle sue applicazioni più popolari e apprezzate, il passo diventa davvero molto breve.

giovedì 25 marzo 2010

Amarok 2.3: musica d'ambiente




Da qualche giorno é disponibile per tutti Amarok 2.3 .
Se siete utenti di KDE è assai probabile che, prima o poi, vi siate imbattuti in questo Gestore di Musica, perchè chiamarlo semplicemente lettore è piuttosto riduttivo.
E' stata una delle killer-application di KDE 3.x, unanimemente lodato anche da chi sfogava l'orticaria solo a sentir parlare del Drago.
Poi, con l'avvento del nuovo desktop plasmoso, l'applicazione ha subito una riscrittura per adattarla alle novità di Qt4 e alla flessibilità di plasma, facendo storcere il naso a gran parte degli utenti, vuoi per l'interfaccia discutibile, vuoi per la perdita di alcune funzionalità fondamentali.
Difetti, in gran parte dovuti alla gioventù e che release, dopo release, tentano di essere limati per tornare ad essere in forma come nei giorni migliori.



Quest'ultimo rilascio presenta in special modo un vestito rinnovato, che abbandona i pulsanti cicciotti e sovrapposti per semplificare radicalmente il controllo dei propri brani, con un unico pulsante Play/Pause e uno per regolare il volume.
Per i nostalgici c'é sempre la possibilità di scegliere la classica interfaccia estesa.



Lo spazio centrale riservato alle statistiche del brano in esecuzione, all'indice di gradimento espresso dall'utente, ai video collegati, alla biografia dell'artista e così via è stato oggetto di migliorie soprattutto a livello di impaginazione dei contenuti.
A destra trovano posto le nostre collezioni di musica e i vari servizi per ascoltare e acquistare musica online con Magnatune o Jamendo.
Esiste, poi, un vasto database per le radio online, anche italiane, ed è possibile espandere le funzionalità di Amarok con gli script degli appassionati installabili tramite il gestore integrato.
A sinistra invece viene mostrata la playlist corrente, che può essere popolata secondo diversi criteri configurabili dall'utente.



Il problema più grande, in effetti, non è la completezza delle funzioni, che in Amarok non difettano assolutamente, ma una interfaccia sostanzialmente triste, statica e tendenzialmente poco attenta ai dettagli.
Il software fa il suo sporco lavoro ma credo sia lecito, a questo punto, aspettarsi un salto di qualità.


La barra di atmosfera

Un discorso a parte merita senz'altro questo plug-in di cui si è parlato molto ultimamente e che, in parole povere, valuterebbe il grado emozionale dei brani indicizzati presentandolo attraverso quella specie di interferenza colorata che potete apprezzare nello scatto.



Aldilà del fatto che l'utilità pratica è ancora tutta da dimostrare, l'implementazione di questa MoodBar é ancora molto grezza, poco convincente e priva di reali spunti di interesse.



Provalo Subito


Se hai installata Mandriva 2010.0 in versione 64 bit puoi provare direttamente il software recensito scaricando il pacchetto e le sue dipendenze in una cartella della tua home.
Per installarli basterà aprire un terminale nella cartella dove tieni i pacchetti e digitare, come amministratore/root:

rpm -ivh *.rpm

Il software di installazione risolverà aventuali dipendenze.

giovedì 18 febbraio 2010

[UPDATE] Le novità di Kdenlive 0.7.7




E' disponibile da questa sera la nuova versione di Kdenlive, video editor semplice e potente per KDE.
Diverse sono le novità , come la possibilità di effettuare lo spegnimento al termine del rendering anche sotto Gnome, il supporto ai font outline nel Titolatore, la possibilità di cambiare le proprietà ai gruppi di clip.
Questa versione, inoltre, risolve i problemi di compatibilità emersi dopo il rilascio di Qt 4.6.

alla prova dei fatti

I sorgenti sono già reperibili nei repository cooker di Mandriva e l'abbiamo compilato in pochissimo tempo per una rapida prova su strada.
Quest'ultimo rilascio richiede anche MLT framework 0.5.
Al primo avvio, un wizard ci avverte della nuova versione installata e ci propone il riepilogo della configurazione.



L'interfaccia è stata oggetto di piccoli ritocchi.
Quello che salta maggiormente all'occhio è, decisamente, il menù degli effetti, ora suddivisi in cartelle che vengono evidenziate filtrando i contenuti.
L'idea è buona, ma l'implementazione lascia un po' a desiderare soprattutto in termini di colpo d'occhio e usabilità.



La traccia su cui stiamo lavorando, adesso, è ben evidente, sottolineata da un colore diverso rispetto alle altre.
Quando importiamo una clip possiamo avere una anteprima integrata nella finestra di dialogo.



La titolatrice, seppur valida, continua ad adottare una sua logica peculiare che é comicamente inversa rispetto a quello che vediamo in fase di progetto.
La stabilità è ancora traballante.
La modifica dei parametri di Aspect Ratio ad un gruppo di clip, propagandata anche nelle note di rilascio, ha mandato in crash il programma.
Cambiare le proprietà del progetto, può far chiudere Kdenlive repentinamente.
Persino il rendering, se usiamo il codec Theora, può non andare a buon fine, sembrerebbe, a causa di un baco nelle librerie FFmpeg.



Nonostante i difetti, Kdelive è una risorsa molto valida per fare video editing casalingo.
Poggiando su FFmpeg vanta una compatibilità di formati e un ventaglio di esportazioni possibili, invidiabile.
Supporta il formato AVCHD delle moderne videocamere in alta definizione.
La gestione centralizzata permette di scaricare al volo nuove transizioni e profili di rendering messi a disposizione da appassionati e utenti.
Il flusso di lavoro è assai piacevole e la funzione di ricovero del progetto mitiga, in parte, i crash che arrivano di tanto in tanto.
Il wizard integrato per la creazione guidata di DVD Video completa un'offerta senza dubbio interessante, gratuita ed in continua crescita.



Provalo Subito

Se hai installata Mandriva 2010.0 in versione 64 bit puoi provare direttamente il software recensito scaricando il pacchetto e le sue dipendenze in una cartella della tua home.
Per installarli basterà aprire un terminale nella cartella dove tieni i pacchetti e digitare, come amministratore/root:

rpm -ivh *.rpm

Il software di installazione risolverà aventuali dipendenze.


sabato 30 gennaio 2010

[ANTEPRIMA] KDE SC 4.4, il mosaico ha un senso.




Se fosse possibile azzardare uno slogan per l'imminente release di KDE SC sarebbe certamente: Reconsider it.
Ovviamente non parlo a coloro che, nella buona e nelle cattiva sorte, hanno sempre difeso il desktop libero all'indomani del lancio, decisamente infelice, dalle critiche di addetti ai lavori e utenti, le minacce di fork di quelli che, in qualche modo, si sono sentiti "traditi" da aspettative e ambizioni, forse troppo grandi per essere mantenute dopo pochi mesi di sviluppo.



Il mio rapporto personale con KDE 4 non è stato facile, né sereno.
All'inizio rimasi piuttosto deluso da quel nuovo desktop che sembrava promettere chissà cosa.
I rilasci successivi, non mi entusiasmarono.
Sembrava che per fare un passo avanti se ne facessero sempre due indietro.
Si intuiva, certamente, l'impegno a migliorare, ma il desktop continuava ad essere senza capo, né coda.
In generale, era proprio quello il difetto più grosso: la mancanza di sintesi, un filo rosso che legasse le varie parti e le rendesse omogenee alla prova nell'uso quotidiano.
L'ho detestato, ci siamo anche persi di vista per un po', ma: Gnome non m'é mai piaciuto ed io, in fondo, sono un gran testardo sentimentale.
Questa anteprima riassume le prime impressioni e le novità di KDE SC 4.4, installato su una Mandriva Cooker 2010.1 in VirtualBox.
La carne al fuoco é davvero tanta, ma noi intendiamo abbozzarne giusto i tratti salienti, quel tanto che basta per smuovere la curiosità di chi avrà la voglia o l'interesse di provarlo.
Procediamo con ordine.


Habemus Tabbing

E' probabilmente la caratteristica più anticipata e chiacchierata di questo rilascio, la possibilità di accorpare in un'unica finestra più applicazioni.
La buona notizia è che funziona bene ed è molto comoda, rendendo spesso superflua persino la barra delle applicazioni in basso e mantenendo il desktop sempre molto ordinato e pulito.



Pur non essendo pensata espressamente per i netbook, potrebbe essere comunque una ottima alternativa alla stessa Plasma Netbook Shell, l'interfaccia ufficiale, proposta per gli schermi di dimensioni ridotte.
La cattiva notizia é che il tabbing funziona, per ora, solo con la decorazione Oxygen.
Sulla scia di Aero, Kwin guadagna anche un paio di funzionalità interessanti, come la massimizzazione della finestra, quando viene trascinata nel bordo superiore dello schermo o la perfetta divisione a metà delle finestre affiancate, quando queste vengono trascinate ai margini destro e sinistro del monitor.


Un desktop per tutte le stagioni.

Plasma ha subito una iniezione di nuove funzionalità, mantenendo fede al suo nome che lo vuole adattabile a qualsiasi contesto.
Oltre al desktop classico e la vista delle cartelle, propone adesso una interfaccia Newspaper che, come abbiamo accennato, é piuttosto comoda per i netbook, grazie alla possibilità di impostare diverse attività e di popolarle con una serie di plasmoidi, per gestire feed di notizie, monitorare il proprio sistema, tenere sotto controllo le previsioni meteorologiche, mantenere i rapporti col mondo.



Se, in effetti, l'idea ci piace, ci piace meno la scelta dell'immagine di default, davvero troppo invadente e che rende caotica e particolarmente difficoltosa la lettura del desktop, vanificandone (in parte) le intenzioni di razionalità e usabilità.
In questa modalità, molto saggiamente, le applicazioni che non siano widget, vengono gestite con un effetto exposé che restituisce con estrema chiarezza e grande immediatezza la situazione del proprio spazio di lavoro.
Non é ancora perfetto, ma lo sviluppo sembra procedere nella giusta direzione e promette grandi cose soprattutto se integrato con funzioni multitouch.



Agli estimatori della dashboard, inoltre, viene data la possibilità di aggiungere plasmoidi personalizzati, separandoli da quelli eventualmente presenti sul desktop vero e proprio.



Proprio le modalità di aggiunta e rimozione, di questi ultimi, sono state oggetto di revisione con una interfaccia integrata nella barra delle applicazioni, che ancora non convince, ma risulta un po' meno dispersiva dell'anonima finestra usata fino ad ora.




Prove di menú

Anche Krunner ha subìto qualche miglioria da sottolineare.
Adesso supporta pure la gestione dei dispositivi, come floppy, cdrom, pendrive e/o dischi usb.



E se non ci piace a spasso per la scrivania, possiamo ancorarlo alla parte alta dello schermo per interrogare velocemente il nostro sistema alla ricerca di file e programmi.
Se Raptor rimane un miraggio e Kickoff non c'è mai andato a genio, forse duttilità e potenza di Krunner, andrebbero esplorate più a fondo dai suoi sviluppatori, per farne un menù pratico, veloce, fortemente integrato e davvero innovativo.



In effetti, una mezza idea dev'essere balzata in testa anche loro, se esiste una modalità di plasma denominata Cerca e Avvia, col lanciatore integrato nello sfondo e una pseudo-dock centrale da cui lanciare i programmi o filtrare i risultati delle proprie ricerche.
Un esperimento acerbo ma che potrebbe sbocciare nelle prossime release.



Tutto sotto controllo




System Settings é sempre più ricco di opzioni ed in questa release è sicuramente gradito il supporto ai "decoration engines", come Aurorae, che permettono di gestire decorazioni avanzate e d'effetto, facilmente scaricabili grazie al gestore integrato, che analogamente a quello dei plasmoidi e dei temi, propone una rapida anteprima e le statistica sul gradimento degli utenti.
Purtroppo queste decorazioni, come molte altre, disponibili non supportano il tabbing delle finestre.



Nella gestione avanzata del desktop esordisce, il gestore dei dispositivi rimovibili, una interfaccia che consente all'utente di stabilire la politica di mounting di questo genere di periferiche, revocando o concedendo i permessi in modo selettivo e molto capillare.


Questioni Semantiche

Se avete sbirciato le foto a corredo di questa anteprima avrete senz'altro incrociato la nuova voce presente in Dolphin: Timeline.
La linea del tempo é una nuova modalità per sfogliare i propri files in base ai giorni in cui sono stati creati o hanno subito modifiche.



E' una modalità estremamente interessante che anticipa Zeitgeist di Gnome3 e modifica sensibilmente la percezione del nostro lavoro, non più suddiviso in rigide cartelle, ma scandito dal tempo.
Un modello che, se integrato con i servizi e le applicazioni PIM promette di incrementare notevolmente la ricerca e il filtraggio delle informazioni di cui abbiamo bisogno nel nostro lavoro.
Se avete sentito parlare di desktop semantico, ma non avete ancora capito cosa significhi, vi consigliamo un giretto su questo nuovo KDE 4.4.



Nepomuk pervade sempre di più l'infrastruttura, legando i nostri dati grazie al sistema di tagging, e permettendo ricerche molto veloci e precise in sinergia con Strigi, estremamente migliorato rispetto a quanto visto nella release precedente e, finalmente, usabile.


Quello che non ci piace

Kde 4.4 ci ha convinto parecchio.
Complessivamente é gradevole nell'aspetto, veloce e pieno di idee, alcune più mature, altre solo abbozzate, ma comunque promettenti.
Il flusso di lavoro é piacevole grazie alla buona integrazione con i programmi a corredo, tuttavia, parallelamente alla sua crescita, torna in auge anche un vecchio vizio, una preoccupante deriva verso la complicazione delle interfacce, sempre più ricche di pulsanti e funzioni.



Il mantra che aveva guidato i suoi sviluppatori fin dall'inizio, infatti, era stato quello di semplificare il più possibile l'esperienza d'uso con strumenti chiari ed essenziali.
Dolphin, in questa release, pur facendosi apprezzare per le nuove funzioni soffre una implementazione agghiacciante delle stesse, con una specie di menù avanzato disordinato e piuttosto brutto a vedersi, con una gestione dello spazio oltremodo discutibile.
GwenView e Okular, che permettono di gestire, rispettivamente, immagini e documenti, pur validi, presentano interfacce disomogenee che scimmiottano idee già viste altrove e che privano il desktop di una buona fetta di personalità e compattezza.



Pecche tutto sommato veniali e che spesso si attenuano sotto la personalizzazione dei singoli utenti, ma che speriamo vengano affrontate, e risolte, con maggiore impegno nei prossimi rilasci.

giovedì 21 gennaio 2010

Youtube sperimenta html5




Da qualche ora è possibile guardare i video di Youtube anche senza Flash, grazie al tag video previsto da Html5.
Il servizio, in beta, è raggiungibile a questo indirizzo e permette già di farsi un'idea sulle sue potenzialità.




[la risposta di youtube ai browser che non supportano h.264]

Su linux è fruibile, pienamente, solo attraverso Chrome che supporta la codifica H.264, usata daYoutube per garantire una maggiore qualità delle clip, a scapito di formati aperti come Theora, che ancora, secondo Google, non fornirebbero prestazioni di rilievo nei video in alta definizione.

martedì 22 dicembre 2009

Digikam 1.0 organizza le nostre collezioni di foto [UPDATE]





Digikam raggiunge la versione 1.0.
Il gestore di fotografie open source che permette di gestire, modificare, migliorare, organizzare e condividere i propri scatti sui sistemi GNU/Linux sarà disponibile anche per Windows, grazie al progetto specifico di KDE.
Molti sono i miglioramenti rispetto all'ultima versione 0.10 beta e fra questi troviamo:
  • Completa riscrittura del codice per la gestione del colore;
  • Un nuovo manager per le operazioni batch sui file;
  • L'assistente alla prima esecuzione rinnovato e migliorato;
  • Supporto ai file PGF, per una migliore gestione dello spazio occupato da immagini e miniature;
  • Supporto alla geolocazione delle proprie fotografie integrato con OpenStreet Maps;
  • Nuovi strumenti per la simulazione dell'HDR e il Liquid Rescale.
I sorgenti sono disponibili a questo indirizzo.

Provalo Subito Su:

Se hai installata Mandriva 2010.0 in versione 32/64 bit puoi provare direttamente il software scaricando i pacchetti in una cartella della tua home e installandoli con pochi semplici passi:
  • dopo il download apri un terminale nella cartella contenente i pacchetti e digita, come root:
    gurpmi *.rpm
  • l'installatore integrato provvederà, in automatico, alla risoluzione di eventuali dipendenze

mercoledì 18 novembre 2009

Il Koala straccia il Leopardo




E' quanto emerge dal consueto benchmark di Phoronix, fra l'ultima release di Ubuntu, Karmic Koala, e il nuovo sistema operativo della Mela, Snow Leopard in versione 10.6.2, condotto su un MacMini di Apple con grafica nVidia 9400M.
Le avvisaglie
di un miglioramento sostanziale c'erano già state ad agosto ed il nuovo test, condotto sui prodotti definitivi, conferma l'ottimo lavoro svolto dagli sviluppatori di Canonical nei confronti del pluricelebrato MacOS X che, nella sua ultima incarnazione, sembra soffrire un fastidiosissimo bug nella gestione di OpenGL a risoluzioni differenti da quella impostata per default dal sistema operativo.



[ il bug di OpenGL in Snow Leopard documentato nel video di Phoronix ]

Al termine della partita, Ubuntu risulta migliore in 10 dei 16 test condotti da Phoronix, con Ubuntu 64 che marca molto stretto Snow Leopard in diverse occasioni.


In generale il gioiello di Cupertino è ancora molto forte in contesti di calcolo molto pesanti, come Crafty, i benchmark di raytracing , e PostgreSQL, ma paga, probabilmente, la sua relativa giovinezza rispetto ad un piattaforma assai più collaudata, quale è Ubuntu, che non ha introdotto sostanziali novità nell'ultima release perseguendo invece un raffinamento generale di tutto il sistema.

fonte: phoronix

sabato 7 novembre 2009

Mandriva 2010.0: il desktop semantico, o quasi.



Come sempre, a breve distanza dalla rivale Ubuntu, anche Mandriva rilascia la sua distribuzione d'autunno nelle versione Free e ONE, scaricabili gratuitamente da utenti e curiosi e Power Pack, a pagamento.
Mandriva, conosciuta precedentemente anche come Mandrake è una distribuzione storica del mondo GNU/Linux, fondata da Gaël Duval, (oggi dietro al progetto Ulteo dopo essere stato messo alla porta dalla sua stessa azienda), da sempre impegnata nel proporre un desktop semplice e completo.
[ Tasktop: la gestione del desktop semantico (KDE 4.3.2) ]

Questa 2010.0 non fa ecce
zione e sorprende, addirittura, come non succedeva da un po', per le idee introdotte, che gettano le basi per un rinnovamento nell'uso quotidiano del desktop che merita di essere rimarcato.
Grazie soprattutto alla crescita di KDE 4.3.2 e allo sviluppo sostenuto dall'azienda francese, la nuova distribuzione introduce Smart Desktop, implementazione delle tecnologie semantiche sviluppate con Nepomuk.


Attraverso una semplice interfaccia grafica, Tasktop, gestibile con un comodo plasmoide, è possibile creare task per legare, secondo le logiche più disparate o funzionali all'utente, i contenuti del vostro computer: musica, documenti, contatti, email, siti web e manipolarle in una sinergia del tutto inedita e assai comoda integrata al filemanager, al browser e a tutti quei programmi che già supportano l'infrastruttura.
Immaginate, per esempio, di dover lavorare ad un progetto che implica il coinvolgimento di una mole di dati piuttosto elevata.
In un desktop tradizionale, l'organizzazione dei dati dovrebbe essere fatta a priori, magari selezionando tutto il materiale per conservarlo in un'unica cartella.
Questo implica comunque una pianificazione a monte che non è sempre possibile fare.
Con le tecnologie semantiche offerte da KDE 4 e Mandriva, invece, l'organizzazione dei vostri contenuti, passa per l'applicazione di uno o più tag e garantisce anche a distanza di tempo la facoltà di collegare, filtrare, integrare tutto il materiale in modo che abbia un senso e soprattutto nel minor tempo possibile.
Ma le novità non si fermano, ovviamente, a Smart Desktop; in questa sua ultima incarnazione, la distro francese punta decisamente a conquistarsi uno spazio nel mercato dei netbook con Moblin, vantando un supporto out of the box dell'hardware, di questi dispositivi, davvero valido e completo.
Completano l'offerta, la stabilità e l'affidabilità di Gnome 2.28, che, come per Ubuntu, inizia a soffrire l'anzianità nei confronti del rivale diretto KDE e LXDE, sorprendente per l'estrema leggerezza e indicato per chi non possiede computer particolarmente carrozzati.
Tutto perfetto dunque?

Quasi.


[ Il desktop Gnome 2.28 in Mandriva 2010.0 ]

In effetti, per le novità introdotte e, soprattutto, per promuovere fin da subito l'uso dello Smart Desktop, un tour guidato al primo avvio non avrebbe guastato.
Esistono contributi in rete, anche di Mandriva stessa, ma non c'è alcuna menzione chiara su come usufruirne e, ad ogni modo, non è la stessa cosa che essere accolti da uno strumento pensato ad hoc.
La feature, forse anche per n
on confondere gli utenti alle prime armi, è decisamente nascosta e implementata da una interfaccia piuttosto scarna e avara di suggerimenti, tant'è che, all'inizio, si va decisamente a tentoni per capire come funziona.
E' auspicabile, in questo senso, u
na cura maggiore nei prossimi rilasci, anche perchè costituirebbe un buon tratto distintivo nel consueto mare di distribuzioni che si assomigliano.
Anche il look, IaOra, pur non raggiungendo precedenti ingenuità di design, è poco convincente, un po' troppo legnoso, scarno e decisamente anonimo.
Persino il sempre celebrato C
entro di Controllo inizia ad essere uno strumento anacronistico e, pur essendo valido, forse sarebbe il caso di puntare maggiormente all'integrazione con System Settings di KDE 4 che è, chiaramente, l'ambiente desktop di riferimento degli utenti Mandriva e dell'azienda nel suo complesso.


[ Mandriva Control Center ]

L'ultimo appunto, che è anche una provocazione, è proprio rivolto all'estrema ricchezza dell'offerta.
Supportare così tanto software in un unica soluzione può essere molto costoso e dispersivo in termini risorse.
Mandriva farebbe davvero bene a concentrarsi su KDE 4 che, a questo punto e con queste funzionalità, è il desktop che garantisce i più ampi margini di miglioramento e innovazione e Moblin, per non precludersi un posto nel promettente mercato dei netbook.
Come per Canonical, lascerei lo sviluppo di ogni altra versione: Gnome, XFCE, LXDE, fino al desktop più esoterico, alla comunità.
L'azienda avrebbe la possibilità di concentrarsi su un prodotto decisamente meno articolato e ne ricaverebbe parecchio anche in termini di visibilità e simpatia fra utenti e addetti ai lavori.
Perchè un pizzico di fortuna in più è, davvero, l'unica feature che manca a questa validissima 2010.0.