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lunedì 11 aprile 2011

Smart compositing per Kwin



Per un desktop appena nato, ce n'è un altro che lo svezzamento lo ha superato da un pezzo e adesso si concentra sulle rifiniture del caso e sul miglioramento dell'esperienza d'uso.
Nel suo blog, Martin Graeßlin discute di composizione e di metodi per ottimizzarne l'uso in quelle situazioni dove non è espressamente necessaria.
Attualmente, sospendere gli effetti in KDE 4 è possibile attraverso una banale combinazione di tasti - ALT+SHIFT+F12 -, oppure togliendo la spunta alle impostazioni del caso nel Centro di Controllo.
Il principio è semplicemente quello dell'ON/OFF ma, scrive Graeßlin, cosa potrebbe succedere implementando una modalità che consenta alle applicazioni di stabilire se, e quando, usare la composizione?

martedì 29 marzo 2011

Il menù integrato in Kwin?



Peter Penz, nell'arco di 24 ore, ha davvero sollevato un caso.
Nel suo blog ragionava a voce alta sul destino della barra dei menù, uno strumento che sta lentamente scomparendo dalle interfacce da quando Chrome ha deciso di non adottarlo più, accorpando le funzionalità avanzate in un unico pulsante, seguito a ruota da Opera, Internet Explorer 9 e, buon ultimo, Firefox 4.
Il buon Peter, che raccontava la sua piacevole esperienza senza la barra dei menù in Dolphin, proponeva di nasconderla per default nelle prossime release del file manager, per restituire un colpo d'occhio ancora più compatto in linea con l'idea di semplicità che Dolphin ha sempre voluto perseguire.

martedì 6 luglio 2010

Contenuti web integrati in Kwin



Flessibilità sembra essere la parola d'ordine, alla base delle tecnologie di KDE.
Ne parlavamo giusto ieri, riportando le dissertazioni di Marco Martin su Plasma, ci ritorniamo oggi per mostrare un breve esperimento di Martin Graesslin, che è riuscito ad integrare conenuti web in un effetto di Kwin, come potete apprezzare nel video allegato.

martedì 11 maggio 2010

Windicators non sono una buona idea



Nonostante l'enfasi e l'entusiasmo con cui Mark Shuttleworth ha presentato Windicators, cominciano a circolare le prime perplessità sull'opportunità di certe scelte di sviluppo.

Martin Graesslin, in un lungo post sul proprio blog, annota alcuni limiti nello spostamento della decorazione delle finestre sul lato client, come i Windicators promettono di fare.
La cosa, dice Graesslin, è tecnicamente possibile sviluppando un protocollo comune o appoggiandosi a D-Bus, tuttavia la scelta presenterebbe alcuni svantaggi:
  • perdita di coerenza nel comportamento delle applicazioni;
  • l'impossibilità di implementare, almeno in kwin, una finestra di tabulazione;
  • salterebbero le regole che governano le finestre, con applicazioni che potrebbero mostrare il pulsante di chiusura, pur non prevedendo tale funzionalità;
  • perdita di bordi e linguette per il ridimensionamento;
  • Non sarebbe affatto semplificata la gestione dei temi;
  • Sempre riferendosi a Kwin, il gestore delle decorazioni non riuscirebbe a gestire le ombreggiature come parte del tema;
Il problema dello spreco di spazio non sarebbe nemmeno un motivo valido per rompere con le attuali soluzioni, anzi, lo sviluppatore suggerisce di considerare quanto si sta facendo con Plasma Netbook Shell in questa direzione e anticipa alcune delle funzionalità che potrebbero esordire con KDE 4.6, come l'autohiding delle decorazioni quando una applicazione viene massimizzata o la gestione delle stesse a destra o sinistra, con Aurorae.
Una decorazione lato client, infine, costringerebbe a riscrivere tutte le applicazioni e potrebbe scardinare ogni coerenza raggiunta sui desktop liberi, perchè ognuno potrebbe pensare di implementare una propria soluzione per la gestione delle finestre.

Il punto della situazione

Mi viene da pensare che Shuttleworth non voglia, effettivamente, affrontare questa rivoluzione sul desktop nel breve periodo.
Se Graesslin avesse ragione, la proverbiale ergonomia di Gnome salterebbe all'improvviso.
Tuttavia, i limiti paventati dallo sviluppatore, potrebbero rivelarsi un buon investimento su netbook e tablet, dove le ridotte dimensioni del display favoriscono un approccio a schermo pieno e certe funzionalità avanzate di gestione delle finestre sarebbero, in fondo, una inutile complicazione.
I Windicators, quindi, potrebbero porre le basi, nell'immediato futuro, per una vera e propria shell dedicata su cui scrivere applicazioni specifiche per dispositivi mobili, piuttosto che influenzare lo sviluppo intrapreso da Gnome 3.

sabato 30 gennaio 2010

[ANTEPRIMA] KDE SC 4.4, il mosaico ha un senso.




Se fosse possibile azzardare uno slogan per l'imminente release di KDE SC sarebbe certamente: Reconsider it.
Ovviamente non parlo a coloro che, nella buona e nelle cattiva sorte, hanno sempre difeso il desktop libero all'indomani del lancio, decisamente infelice, dalle critiche di addetti ai lavori e utenti, le minacce di fork di quelli che, in qualche modo, si sono sentiti "traditi" da aspettative e ambizioni, forse troppo grandi per essere mantenute dopo pochi mesi di sviluppo.



Il mio rapporto personale con KDE 4 non è stato facile, né sereno.
All'inizio rimasi piuttosto deluso da quel nuovo desktop che sembrava promettere chissà cosa.
I rilasci successivi, non mi entusiasmarono.
Sembrava che per fare un passo avanti se ne facessero sempre due indietro.
Si intuiva, certamente, l'impegno a migliorare, ma il desktop continuava ad essere senza capo, né coda.
In generale, era proprio quello il difetto più grosso: la mancanza di sintesi, un filo rosso che legasse le varie parti e le rendesse omogenee alla prova nell'uso quotidiano.
L'ho detestato, ci siamo anche persi di vista per un po', ma: Gnome non m'é mai piaciuto ed io, in fondo, sono un gran testardo sentimentale.
Questa anteprima riassume le prime impressioni e le novità di KDE SC 4.4, installato su una Mandriva Cooker 2010.1 in VirtualBox.
La carne al fuoco é davvero tanta, ma noi intendiamo abbozzarne giusto i tratti salienti, quel tanto che basta per smuovere la curiosità di chi avrà la voglia o l'interesse di provarlo.
Procediamo con ordine.


Habemus Tabbing

E' probabilmente la caratteristica più anticipata e chiacchierata di questo rilascio, la possibilità di accorpare in un'unica finestra più applicazioni.
La buona notizia è che funziona bene ed è molto comoda, rendendo spesso superflua persino la barra delle applicazioni in basso e mantenendo il desktop sempre molto ordinato e pulito.



Pur non essendo pensata espressamente per i netbook, potrebbe essere comunque una ottima alternativa alla stessa Plasma Netbook Shell, l'interfaccia ufficiale, proposta per gli schermi di dimensioni ridotte.
La cattiva notizia é che il tabbing funziona, per ora, solo con la decorazione Oxygen.
Sulla scia di Aero, Kwin guadagna anche un paio di funzionalità interessanti, come la massimizzazione della finestra, quando viene trascinata nel bordo superiore dello schermo o la perfetta divisione a metà delle finestre affiancate, quando queste vengono trascinate ai margini destro e sinistro del monitor.


Un desktop per tutte le stagioni.

Plasma ha subito una iniezione di nuove funzionalità, mantenendo fede al suo nome che lo vuole adattabile a qualsiasi contesto.
Oltre al desktop classico e la vista delle cartelle, propone adesso una interfaccia Newspaper che, come abbiamo accennato, é piuttosto comoda per i netbook, grazie alla possibilità di impostare diverse attività e di popolarle con una serie di plasmoidi, per gestire feed di notizie, monitorare il proprio sistema, tenere sotto controllo le previsioni meteorologiche, mantenere i rapporti col mondo.



Se, in effetti, l'idea ci piace, ci piace meno la scelta dell'immagine di default, davvero troppo invadente e che rende caotica e particolarmente difficoltosa la lettura del desktop, vanificandone (in parte) le intenzioni di razionalità e usabilità.
In questa modalità, molto saggiamente, le applicazioni che non siano widget, vengono gestite con un effetto exposé che restituisce con estrema chiarezza e grande immediatezza la situazione del proprio spazio di lavoro.
Non é ancora perfetto, ma lo sviluppo sembra procedere nella giusta direzione e promette grandi cose soprattutto se integrato con funzioni multitouch.



Agli estimatori della dashboard, inoltre, viene data la possibilità di aggiungere plasmoidi personalizzati, separandoli da quelli eventualmente presenti sul desktop vero e proprio.



Proprio le modalità di aggiunta e rimozione, di questi ultimi, sono state oggetto di revisione con una interfaccia integrata nella barra delle applicazioni, che ancora non convince, ma risulta un po' meno dispersiva dell'anonima finestra usata fino ad ora.




Prove di menú

Anche Krunner ha subìto qualche miglioria da sottolineare.
Adesso supporta pure la gestione dei dispositivi, come floppy, cdrom, pendrive e/o dischi usb.



E se non ci piace a spasso per la scrivania, possiamo ancorarlo alla parte alta dello schermo per interrogare velocemente il nostro sistema alla ricerca di file e programmi.
Se Raptor rimane un miraggio e Kickoff non c'è mai andato a genio, forse duttilità e potenza di Krunner, andrebbero esplorate più a fondo dai suoi sviluppatori, per farne un menù pratico, veloce, fortemente integrato e davvero innovativo.



In effetti, una mezza idea dev'essere balzata in testa anche loro, se esiste una modalità di plasma denominata Cerca e Avvia, col lanciatore integrato nello sfondo e una pseudo-dock centrale da cui lanciare i programmi o filtrare i risultati delle proprie ricerche.
Un esperimento acerbo ma che potrebbe sbocciare nelle prossime release.



Tutto sotto controllo




System Settings é sempre più ricco di opzioni ed in questa release è sicuramente gradito il supporto ai "decoration engines", come Aurorae, che permettono di gestire decorazioni avanzate e d'effetto, facilmente scaricabili grazie al gestore integrato, che analogamente a quello dei plasmoidi e dei temi, propone una rapida anteprima e le statistica sul gradimento degli utenti.
Purtroppo queste decorazioni, come molte altre, disponibili non supportano il tabbing delle finestre.



Nella gestione avanzata del desktop esordisce, il gestore dei dispositivi rimovibili, una interfaccia che consente all'utente di stabilire la politica di mounting di questo genere di periferiche, revocando o concedendo i permessi in modo selettivo e molto capillare.


Questioni Semantiche

Se avete sbirciato le foto a corredo di questa anteprima avrete senz'altro incrociato la nuova voce presente in Dolphin: Timeline.
La linea del tempo é una nuova modalità per sfogliare i propri files in base ai giorni in cui sono stati creati o hanno subito modifiche.



E' una modalità estremamente interessante che anticipa Zeitgeist di Gnome3 e modifica sensibilmente la percezione del nostro lavoro, non più suddiviso in rigide cartelle, ma scandito dal tempo.
Un modello che, se integrato con i servizi e le applicazioni PIM promette di incrementare notevolmente la ricerca e il filtraggio delle informazioni di cui abbiamo bisogno nel nostro lavoro.
Se avete sentito parlare di desktop semantico, ma non avete ancora capito cosa significhi, vi consigliamo un giretto su questo nuovo KDE 4.4.



Nepomuk pervade sempre di più l'infrastruttura, legando i nostri dati grazie al sistema di tagging, e permettendo ricerche molto veloci e precise in sinergia con Strigi, estremamente migliorato rispetto a quanto visto nella release precedente e, finalmente, usabile.


Quello che non ci piace

Kde 4.4 ci ha convinto parecchio.
Complessivamente é gradevole nell'aspetto, veloce e pieno di idee, alcune più mature, altre solo abbozzate, ma comunque promettenti.
Il flusso di lavoro é piacevole grazie alla buona integrazione con i programmi a corredo, tuttavia, parallelamente alla sua crescita, torna in auge anche un vecchio vizio, una preoccupante deriva verso la complicazione delle interfacce, sempre più ricche di pulsanti e funzioni.



Il mantra che aveva guidato i suoi sviluppatori fin dall'inizio, infatti, era stato quello di semplificare il più possibile l'esperienza d'uso con strumenti chiari ed essenziali.
Dolphin, in questa release, pur facendosi apprezzare per le nuove funzioni soffre una implementazione agghiacciante delle stesse, con una specie di menù avanzato disordinato e piuttosto brutto a vedersi, con una gestione dello spazio oltremodo discutibile.
GwenView e Okular, che permettono di gestire, rispettivamente, immagini e documenti, pur validi, presentano interfacce disomogenee che scimmiottano idee già viste altrove e che privano il desktop di una buona fetta di personalità e compattezza.



Pecche tutto sommato veniali e che spesso si attenuano sotto la personalizzazione dei singoli utenti, ma che speriamo vengano affrontate, e risolte, con maggiore impegno nei prossimi rilasci.