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mercoledì 22 settembre 2010

Mandriva riparte da KDE



Mandriva risorge dalle sue ceneri dopo che negli ultimi mesi l'azienda francese aveva attraversato l'ennesima crisi della sua storia.
Per i dettagli vi rimando alla lettura del buon Nickworld che ha seguito la vicenda da molto vicino raccontandone i travagli.
La distribuzione franco-russa, ed è una buona notizia, riparte da KDE autocandidandosi, come si legge nel comunicato rilasciato, a migliore distribuzione per questo ambiente desktop, una scelta di buon senso dopo che negli ultimi tempi si era parlato di una sterzata decisa nei confronti di Gnome.
Mandriva, infatti, è assai apprezzata in sudamerica, dove il desktop del draghetto può contare su uno zoccolo duro di fans assai consistente, un bacino importante per rimpinguare le casse esangui della società e appianare i debiti.

sabato 8 maggio 2010

Aaron Seigo: troppe distribuzioni indeboliscono KDE



Discute di brand Aaron Seigo e, sorprendentemente, se la prende con la grande frammentazione delle distribuzioni che, a suo dire, nella serrata concorrenza per conquistarsi i favori degli utenti, finirebbero per indebolire proprio KDE snaturandolo in inutili personalizzazioni.

Microsoft, Google e l'immancabile Coca Cola (tutti, o quasi, emblemi di sviluppo aperto e trasparente, non c'è che dire. NdR) mantengono la loro precisa identità anche nei prodotti di terze parti, riflette Seigo, ma questo non accade per KDE che, invece, avrebbe tutto da guadagnare se mantenesse una sua propria riconoscibilità e coerenza ovunque fosse adottato, instaurando un rapporto di maggiore fiducia nell'utente finale.
"E' necessario aggregare le risorse, piuttosto che farsi la concorrenza in casa", dice Aaron Seigo, se si vuole realmente competere con Microsoft e Apple.
Difficile da sposare, perlomeno in toto, una tesi del genere, perchè se é vero che l'unione può fare la forza, é altrettanto pacifico che KDE non è un prodotto, ma uno strumento, quello che nel gergo industriale è identificabile come semilavorato.
Un ambiente desktop, senza un sistema operativo, non ha senso.
Un kernel può fare a meno di una scrivania luccicante: é difficile sostenere il contrario.
Essere scelti da un distributore per fare prodotto sancisce un riconoscimento del tuo lavoro e può costituire una buona vetrina.
E poi, non è vero che le distribuzioni nascondano KDE dietro un vestito personalizzato: Kubuntu, Mandriva o Suse, tanto per citare le più popolari, non solo se ne servono, ma in alcuni casi ne finanziano lo sviluppo o contribuiscono a vario titolo alla sua crescita.

Seigo dovrebbe capire che, se il desktop del drago raccoglie meno di quello che semina, è piuttosto ridicolo sostenere che le colpe vadano ricercate soltanto in un tema o in un set di icone poco ispirati.

fonte: aseigo blog

lunedì 26 aprile 2010

Il desktop di Mandriva é sempre più intelligente




Smart Desktop è una funzionalità che Mandriva ha già introdotto con la 2010.0 dello scorso anno.
Ne parlammo diffusamente già in sede di recensione e con uno speciale per rimarcarne la portata innovativa.
Con il rilascio della versione Spring previsto per i primi di giugno, Smart Desktop si evolve introducendo ed integrando le nuove funzionalità di Nepomuk, l'infrastruttura semantica di KDE che inizia a mostrare potenzialità interessanti.
Diamo un'occhiata a quello che bolle in pentola.
  • Dolphin offre la nuova funzionalità Timeline, introdotta con KDE SC 4.4;
  • Potenziata la ricerca semantica in Dolphin che adesso consente anche l'autocompletamento dei TAG nella barra di ricerca;
  • Introduzione di un Browser semantico, Sembrowser, che dovrebbe facilitare la navigazione di grandi quantità di file taggati;
  • Integrazione delle proprietà semantiche del desktop in Firefox, Kmail, Koffice e OpenOffice, per mantenere maggiore omogeneità d'uso, sia che si usi una suite di office automation piuttosto che l'altra;
  • Bangarang é il nuovo gestore di contenuti multimediali integrato con Smart Desktop.


Sembrowser

Tutta l'infrastruttura semantica, il cui sviluppo è coordinato da Sebastian Trüg per Mandriva, poggia adesso sulla tecnologia del database Virtuoso, che promette maggiori performance nelle ricerche e migliore usabilità.
Inoltre vengono introdotte nuove API che dovrebbero facilitare la scrittura di applicazioni integrate con Smart Desktop.


Bozza di Ginkgo

E' previsto anche il rilascio di un nuovo plasmoide, che permetta di gestire le nostre attività semantiche, oltre ad una nuova applicazione Ginkgo che, nelle bozze, assomiglia molto ad una agenda per pianificare, organizzare o sfogliare le proprie attività.

fonte: Mandriva Labs Blog

giovedì 18 febbraio 2010

[UPDATE] Le novità di Kdenlive 0.7.7




E' disponibile da questa sera la nuova versione di Kdenlive, video editor semplice e potente per KDE.
Diverse sono le novità , come la possibilità di effettuare lo spegnimento al termine del rendering anche sotto Gnome, il supporto ai font outline nel Titolatore, la possibilità di cambiare le proprietà ai gruppi di clip.
Questa versione, inoltre, risolve i problemi di compatibilità emersi dopo il rilascio di Qt 4.6.

alla prova dei fatti

I sorgenti sono già reperibili nei repository cooker di Mandriva e l'abbiamo compilato in pochissimo tempo per una rapida prova su strada.
Quest'ultimo rilascio richiede anche MLT framework 0.5.
Al primo avvio, un wizard ci avverte della nuova versione installata e ci propone il riepilogo della configurazione.



L'interfaccia è stata oggetto di piccoli ritocchi.
Quello che salta maggiormente all'occhio è, decisamente, il menù degli effetti, ora suddivisi in cartelle che vengono evidenziate filtrando i contenuti.
L'idea è buona, ma l'implementazione lascia un po' a desiderare soprattutto in termini di colpo d'occhio e usabilità.



La traccia su cui stiamo lavorando, adesso, è ben evidente, sottolineata da un colore diverso rispetto alle altre.
Quando importiamo una clip possiamo avere una anteprima integrata nella finestra di dialogo.



La titolatrice, seppur valida, continua ad adottare una sua logica peculiare che é comicamente inversa rispetto a quello che vediamo in fase di progetto.
La stabilità è ancora traballante.
La modifica dei parametri di Aspect Ratio ad un gruppo di clip, propagandata anche nelle note di rilascio, ha mandato in crash il programma.
Cambiare le proprietà del progetto, può far chiudere Kdenlive repentinamente.
Persino il rendering, se usiamo il codec Theora, può non andare a buon fine, sembrerebbe, a causa di un baco nelle librerie FFmpeg.



Nonostante i difetti, Kdelive è una risorsa molto valida per fare video editing casalingo.
Poggiando su FFmpeg vanta una compatibilità di formati e un ventaglio di esportazioni possibili, invidiabile.
Supporta il formato AVCHD delle moderne videocamere in alta definizione.
La gestione centralizzata permette di scaricare al volo nuove transizioni e profili di rendering messi a disposizione da appassionati e utenti.
Il flusso di lavoro è assai piacevole e la funzione di ricovero del progetto mitiga, in parte, i crash che arrivano di tanto in tanto.
Il wizard integrato per la creazione guidata di DVD Video completa un'offerta senza dubbio interessante, gratuita ed in continua crescita.



Provalo Subito

Se hai installata Mandriva 2010.0 in versione 64 bit puoi provare direttamente il software recensito scaricando il pacchetto e le sue dipendenze in una cartella della tua home.
Per installarli basterà aprire un terminale nella cartella dove tieni i pacchetti e digitare, come amministratore/root:

rpm -ivh *.rpm

Il software di installazione risolverà aventuali dipendenze.


venerdì 12 febbraio 2010

Anche Linux professa il Credo dell'Assassino.





Un po' di Storia

Desmond Miles fa il barista.
La sua vita tranquilla e abitudinaria viene sconvolta da un rapimento.
La Abstergo Industrie possiede uno strumento straordinario, l'Animus, in grado scavare nei ricordi degli antenati e Desmond Miles ne conta di importanti lungo la stessa linea di sangue.
Altair é uno di essi.



E' un sicario, che vive in Terra santa nell'anno del Signore 1191.
Crociati e Musulmani si contendono Gerusalemme.
Tanto capace, quanto spavaldo e avventato, fallisce un agguato e lascia morire il fratello di un suo compagno.



Degradato al rango di novizio dal suo mentore, Al Mualim, avrà salva la vita solo assassinando quella di altre nove persone, cavalieri Templari, che fomentano gli scontri in Terra Santa.
Spiazzato dalle rivelazioni sul proprio antenato, Desmond Miles decide di calarsi nei ricordi di un lontano passato e svelare le reali intenzioni dell'Abstergo.





Il gioco

Assassin's Creed é un titolo Ubisoft Montreal pubblicato per PS3, Xbox360 e PC a cavallo fra la fine del 2007 e il primo quadrimestre del 2008.
E' il primo di una trilogia, che ha visto recentemente il rilascio del secondo capitolo per le console Sony e Microsoft e dovrebbe raggiungere a breve anche i PC Windows.



L'Animus, avveniristico marchingegno che permette di indagare nei ricordi degli antenati, è il pretesto per calare il giocatore nelle avventure rocambolesche degli avi di Desmond Miles, assassini con un preciso codice d'onore e invidiabili doti atletiche.



Nei panni di Altair, scaleremo edifici, uccideremo i nostri obiettivi, salveremo poveracci dai soprusi dei potenti e dipaneremo una storia ingarbugliata in cui niente è quello che sembra, cercando sempre di non fare troppo rumore, come si conviene ad un bravo assassino.





Multipiattaforma fino ad un certo punto

Abbiamo già scritto che Assassin's Creed ha visto la luce praticamente su ogni sistema Next-Gen e PC Windows.
Wine, in modo probabilmente imprevisto dai suoi stessi sviluppatori, estende questa compatibilità anche ai sistemi non Microsoft per raggiungere potenzialmente ogni altra piattaforma non supportata ufficialmente per cui esista questo livello di compatibilità.



E' così che le avventure di Altair rivivono anche sugli schermi della mia Mandriva 2010.0 x86-64, in modo non certo impeccabile, ma comunque sorprendente e certamente apprezzabile.
Il lavoro del team di Wine nel riscrivere librerie ed API di Windows é impressionante.
Il gioco si installa senza alcun problema e lo Scimitar-Engine, che gestisce tutta la scintillante baracca viene digerito quasi senza tentennamenti.
In DirectX 9.



Certo le prestazioni, a parità di hardware, non sono paragonabili alla versione Windows, ma la scalabilità del motore grafico e qualche piccolo ritocco al file .ini, di configurazione, garantiscono performance comunque dignitose e una qualità visiva che rimane gradevolissima, con qualche artefatto nelle lunghe cavalcate che collegano una città all'altra.



Armati di un buon joypad analogico il feeling è piuttosto buono e raramente si percepisce la sensazione di giocare in emulazione.
Accade soprattutto nelle scene più concitate, o particolarmente affollate, quando, più che la magnificenza della grafica, sono le routine di intelligenza artificiale che gravano di più sui calcoli del processore mettendo a nudo tutti i limiti di Wine.



Per un Hardcore Gamers, attento ad ogni sbavatura o imperfezione é assai poco interessante misurarsi con Wine, ma è anche vero che un videogiocatore puro é spesso solo utente Windows.
Per tutti gli altri, che vogliono solo divertirsi e hanno voglia di una bella storia, é, invece, una opportunità da prendere in considerazione.
Quanto meno evita la seccatura del riavvio.
E non è poco.

martedì 2 febbraio 2010

Kbluetooth 0.4 fra luci ed ombre




C'è un pezzo di KDE che, per qualche bizzarro motivo, non gode dell'interesse dei suoi sviluppatori ed è l'infrastruttura bluetooth, che prende il nome di Kbluetooth.
Alex Fiestas qualche mese fa, ha messo di nuovo mano al codice cercando di ripulirlo e risolverne almeno i bug macroscopici, per gettare nuova fondamenta allo sviluppo di questo pezzo, indubbiamente importante del nuovo desktop libero.
Il frutto del suo lavoro é Kbluetooth 0.4 i cui sorgenti sono disponibili da ieri.



Questa release dovrebbe risolvere tutta una serie di crash che affliggevano le versioni precedenti, migliorare il pairing e l'invio/ricezione per una ampia gamma di dispositivi oltre che un generale miglioramento dell'interfaccia.


La prova su strada

Per testare con mano la bontà del lavoro ci siamo procurati il pacchetto sorgente e lo abbiamo compilato su una Mandriva 2010.0 x86-64 in pochissimi minuti.
KBluetooth si è sincronizzato regolarmente con un Nokia 5300 Xpress Music.
L'infrastruttura supporta adesso, l'invio e/o la ricezione di più files per volta, ed in effetti abbiamo potuto ricevere sul cellulare un pacchetto di quattro immagini.
Tuttavia, dopo aver trasferito e/o ricevuto contenuti, i dispositivi, pur connessi, misteriosamente smettono di dialogare ed è necessario chiudere e riaprire Kbluetooth per effettuare una nuova operazione.



Un comportamento bizzarro, che ho già segnalato, e analogo a quello della versione che avevo precedentemente installata.
Non sembrano, invece, esserci problemi legati alle dimensioni del pacchetto inviato.
Qualche tempo fa avevo dovuto spezzettare una clip di pochi mega perché per files superiori ad 1 MByte il trasferimento non andava a buon fine. Stavolta, alla prova sul campo, anche pacchetti di una certa consistenza, circa 3MB, sono stati trasferiti con successo e con una buona rapidità.
A dispetto delle dichiarazioni, l'applet é andata spesso in crash.
Un rilascio, dunque, con qualche luce e ancora diverse ombre, che speriamo si diradino presto in questo rinnovato ciclo di sviluppo.


Provalo Subito

Se hai installata Mandriva 2010.0 in versione 64 bit puoi provare direttamente il software scaricando il pacchetto in una cartella della tua home e installandolo con un semplice doppio click. L'installatore integrato provvederà a risolvere automaticamente eventuali dipendenze.


sabato 30 gennaio 2010

[ANTEPRIMA] KDE SC 4.4, il mosaico ha un senso.




Se fosse possibile azzardare uno slogan per l'imminente release di KDE SC sarebbe certamente: Reconsider it.
Ovviamente non parlo a coloro che, nella buona e nelle cattiva sorte, hanno sempre difeso il desktop libero all'indomani del lancio, decisamente infelice, dalle critiche di addetti ai lavori e utenti, le minacce di fork di quelli che, in qualche modo, si sono sentiti "traditi" da aspettative e ambizioni, forse troppo grandi per essere mantenute dopo pochi mesi di sviluppo.



Il mio rapporto personale con KDE 4 non è stato facile, né sereno.
All'inizio rimasi piuttosto deluso da quel nuovo desktop che sembrava promettere chissà cosa.
I rilasci successivi, non mi entusiasmarono.
Sembrava che per fare un passo avanti se ne facessero sempre due indietro.
Si intuiva, certamente, l'impegno a migliorare, ma il desktop continuava ad essere senza capo, né coda.
In generale, era proprio quello il difetto più grosso: la mancanza di sintesi, un filo rosso che legasse le varie parti e le rendesse omogenee alla prova nell'uso quotidiano.
L'ho detestato, ci siamo anche persi di vista per un po', ma: Gnome non m'é mai piaciuto ed io, in fondo, sono un gran testardo sentimentale.
Questa anteprima riassume le prime impressioni e le novità di KDE SC 4.4, installato su una Mandriva Cooker 2010.1 in VirtualBox.
La carne al fuoco é davvero tanta, ma noi intendiamo abbozzarne giusto i tratti salienti, quel tanto che basta per smuovere la curiosità di chi avrà la voglia o l'interesse di provarlo.
Procediamo con ordine.


Habemus Tabbing

E' probabilmente la caratteristica più anticipata e chiacchierata di questo rilascio, la possibilità di accorpare in un'unica finestra più applicazioni.
La buona notizia è che funziona bene ed è molto comoda, rendendo spesso superflua persino la barra delle applicazioni in basso e mantenendo il desktop sempre molto ordinato e pulito.



Pur non essendo pensata espressamente per i netbook, potrebbe essere comunque una ottima alternativa alla stessa Plasma Netbook Shell, l'interfaccia ufficiale, proposta per gli schermi di dimensioni ridotte.
La cattiva notizia é che il tabbing funziona, per ora, solo con la decorazione Oxygen.
Sulla scia di Aero, Kwin guadagna anche un paio di funzionalità interessanti, come la massimizzazione della finestra, quando viene trascinata nel bordo superiore dello schermo o la perfetta divisione a metà delle finestre affiancate, quando queste vengono trascinate ai margini destro e sinistro del monitor.


Un desktop per tutte le stagioni.

Plasma ha subito una iniezione di nuove funzionalità, mantenendo fede al suo nome che lo vuole adattabile a qualsiasi contesto.
Oltre al desktop classico e la vista delle cartelle, propone adesso una interfaccia Newspaper che, come abbiamo accennato, é piuttosto comoda per i netbook, grazie alla possibilità di impostare diverse attività e di popolarle con una serie di plasmoidi, per gestire feed di notizie, monitorare il proprio sistema, tenere sotto controllo le previsioni meteorologiche, mantenere i rapporti col mondo.



Se, in effetti, l'idea ci piace, ci piace meno la scelta dell'immagine di default, davvero troppo invadente e che rende caotica e particolarmente difficoltosa la lettura del desktop, vanificandone (in parte) le intenzioni di razionalità e usabilità.
In questa modalità, molto saggiamente, le applicazioni che non siano widget, vengono gestite con un effetto exposé che restituisce con estrema chiarezza e grande immediatezza la situazione del proprio spazio di lavoro.
Non é ancora perfetto, ma lo sviluppo sembra procedere nella giusta direzione e promette grandi cose soprattutto se integrato con funzioni multitouch.



Agli estimatori della dashboard, inoltre, viene data la possibilità di aggiungere plasmoidi personalizzati, separandoli da quelli eventualmente presenti sul desktop vero e proprio.



Proprio le modalità di aggiunta e rimozione, di questi ultimi, sono state oggetto di revisione con una interfaccia integrata nella barra delle applicazioni, che ancora non convince, ma risulta un po' meno dispersiva dell'anonima finestra usata fino ad ora.




Prove di menú

Anche Krunner ha subìto qualche miglioria da sottolineare.
Adesso supporta pure la gestione dei dispositivi, come floppy, cdrom, pendrive e/o dischi usb.



E se non ci piace a spasso per la scrivania, possiamo ancorarlo alla parte alta dello schermo per interrogare velocemente il nostro sistema alla ricerca di file e programmi.
Se Raptor rimane un miraggio e Kickoff non c'è mai andato a genio, forse duttilità e potenza di Krunner, andrebbero esplorate più a fondo dai suoi sviluppatori, per farne un menù pratico, veloce, fortemente integrato e davvero innovativo.



In effetti, una mezza idea dev'essere balzata in testa anche loro, se esiste una modalità di plasma denominata Cerca e Avvia, col lanciatore integrato nello sfondo e una pseudo-dock centrale da cui lanciare i programmi o filtrare i risultati delle proprie ricerche.
Un esperimento acerbo ma che potrebbe sbocciare nelle prossime release.



Tutto sotto controllo




System Settings é sempre più ricco di opzioni ed in questa release è sicuramente gradito il supporto ai "decoration engines", come Aurorae, che permettono di gestire decorazioni avanzate e d'effetto, facilmente scaricabili grazie al gestore integrato, che analogamente a quello dei plasmoidi e dei temi, propone una rapida anteprima e le statistica sul gradimento degli utenti.
Purtroppo queste decorazioni, come molte altre, disponibili non supportano il tabbing delle finestre.



Nella gestione avanzata del desktop esordisce, il gestore dei dispositivi rimovibili, una interfaccia che consente all'utente di stabilire la politica di mounting di questo genere di periferiche, revocando o concedendo i permessi in modo selettivo e molto capillare.


Questioni Semantiche

Se avete sbirciato le foto a corredo di questa anteprima avrete senz'altro incrociato la nuova voce presente in Dolphin: Timeline.
La linea del tempo é una nuova modalità per sfogliare i propri files in base ai giorni in cui sono stati creati o hanno subito modifiche.



E' una modalità estremamente interessante che anticipa Zeitgeist di Gnome3 e modifica sensibilmente la percezione del nostro lavoro, non più suddiviso in rigide cartelle, ma scandito dal tempo.
Un modello che, se integrato con i servizi e le applicazioni PIM promette di incrementare notevolmente la ricerca e il filtraggio delle informazioni di cui abbiamo bisogno nel nostro lavoro.
Se avete sentito parlare di desktop semantico, ma non avete ancora capito cosa significhi, vi consigliamo un giretto su questo nuovo KDE 4.4.



Nepomuk pervade sempre di più l'infrastruttura, legando i nostri dati grazie al sistema di tagging, e permettendo ricerche molto veloci e precise in sinergia con Strigi, estremamente migliorato rispetto a quanto visto nella release precedente e, finalmente, usabile.


Quello che non ci piace

Kde 4.4 ci ha convinto parecchio.
Complessivamente é gradevole nell'aspetto, veloce e pieno di idee, alcune più mature, altre solo abbozzate, ma comunque promettenti.
Il flusso di lavoro é piacevole grazie alla buona integrazione con i programmi a corredo, tuttavia, parallelamente alla sua crescita, torna in auge anche un vecchio vizio, una preoccupante deriva verso la complicazione delle interfacce, sempre più ricche di pulsanti e funzioni.



Il mantra che aveva guidato i suoi sviluppatori fin dall'inizio, infatti, era stato quello di semplificare il più possibile l'esperienza d'uso con strumenti chiari ed essenziali.
Dolphin, in questa release, pur facendosi apprezzare per le nuove funzioni soffre una implementazione agghiacciante delle stesse, con una specie di menù avanzato disordinato e piuttosto brutto a vedersi, con una gestione dello spazio oltremodo discutibile.
GwenView e Okular, che permettono di gestire, rispettivamente, immagini e documenti, pur validi, presentano interfacce disomogenee che scimmiottano idee già viste altrove e che privano il desktop di una buona fetta di personalità e compattezza.



Pecche tutto sommato veniali e che spesso si attenuano sotto la personalizzazione dei singoli utenti, ma che speriamo vengano affrontate, e risolte, con maggiore impegno nei prossimi rilasci.

mercoledì 13 gennaio 2010

[INCHIESTA] - 1 di 3 - Il business di Linux: introduzione




nota: per agevolarne la lettura, l'articolo è stato suddiviso in 3 puntate che verranno pubblicate separatamente. Buona lettura.

Il grafico sottostante fotografa la situazione attuale nel mercato dei sistemi operativi.
Sebbene Windows continui a dominare incontrastato col suo 92.21%, lasciando a Mac OS X un esiguo 5%, particolare interesse, per noi, riveste il modestissimo 1% dei sistemi Linux, strappato dopo 18 anni di onorato e ostinato servizio.
Un po' per gioco, un po' per curiosità, siamo andati a spulciare cosa nasconde quel misero punto percentuale, senza alcuna velleità di essere scientifici ci siamo semplicemente chiesti: chi riesce a fare affari col pinguino, chi lo usa davvero ed a che scopo e perché Linux continua ad essere un tabù per il grande pubblico?




[ fonte: market share ]


I protagonisti

In principio era Red Hat.
Nell'ottobre del 1994 Marc Ewing rilasciò al pubblico una distribuzione denominata Red Hat Linux.
Bob Young, che 2 anni prima aveva fondato ACC Corporation, impegnata nella vendita si software per Unix, acquistò l'anno successivo la piccola impresa di Ewing ed insieme diedero vita a Red Hat Software.
Red Hat é, a tutti gli effetti, pioniera del business model basato sull'open source e può essere considerata leader indiscussa del settore.
Molte altre distribuzioni, come MandrivaCentOSFedora (che è sponsorizzata dalla stessa RedHat) mutuano la struttura del sistema e la gestione dei pacchetti software, con RPM, introdotto dalla stessa azienda nel 1995, con il rilascio della RHL 2.0 Beta.
La storia di Novell inzia da assai più lontano.
La società, fondata da George Canova, Darin Field e Jack Davis, muove i primi passi nel 1979, come Novell Data System, e sviluppa essenzialmente hardware per il sistema operativo CP/M.
Solo nel 1983 accorcerà il suo nome in Novell Inc. e rilascerà sul mercato il suo sistema operativo di rete NetWare.
Un prodotto che si imporrà negli anni 80 come standard nel settore delle reti.
Il lento declino dovuto a investimenti sbagliati, scarsa innovazione ed alla concorrenza spietata del nuovo Windows NT, investirà l'azienda per tutti gli anni '90, che, con l'acquisizione di Ximian e Suse, nel 2003 entra a pieno titolo nel mercato di Linux, con le versioni commerciali server e desktop della distribuzione tedesca del camaleonte.
Ben più recente é la storia di Canonical.
La società fondata da Mark Shuttleworth nel marzo del 2004 è piuttosto atipica rispetto ai suoi diretti concorrenti.
Si occupa della promozione di progetti legati al software libero e rilascia al pubblico una propria distribuzione gratuita, Ubuntu, basata sul core di Debian.

domenica 3 gennaio 2010

Una sbirciatina a VideoLAN Media Creator




[VideoLAN Movie Creator]

Sembra un periodo promettente per i software di editing video opensource.
Dopo Kdenlive, OpenShot, e Pitivi, che dovrebbe addirittura debuttare sulla prossima versione di Ubuntu 10.4 la prossima primavera, anche il Team di VideoLAN, il diffusissimo player multimediale, ha dichiarato di essere impegnata nello sviluppo di una applicazione per il montaggio video non lineare, opensource e multipiattaforma.
VideoLAN Movie Creator è disponibile al momento via GIT e abbiamo deciso di farci un'idea di quello che bolle in pentola recuperando i sorgenti e compilandoli su una Mandriva 2010.0 i586 - Kde 4.2.3.
L'editor richiede che sia installata anche la versione di sviluppo di VLC, 1.1, anch'essa scaricabile da GIT.


[il Wizard di configurazione del Progetto]

Al primo avvio VLMC, ci accoglie con un wizard che ci guida alla configurazione del progetto: possiamo scegliere il nome, una cartella di destinazione, la risoluzione, fino a 1080P, le caratteristiche dell'audio, mono o stereo.
L'interfaccia dell'applicazione, scritta in QT4, é configurabile a piacimento dall'utente, per una maggiore confortevolezza d'uso ed è interessante la possibilità di lavorare a pieno schermo, soprattutto quando si usano più monitor, per sfruttare meglio lo spazio a disposizione.


[L'interfaccia per l'importazione delle clip: in crash!]

L'unico appunto, per adesso, é la discutibile scelta cromatica che rende difficoltosa la lettura di comandi e funzioni e l'impossibilità di lavorare su più livelli, anche se, dobbiamo sempre tener conto che si tratta di una versione abbondantemente incompleta.
L'importazione delle clip avviene attraverso un ottimo gestore che offre anche una preview completa di quello che stiamo caricando.
Purtroppo non è stato possibile lavorare su niente di concreto a causa proprio dei ripetuti crash dell'interfaccia.
Il riconoscimento dei formati non è ancora completo, anche se poggiare sulle fondamenta di VideoLAN è comunque una garanzia di supporto ai codec liberi e proprietari più disparati e, per esempio, i file flv scaricati da youtube hanno richiesto una transcodifica mpeg/wav prima di essere riconosciuti da VLMC.
L'immediatezza d'uso, la pulizia e razionalità dell'interfaccia, la natura multipiattaforma e il curriculum dei programmatori che se ne occupano, lasciano ben sperare per una alternativa open source di qualità ai soliti software proprietari.
Il team conta di rilasciare al più presto una pre-release per Linux, Windows e Mac.
Restiamo sintonizzati.

martedì 22 dicembre 2009

Digikam 1.0 organizza le nostre collezioni di foto [UPDATE]





Digikam raggiunge la versione 1.0.
Il gestore di fotografie open source che permette di gestire, modificare, migliorare, organizzare e condividere i propri scatti sui sistemi GNU/Linux sarà disponibile anche per Windows, grazie al progetto specifico di KDE.
Molti sono i miglioramenti rispetto all'ultima versione 0.10 beta e fra questi troviamo:
  • Completa riscrittura del codice per la gestione del colore;
  • Un nuovo manager per le operazioni batch sui file;
  • L'assistente alla prima esecuzione rinnovato e migliorato;
  • Supporto ai file PGF, per una migliore gestione dello spazio occupato da immagini e miniature;
  • Supporto alla geolocazione delle proprie fotografie integrato con OpenStreet Maps;
  • Nuovi strumenti per la simulazione dell'HDR e il Liquid Rescale.
I sorgenti sono disponibili a questo indirizzo.

Provalo Subito Su:

Se hai installata Mandriva 2010.0 in versione 32/64 bit puoi provare direttamente il software scaricando i pacchetti in una cartella della tua home e installandoli con pochi semplici passi:
  • dopo il download apri un terminale nella cartella contenente i pacchetti e digita, come root:
    gurpmi *.rpm
  • l'installatore integrato provvederà, in automatico, alla risoluzione di eventuali dipendenze