Chi mi legge sa che seguo con interesse gli sviluppi di Plasma, la flessibile shell di KDE che, anche grazie al costante sviluppo di Marco Martin, riesce ad adattarsi alle piattaforme più disparate: dai desktop agli ultraportatili fino - speriamo - a tablet e smartphone.
Uno dei punti forti di Plasma viene dal supporto ai plasmoidi, widget che promettono di velocizzare le piccole/grandi operazioni quotidiane sui nostri aggeggi elettronici.
Una potenzialità notevole che, finora, è rimasta più che altro sulla carta poichè di plasmoidi davvero imperdibili se ne contano pochi.
Uno dei punti forti di Plasma viene dal supporto ai plasmoidi, widget che promettono di velocizzare le piccole/grandi operazioni quotidiane sui nostri aggeggi elettronici.
Una potenzialità notevole che, finora, è rimasta più che altro sulla carta poichè di plasmoidi davvero imperdibili se ne contano pochi.
Marco Martin, classe 1981, vive in un piccolo paese in provincia di Torino ed è laureato in informatica dal 2008. 



Il lavoro di sviluppo, coordinato da John Riddel, si è concretizzato con un rinnovamento del marchio, in linea con quanto fatto anche da Canonical, maggiore integrazione con le applicazioni Gnome, Firefox in particolare, e un installer rinnovato che promette di fare da vetrina alle novità introdotte in questo rilascio.






















