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domenica 17 aprile 2011

Plasma Active: il Contour per Tablet e Smartphone



Plasma Active è un progetto open source che mira allo sviluppo di una interfaccia dedicata a tablet, smartphone e set-top box.
L'obiettivo è quello di costruire, differentemente dalla moda del momento che vuole le GUI orientate alle applicazioni, una esperienza d'uso fondata sui dati, cercando un approccio che sia maggiormente integrato e sensibile al contesto.
Un concetto non diverso da quello di MeeGo che, non a caso, dovrebbe essere la prima piattaforma a cui destinare l'interfaccia denominata Contour.



Plasma Active, infatti, non è un singolo progetto ma un ombrello sotto il quale convivranno diverse tecnologie, come scrive Marco Martin nel suo blog.

mercoledì 22 settembre 2010

Viaggio attorno a KDE SC: Gwenview



Succede più spesso di quanto pensiamo che il nostro giudizio su cose o persone non vada oltre la prima impressione ed è assai difficile cambiare idea quando a pelle decidiamo che qualcosa o qualcuno non ci piace.
E' un po' il caso di KDE4 che, dopo le furenti polemiche seguite al suo primo rilascio stabile, continua faticosamente a risalire la china nei confronti di Gnome, il desktop libero, ergonomico per antonomasia quasi a furor di popolo.
Così, se a KDE non fa difetto un aspetto assai gradevole e moderno, molti continuano a giudicare la famigerata user experience piuttosto carente rispetto alla concorrenza.
Ma è davvero così?
Per verificare se le critiche sono meritate o figlie dell'acerrimo campanilismo che divide le comunità dai tempi di Atene e Sparta o Sàdoma e Camòrra¹ iniziamo, oggi, un viaggio attorno al software subito disponibile insieme a KDE SC4 per capire cosa si può fare ed a cosa dobbiamo rinunciare dopo il nostro salto nel mondo dell'open source sul dorso del Drago.

giovedì 5 agosto 2010

KDE SC 4.5 si fa attendere



L'ultima incarnazione di KDE SC è dannatamente buona.
Già la release candidate 2, che tengo installata su Kubuntu 10.04, vanta una discreta stabilità, performance soddisfacenti e software a corredo in confortante crescita.
Che KDE sia maturato molto dall'esordio, precipitoso e piuttosto goffo, è un dato di fatto, ce ne accorgiamo anche perchè diventa sempre più difficile parlarne male, scovare le magagne.

lunedì 26 aprile 2010

Il desktop di Mandriva é sempre più intelligente




Smart Desktop è una funzionalità che Mandriva ha già introdotto con la 2010.0 dello scorso anno.
Ne parlammo diffusamente già in sede di recensione e con uno speciale per rimarcarne la portata innovativa.
Con il rilascio della versione Spring previsto per i primi di giugno, Smart Desktop si evolve introducendo ed integrando le nuove funzionalità di Nepomuk, l'infrastruttura semantica di KDE che inizia a mostrare potenzialità interessanti.
Diamo un'occhiata a quello che bolle in pentola.
  • Dolphin offre la nuova funzionalità Timeline, introdotta con KDE SC 4.4;
  • Potenziata la ricerca semantica in Dolphin che adesso consente anche l'autocompletamento dei TAG nella barra di ricerca;
  • Introduzione di un Browser semantico, Sembrowser, che dovrebbe facilitare la navigazione di grandi quantità di file taggati;
  • Integrazione delle proprietà semantiche del desktop in Firefox, Kmail, Koffice e OpenOffice, per mantenere maggiore omogeneità d'uso, sia che si usi una suite di office automation piuttosto che l'altra;
  • Bangarang é il nuovo gestore di contenuti multimediali integrato con Smart Desktop.


Sembrowser

Tutta l'infrastruttura semantica, il cui sviluppo è coordinato da Sebastian Trüg per Mandriva, poggia adesso sulla tecnologia del database Virtuoso, che promette maggiori performance nelle ricerche e migliore usabilità.
Inoltre vengono introdotte nuove API che dovrebbero facilitare la scrittura di applicazioni integrate con Smart Desktop.


Bozza di Ginkgo

E' previsto anche il rilascio di un nuovo plasmoide, che permetta di gestire le nostre attività semantiche, oltre ad una nuova applicazione Ginkgo che, nelle bozze, assomiglia molto ad una agenda per pianificare, organizzare o sfogliare le proprie attività.

fonte: Mandriva Labs Blog

sabato 30 gennaio 2010

[ANTEPRIMA] KDE SC 4.4, il mosaico ha un senso.




Se fosse possibile azzardare uno slogan per l'imminente release di KDE SC sarebbe certamente: Reconsider it.
Ovviamente non parlo a coloro che, nella buona e nelle cattiva sorte, hanno sempre difeso il desktop libero all'indomani del lancio, decisamente infelice, dalle critiche di addetti ai lavori e utenti, le minacce di fork di quelli che, in qualche modo, si sono sentiti "traditi" da aspettative e ambizioni, forse troppo grandi per essere mantenute dopo pochi mesi di sviluppo.



Il mio rapporto personale con KDE 4 non è stato facile, né sereno.
All'inizio rimasi piuttosto deluso da quel nuovo desktop che sembrava promettere chissà cosa.
I rilasci successivi, non mi entusiasmarono.
Sembrava che per fare un passo avanti se ne facessero sempre due indietro.
Si intuiva, certamente, l'impegno a migliorare, ma il desktop continuava ad essere senza capo, né coda.
In generale, era proprio quello il difetto più grosso: la mancanza di sintesi, un filo rosso che legasse le varie parti e le rendesse omogenee alla prova nell'uso quotidiano.
L'ho detestato, ci siamo anche persi di vista per un po', ma: Gnome non m'é mai piaciuto ed io, in fondo, sono un gran testardo sentimentale.
Questa anteprima riassume le prime impressioni e le novità di KDE SC 4.4, installato su una Mandriva Cooker 2010.1 in VirtualBox.
La carne al fuoco é davvero tanta, ma noi intendiamo abbozzarne giusto i tratti salienti, quel tanto che basta per smuovere la curiosità di chi avrà la voglia o l'interesse di provarlo.
Procediamo con ordine.


Habemus Tabbing

E' probabilmente la caratteristica più anticipata e chiacchierata di questo rilascio, la possibilità di accorpare in un'unica finestra più applicazioni.
La buona notizia è che funziona bene ed è molto comoda, rendendo spesso superflua persino la barra delle applicazioni in basso e mantenendo il desktop sempre molto ordinato e pulito.



Pur non essendo pensata espressamente per i netbook, potrebbe essere comunque una ottima alternativa alla stessa Plasma Netbook Shell, l'interfaccia ufficiale, proposta per gli schermi di dimensioni ridotte.
La cattiva notizia é che il tabbing funziona, per ora, solo con la decorazione Oxygen.
Sulla scia di Aero, Kwin guadagna anche un paio di funzionalità interessanti, come la massimizzazione della finestra, quando viene trascinata nel bordo superiore dello schermo o la perfetta divisione a metà delle finestre affiancate, quando queste vengono trascinate ai margini destro e sinistro del monitor.


Un desktop per tutte le stagioni.

Plasma ha subito una iniezione di nuove funzionalità, mantenendo fede al suo nome che lo vuole adattabile a qualsiasi contesto.
Oltre al desktop classico e la vista delle cartelle, propone adesso una interfaccia Newspaper che, come abbiamo accennato, é piuttosto comoda per i netbook, grazie alla possibilità di impostare diverse attività e di popolarle con una serie di plasmoidi, per gestire feed di notizie, monitorare il proprio sistema, tenere sotto controllo le previsioni meteorologiche, mantenere i rapporti col mondo.



Se, in effetti, l'idea ci piace, ci piace meno la scelta dell'immagine di default, davvero troppo invadente e che rende caotica e particolarmente difficoltosa la lettura del desktop, vanificandone (in parte) le intenzioni di razionalità e usabilità.
In questa modalità, molto saggiamente, le applicazioni che non siano widget, vengono gestite con un effetto exposé che restituisce con estrema chiarezza e grande immediatezza la situazione del proprio spazio di lavoro.
Non é ancora perfetto, ma lo sviluppo sembra procedere nella giusta direzione e promette grandi cose soprattutto se integrato con funzioni multitouch.



Agli estimatori della dashboard, inoltre, viene data la possibilità di aggiungere plasmoidi personalizzati, separandoli da quelli eventualmente presenti sul desktop vero e proprio.



Proprio le modalità di aggiunta e rimozione, di questi ultimi, sono state oggetto di revisione con una interfaccia integrata nella barra delle applicazioni, che ancora non convince, ma risulta un po' meno dispersiva dell'anonima finestra usata fino ad ora.




Prove di menú

Anche Krunner ha subìto qualche miglioria da sottolineare.
Adesso supporta pure la gestione dei dispositivi, come floppy, cdrom, pendrive e/o dischi usb.



E se non ci piace a spasso per la scrivania, possiamo ancorarlo alla parte alta dello schermo per interrogare velocemente il nostro sistema alla ricerca di file e programmi.
Se Raptor rimane un miraggio e Kickoff non c'è mai andato a genio, forse duttilità e potenza di Krunner, andrebbero esplorate più a fondo dai suoi sviluppatori, per farne un menù pratico, veloce, fortemente integrato e davvero innovativo.



In effetti, una mezza idea dev'essere balzata in testa anche loro, se esiste una modalità di plasma denominata Cerca e Avvia, col lanciatore integrato nello sfondo e una pseudo-dock centrale da cui lanciare i programmi o filtrare i risultati delle proprie ricerche.
Un esperimento acerbo ma che potrebbe sbocciare nelle prossime release.



Tutto sotto controllo




System Settings é sempre più ricco di opzioni ed in questa release è sicuramente gradito il supporto ai "decoration engines", come Aurorae, che permettono di gestire decorazioni avanzate e d'effetto, facilmente scaricabili grazie al gestore integrato, che analogamente a quello dei plasmoidi e dei temi, propone una rapida anteprima e le statistica sul gradimento degli utenti.
Purtroppo queste decorazioni, come molte altre, disponibili non supportano il tabbing delle finestre.



Nella gestione avanzata del desktop esordisce, il gestore dei dispositivi rimovibili, una interfaccia che consente all'utente di stabilire la politica di mounting di questo genere di periferiche, revocando o concedendo i permessi in modo selettivo e molto capillare.


Questioni Semantiche

Se avete sbirciato le foto a corredo di questa anteprima avrete senz'altro incrociato la nuova voce presente in Dolphin: Timeline.
La linea del tempo é una nuova modalità per sfogliare i propri files in base ai giorni in cui sono stati creati o hanno subito modifiche.



E' una modalità estremamente interessante che anticipa Zeitgeist di Gnome3 e modifica sensibilmente la percezione del nostro lavoro, non più suddiviso in rigide cartelle, ma scandito dal tempo.
Un modello che, se integrato con i servizi e le applicazioni PIM promette di incrementare notevolmente la ricerca e il filtraggio delle informazioni di cui abbiamo bisogno nel nostro lavoro.
Se avete sentito parlare di desktop semantico, ma non avete ancora capito cosa significhi, vi consigliamo un giretto su questo nuovo KDE 4.4.



Nepomuk pervade sempre di più l'infrastruttura, legando i nostri dati grazie al sistema di tagging, e permettendo ricerche molto veloci e precise in sinergia con Strigi, estremamente migliorato rispetto a quanto visto nella release precedente e, finalmente, usabile.


Quello che non ci piace

Kde 4.4 ci ha convinto parecchio.
Complessivamente é gradevole nell'aspetto, veloce e pieno di idee, alcune più mature, altre solo abbozzate, ma comunque promettenti.
Il flusso di lavoro é piacevole grazie alla buona integrazione con i programmi a corredo, tuttavia, parallelamente alla sua crescita, torna in auge anche un vecchio vizio, una preoccupante deriva verso la complicazione delle interfacce, sempre più ricche di pulsanti e funzioni.



Il mantra che aveva guidato i suoi sviluppatori fin dall'inizio, infatti, era stato quello di semplificare il più possibile l'esperienza d'uso con strumenti chiari ed essenziali.
Dolphin, in questa release, pur facendosi apprezzare per le nuove funzioni soffre una implementazione agghiacciante delle stesse, con una specie di menù avanzato disordinato e piuttosto brutto a vedersi, con una gestione dello spazio oltremodo discutibile.
GwenView e Okular, che permettono di gestire, rispettivamente, immagini e documenti, pur validi, presentano interfacce disomogenee che scimmiottano idee già viste altrove e che privano il desktop di una buona fetta di personalità e compattezza.



Pecche tutto sommato veniali e che spesso si attenuano sotto la personalizzazione dei singoli utenti, ma che speriamo vengano affrontate, e risolte, con maggiore impegno nei prossimi rilasci.

lunedì 18 gennaio 2010

Kmail cresce con Nepomuk



Kmail 2, previsto con il rilascio di KDE SC 4.5, avrà il pieno supporto di Nepomuk.
L'implementazione della tecnologia semantica che attraversa sottotraccia il desktop del drago, porterà notevoli migliorie al client di posta soprattutto nell'indicizzazione dei messaggi e nella ricerca, che non dovrebbe più mettere in ginocchio l'intero programma, perché Nepomuk girerà come processo separato.


[ aggiungere un tag con Kmail 2 ]

Permetterà di taggare la posta, come qualsiasi altro file del nostro sistema, o inserire delle note ai messaggi.
L'integrazione a doppio filo dovrebbe riguardare anche krunner, che restituirà, adesso, pure i messaggi ricevuti, dopo una ricerca.


fonte: Thomas McGuire's Blog

martedì 10 novembre 2009

La scrivania che cambia: dalle icone alle parole.






[ l'interfaccia di Apple proposta nel Machintosh® del 1984 ]


L'esordio del desktop semantico, proprio con la piccola Mandriva 2010.0, piccola se confrontata coi giganti dell'informatica e della tecnologia, si rivela una occasione interessante per fare una rapida cavalcata alle idee che hanno animano e animano i desktop moderni solo apparentemente immutabili nel corso del tempo.
Se agli albori, in effetti, il concetto di interfaccia grafica rappresentava la necessità di mediare la complessità d'uso di un calcolatore con una metafora che fosse comprensibile ed intuitiva per gli utenti, ecco quindi la rappresentazione, quasi naturale, di una scrivania e di cartelle dove poter conservare i nostri documenti digitali, col passare degli anni, l'uso intensivo e pervasivo dei PC ha posto ulteriori problemi agli utenti che intendono districarsi nell'overdose di contenuti che affollano gli odierni hard disk.
E' un fatto che, anche nel più organizzato dei desktop, è assai difficile districarsi fra cartelle e sottocartelle zeppe di files, di cui spesso ci siamo completamente dimenticati o che stentiamo a ritrovare proprio nel momento in cui ne avremmo bisogno.
Fu così che nel 2004 Google, forte delle sue tecnologie di ricerca e organizzazione delle informazioni, rilasciò la prima beta del suo tool, Desktop Search, per WindowsXP, un software che sarebbe diventato multi piattaforma solo nel 2007 e che, attraverso una indicizzazione del disco rigido, permetteva di recuperare qualsiasi informazione digitando poche, semplici, parole in un campo di ricerca.




[ Google Desktop Search ]

La risposta di Apple all'esigenza non si fece attendere e nel 2005 venne introdotto Spotlight, in Mac OS X che offriva funzionalità assai simili, la possibilità di taggare i propri files con parole significative, ed era integrato al concetto di Cartelle Smart, meta-cartelle, in cui i contenuti venivano raccolti e presentati secondo uno o più criteri definiti dall'utente.



[ Apple Spotlight ]

I tags, vengono introdotti anche in Windows Vista, che riunisce ed integra, nel 2007, i pezzi, con un motore di indicizzazione e ricerca interno al sistema operativo e la possibilità di creare cartelle virtuali, per raggruppare files della stessa specie, che sollevassero l'utente da una rigida e spesso noiosa divisione dei contenuti.
Idea, questa, ripresa ed ampliata anche in Seven.



[ il tool di ricerca integrato negli ultimi prodotti Microsoft ]

Il filo comune che lega queste tecnologie è più o meno sempre lo stesso, permettere all'utente di trovare quello che cerca nel minor tempo possibile.
E' con KDE4, tuttavia, che poco meno di due anni fa, l'idea di organizzazione della scrivania subisce una sterzata interessante, le cui potenzialità possiamo provare con mano solo adesso con la piccola Mandriva 2010.0.
Non è una soluzione definitiva, né implementata in modi particolarmente eleganti, per il momento, ma è un passo importante verso qualcosa di nuovo.



[ Il desktop semantico di KDE 4 ]

Con Nepomuk, l'obiettivo non è più solo la ricerca del contenuto, ma la possibilità di correlarlo secondo logiche proprie dell'utente, un superamento della divisione rigida e/o semplicistica dei files, tantii contenuti diversi legati da un filo conduttore.
Un percorso, o più percorsi di senso, che attraversano i nostri dischi rigidi e ci permettono di correlare non solo i files, ma anche il significato che essi rivestono nella nostra vita: ricordi, interessi, viaggi, eventi, immediatamente disponibili nella loro interezza e trasversalità, grazie, anche qui, al potere delle parole.

Meno verboso, ma non meno interessante, si annuncia, nel prossimo futuro, l'approccio dell'altro grande progetto di desktop open source, GNOME, che con la release 3 e l'adozione di Zeitgeist prova a trasformare lo spazio di lavoro in un diario che tenga traccia delle nostre attività quotidiane.
Da un desktop che puntava prevalentemente all'azione: punta, clicca e lancia, siamo arrivati ad uno che fa dell'organizzazione la sua ragione d'esistere.
Quello che, davvero, bisognerà valutare sarà l'effettivo impatto che questi nuovi paradigmi avranno sulle abitudini degli utenti e come sapranno integrarsi alle nuove interfacce sempre più impegnate ad annullare la distanza fra uomo e macchina.

sabato 7 novembre 2009

Mandriva 2010.0: il desktop semantico, o quasi.



Come sempre, a breve distanza dalla rivale Ubuntu, anche Mandriva rilascia la sua distribuzione d'autunno nelle versione Free e ONE, scaricabili gratuitamente da utenti e curiosi e Power Pack, a pagamento.
Mandriva, conosciuta precedentemente anche come Mandrake è una distribuzione storica del mondo GNU/Linux, fondata da Gaël Duval, (oggi dietro al progetto Ulteo dopo essere stato messo alla porta dalla sua stessa azienda), da sempre impegnata nel proporre un desktop semplice e completo.
[ Tasktop: la gestione del desktop semantico (KDE 4.3.2) ]

Questa 2010.0 non fa ecce
zione e sorprende, addirittura, come non succedeva da un po', per le idee introdotte, che gettano le basi per un rinnovamento nell'uso quotidiano del desktop che merita di essere rimarcato.
Grazie soprattutto alla crescita di KDE 4.3.2 e allo sviluppo sostenuto dall'azienda francese, la nuova distribuzione introduce Smart Desktop, implementazione delle tecnologie semantiche sviluppate con Nepomuk.


Attraverso una semplice interfaccia grafica, Tasktop, gestibile con un comodo plasmoide, è possibile creare task per legare, secondo le logiche più disparate o funzionali all'utente, i contenuti del vostro computer: musica, documenti, contatti, email, siti web e manipolarle in una sinergia del tutto inedita e assai comoda integrata al filemanager, al browser e a tutti quei programmi che già supportano l'infrastruttura.
Immaginate, per esempio, di dover lavorare ad un progetto che implica il coinvolgimento di una mole di dati piuttosto elevata.
In un desktop tradizionale, l'organizzazione dei dati dovrebbe essere fatta a priori, magari selezionando tutto il materiale per conservarlo in un'unica cartella.
Questo implica comunque una pianificazione a monte che non è sempre possibile fare.
Con le tecnologie semantiche offerte da KDE 4 e Mandriva, invece, l'organizzazione dei vostri contenuti, passa per l'applicazione di uno o più tag e garantisce anche a distanza di tempo la facoltà di collegare, filtrare, integrare tutto il materiale in modo che abbia un senso e soprattutto nel minor tempo possibile.
Ma le novità non si fermano, ovviamente, a Smart Desktop; in questa sua ultima incarnazione, la distro francese punta decisamente a conquistarsi uno spazio nel mercato dei netbook con Moblin, vantando un supporto out of the box dell'hardware, di questi dispositivi, davvero valido e completo.
Completano l'offerta, la stabilità e l'affidabilità di Gnome 2.28, che, come per Ubuntu, inizia a soffrire l'anzianità nei confronti del rivale diretto KDE e LXDE, sorprendente per l'estrema leggerezza e indicato per chi non possiede computer particolarmente carrozzati.
Tutto perfetto dunque?

Quasi.


[ Il desktop Gnome 2.28 in Mandriva 2010.0 ]

In effetti, per le novità introdotte e, soprattutto, per promuovere fin da subito l'uso dello Smart Desktop, un tour guidato al primo avvio non avrebbe guastato.
Esistono contributi in rete, anche di Mandriva stessa, ma non c'è alcuna menzione chiara su come usufruirne e, ad ogni modo, non è la stessa cosa che essere accolti da uno strumento pensato ad hoc.
La feature, forse anche per n
on confondere gli utenti alle prime armi, è decisamente nascosta e implementata da una interfaccia piuttosto scarna e avara di suggerimenti, tant'è che, all'inizio, si va decisamente a tentoni per capire come funziona.
E' auspicabile, in questo senso, u
na cura maggiore nei prossimi rilasci, anche perchè costituirebbe un buon tratto distintivo nel consueto mare di distribuzioni che si assomigliano.
Anche il look, IaOra, pur non raggiungendo precedenti ingenuità di design, è poco convincente, un po' troppo legnoso, scarno e decisamente anonimo.
Persino il sempre celebrato C
entro di Controllo inizia ad essere uno strumento anacronistico e, pur essendo valido, forse sarebbe il caso di puntare maggiormente all'integrazione con System Settings di KDE 4 che è, chiaramente, l'ambiente desktop di riferimento degli utenti Mandriva e dell'azienda nel suo complesso.


[ Mandriva Control Center ]

L'ultimo appunto, che è anche una provocazione, è proprio rivolto all'estrema ricchezza dell'offerta.
Supportare così tanto software in un unica soluzione può essere molto costoso e dispersivo in termini risorse.
Mandriva farebbe davvero bene a concentrarsi su KDE 4 che, a questo punto e con queste funzionalità, è il desktop che garantisce i più ampi margini di miglioramento e innovazione e Moblin, per non precludersi un posto nel promettente mercato dei netbook.
Come per Canonical, lascerei lo sviluppo di ogni altra versione: Gnome, XFCE, LXDE, fino al desktop più esoterico, alla comunità.
L'azienda avrebbe la possibilità di concentrarsi su un prodotto decisamente meno articolato e ne ricaverebbe parecchio anche in termini di visibilità e simpatia fra utenti e addetti ai lavori.
Perchè un pizzico di fortuna in più è, davvero, l'unica feature che manca a questa validissima 2010.0.

giovedì 5 novembre 2009

La strada che porta a KDE 4.4



E' stata resa nota la roadmap che scandirà lo sviluppo di KDE 4.4 .
La nuova release del desktop del drago dovrebbe vedere la luce entro la prima decade di febbraio 2010, specificamente il 9.
Piuttosto interessante la lista delle novità previste per il rilascio, con migliorìe estese un po' a tutti i reparti, sia sotto che sopra il cofano, con una serie di nuove funzionalità che contribuiscano a migliorarne usabilità, ancora poco convincente, e versatilità.


Nel documento, fra molta carne al fuoco, leggiamo: il supporto di akonadi e nepomuk dovrebbe essere esteso ai segnalibri di Konqueror, parrebbe in sviluppo una shell di Plasma espressamente pensata per i netbook, nuove features anche per Krunner, il comodo lanciatore, fra cui il supporto ai preferiti di Firefox e l'integrazione con Solid per la gestione dei dispositivi.
Samba, Lisa e UpnP saranno gestiti da appositi kioslave, anche il motore di ricerca di Dolphin sarà oggetto di migliorìe, oltre allo sviluppo di nuovi plasmoidi, fra cui un curioso Wikipedia Krunner.
La Beta 1, per toccare con mano i progressi effettivi, è prevista per il primo Dicembre.
Nel frattempo, da ieri, è già disponibile la versione stabile 4.3.3 che porta in dote la consueta correzione di bug più o meno critici.