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mercoledì 2 novembre 2011

Quella strisciante sudditanza psicologica



Parliamo di Secure Boot, sì proprio la nuova tecnologia con cui Microsoft intende certificare i propri partner, quelli che installeranno Windows 8 sui loro prodotti, per salvaguardare l'utente da virus, rootkit, malware, trojan e compagnia bella.
Secure Boot, in buona sostanza, verifica che il sistema operativo installato sia autorizzato a funzionare sul vostro personal attraverso l'assegnazione di una chiave digitale che, potrei scommetterci, sarà a 256 bit.
Come potrei scommettere che il responsabile della crittografia sarà un chip denominato Trusted Platform Module, per gli amici TPM, che se andate a spulciare lo troverete anche da qualche parte nella vostra motherboard dove dorme da anni.

giovedì 3 marzo 2011

"Plasmare" il futuro



Non si sono certo esauriti, nè si esauriranno in tempi brevi gli interrogativi emersi all'indomani del patto fra Nokia e Microsoft.
Il nodo della questione è sempre il destino di Qt, tanto che anche Cornelius Schumacher, presidente di KDE e.V. si è sentito in dovere di chiarire come stanno le cose, con una risposta che in effetti non c'è.

domenica 13 febbraio 2011

Nokiasoft o Micronokia?



Gli investitori non l'hanno presa bene decretando un ribasso di quasi 14 punti sul valore dei titoli quotati in Borsa, gli impiegati nemmeno, a quanto pare, se è vero che sono scoppiati scioperi spontanei negli stabilimenti finlandesi dopo che Nokia ha annunciato la sua partnership con Microsoft per Windows Phone 7.

Elop, d'altra parte, si è insediato nella nuova azienda con l'incarico preciso di ristrutturare il gigante imbolsito, ed il progetto non può prescindere da un significativo taglio del personale nelle filiali mondiali, come anche in Finlandia, per tornare a crescere, dice il nuovo CEO, con margini superiori al 10%.

mercoledì 9 febbraio 2011

Falciati dal copyright



L'immagine allegata è il laconico messaggio che accoglie i curiosi e gli amici che sono passati a trovarmi sul mio canale YouTube negli ultimi giorni.

Il video, per i 25 lettori che ci seguono - spero - con affetto, non è chissà quale capolavoro della cinematografia, bensì un divertito pezzo di artigianato assemblato alla buona nel tempo libero, per il gusto di farlo e senza nessuna pretesa.
Ci abbiamo messo, io e il mio amico Luca (soprattutto lui per la parte tecnica, poichè si è occupato in prima persona di riprese ed effetti visivi), un sacco di passione e impegno tentando di sopperire alle immancabili lacune tecniche, ai limiti, all'inesperienza nei confronti del mezzo espressivo, conosciuto solo come spettatori guardando montagne di film, perchè ci è sempre piaciuto.
Volevamo giusto raccontare una storia alla maniera di un film di genere.

venerdì 28 gennaio 2011

AppStream: poco arrosto



Giusto qualche giorno fa, scrivendo delle occasioni perdute dal software libero, caldeggiavamo un coinvolgimento in prima persona di Sourceforge o di FSF nella realizzazione di un Appstore che promuovesse convintamente tutto il software open source, secondo un modello che riscuote crescente consenso negli utenti.
Una prima risposta sembra giungere da AppStream, annunciato proprio un paio di giorni fa, in Germania, durante un meeting fra i membri delle principali distribuzioni Linux che intenderebbero unificare, sotto una interfaccia comune, le complesse transazioni di installazione e risoluzione delle dipendenze cui è abituato l'utente del pinguino.

martedì 18 gennaio 2011

Shuttleworth corteggia Qt



E' un post perfettamente Zen quello di Mark Shuttleworth.
Come uno Jedi navigato, il benevolo dittatore di Ubuntu lancia la sua campagna acquisti col tono misurato - e prolisso - che ormai conosciamo bene, il tono di colui che si è caricato sulle spalle l'onere di portare equilibrio nella forza accettando il rischio che, per uno che sbatte la porta e se ne va, qualcun'altro aspetta una sola buona ragione per varcarne la soglia.
La sfida, scrive Mark, è innanzitutto quella di trovare spazio nel canonico CD di Ubuntu per le librerie Qt, necessarie a Unity 2D.
Poi c'è la questione dell'integrazione, con l'ammissione che i due mondi non sono mai andati particolarmente d'accordo quando si sono trovati mescolati insieme.

domenica 16 gennaio 2011

Gli avvitamenti di Canonical



Riesce assai arduo capire dove voglia andare a parare l'azienda di Mark Shuttleworth di questi tempi.
Prima Windicators, poi Unity, che non è un fork di Gnome 3, passando per Wayland fino ad arrivare a Qt, antico e mai nascosto, primo amore di Mark che poi promuove e finanzia una distribuzione che ha reso Gnome e le GTK il termine di paragone nei desktop Linux.
Evidentemente sulla soglia dei suoi primi quarant'anni, dopo essersi tolto un bel po' di soddisfazioni, ha deciso che era tempo di tirare un'altra linea e cambiare passo.

venerdì 7 gennaio 2011

Le opportunità di un app store open source



Navigando nel neonato Mac App Store che, da ieri, proverà a bissare i successi dell'appstore più fortunato della - e scusate il neologismo - smartphonia non si può nascondere una certa amarezza per le opportunità create, saccheggiate e perdute dal software open source nel corso di tutti questi anni.

Il concetto di Appstore, Market, Marketplace, chiamatelo come volete, non è in effetti la novità che viene propagandata oggi dalle Corporation, per chi è abituato da almeno un decennio ai repository ed alla comodità di un luogo centralizzato dove reperire, installare e aggiornare il proprio software.

venerdì 31 dicembre 2010

L'anno che verrà



Come si può leggere sulle riviste serie, l'avvento del nuovo anno è un'occasione per stilare la lista di quel che ci stiamo lasciando alle spalle.
Un po' tutti si divertono a raccogliere il meglio - e il peggio - che ha attraversato gli ultimi 365 giorni ed a sancire vincitori e vinti.
Noi, che cerchiamo sempre di capire come vanno realmente le cose, proveremo a fare l'esercizio opposto: guardandoci alle spalle, proviamo ad interpretare l'anno che deve ancora venire in una sorta di oroscopo tecnologico per azzardare i nuovi protagonisti del 2011.

Le tentazioni della mela

E' facile prevedere che Apple sarà di nuovo sulla bocca di tutti con gli iPad di seconda generazione e, probabilmente, iPhone5.
Cupertino, del resto, non ha altra scelta se non quella di spingere pesantemente sul frequente rinnovamento della sua gamma per mantenere alta l'attenzione di consumatori e carrier telefonici e provare a scompigliare i piani dei diretti concorrenti.
L'impegno non sarà, ovviamente, circoscritto al solo hardware, la mela proverà ad insistere su FaceTime per allargarne il bacino di utenze e il peso in termini di adozione e supporto da parte di terzi.
Mac OS X Lion verrà a trovarci entro l'estate e solo allora sapremo se Jobs&Soci saranno riusciti a spostare l'asticella dell'interazione uomo/macchina quel tanto che basta per lanciare una nuova rivoluzione come è stato per il mondo della telefonia.

martedì 14 dicembre 2010

Impressioni di Chrome Web Store




La scorsa settimana Google ha annunciato un sacco di cose: il Nexus S, evoluzione del suo primo smartphone Nexus One, con Android 2.3 Gingerbread, il lancio di un programma di sviluppo per rifinire Chrome OS, il cui debutto dovrebbe arrivare nei primi mesi del 2011 e, infine, Chrome Web Store, il negozio di applicazioni per il proprio sistema operativo e per Chrome, il browser, che secondo le stime di Mountain View ha captato l'interesse di centoventi milioni di utenti, compreso chi scrive.
Visto che tutto il resto è: a)fuori dal budget del sottoscritto, b)superiore alle proprie conoscenze tecniche e informatiche, il nostro interesse si è concentrato sul nuovo appstore, assai meno costoso di un viaggio in California.

domenica 28 novembre 2010

La commistione di sacro e profano




nota: Il post è ad alto tasso di supposizioni e non mi aspetto che l'eventuale lettore possa essere immediatamente d'accordo con la ricostruzione offerta di certi fatti, nè con gli scenari presentati.

Vorrei raccontare una storia che affonda le sue radici nel tempo che fu, quando esistevano ancora due blocchi contrapposti e due visioni antitetiche della tecnologia.



C'era una volta un cancro da estirpare, una aberrazione del mercato che rischiava di soffocare la parte sana, il tessuto produttivo, che creava impiego e fatturato dietro la cortina di ferro del software proprietario da rivendere a caro prezzo alle aziende e ai privati che non conoscevano alternative.
C'era una volta, dicevamo, e tutto questo c'è ancora, anche se sta lentamente cambiando pelle.
Anni di scontri ravvicinati, colpi bassi, carte bollate e tribunali hanno permesso di metabolizzare diversi concetti anche nei più fervidi oppositori e, senza dubbio, hanno anche stimolato la messa a punto di strategie per integrare un modello di sviluppo anarchico e difficilmente malleabile alle logiche commerciali e del profitto, tipiche di un'impresa che vuole competere e prosperare nel mercato.
Eravamo abituati a vedere questi enormi leviatani che sono le corporation assorbire a colpi di milioni di dollari realtà con pochi mezzi ma tante idee per poi frantumarle, non prima di aver brevettato il loro patrimonio intellettuale.
Microsoft ci ha costruito la sua fortuna, in fondo.
Oggi l'approccio è diverso.


domenica 7 novembre 2010

Il mercato ai tempi di Canonical



La storia, ormai, la conosciamo tutti: Mark (Shuttleworth) era sul water che attaccava l'orologio, la porcellana era bagnata e scivolò battendo la testa sul lavandino.
Quando riprese i sensi ebbe una rivelazione, una visione, un'immagine scolpita nella mente, l'immagine di questo:

i Windicators, che hanno aperto la strada ad un nuovo paradigma di interazione fra l'uomo e la macchina ed un nuovo corso (probabilmente) nelle strategie commerciali di Canonical, perché la volontà di integrare Wayland al posto del vecchissimo, bolsissimo, chiacchierassimo, incompresissimo, Xorg non avrà ripercussioni solo sulle nostre scrivanie.
Gli eventi susseguitisi, repentinamente, da qualche settimana a questa parte parrebbero indicare, inequivocabilmente, che Ubuntu sta cercando di cambiare passo sia dal punto di vista tecnologico che da quello più pratico del business.
Se, infatti, mettiamo insieme i pezzi di questa storia e intrecciamo i destini dei diretti interessati possiamo speculare sul fatto che ognuno dei protagonisti (o quasi) avrebbe molto da guadagnare da una convergenza d'intenti e progetti.


lunedì 1 novembre 2010

Unity, a cavallo fra passato e futuro



Canonical fa da se.
O meglio, si affida al vecchio adagio del chi mi ama, mi segua, annunciando che Unity sarà la shell della sua distribuzione a partire da Ubuntu 11.04.
Shuttleworth e soci, quindi, deviano dai progetti di Gnome Shell per introdurre la propria idea di scrivania, dopo che, anche, iOS ha sparigliato le carte mescolandosi nella nuova release di Mac OS X, Lion, prevista per la prossima estate.
Inseguire le tendenze di Apple, di questi tempi, è un leit motiv comune a molte aziende che puntano a replicare i ricavi stellari di Cupertino, non ci stupisce, quindi, che anche Canonical, che ha un gran bisogno di far profitti, tenti di inseguire gli attuali trend di mercato puntando a ritagliarsi un proprio spazio.
Il problema, semmai, è dato dalle perplessità d'uso di Unity su dispositivi diversi da netbook o tablet.
Apple progetta i suoi prodotti affinchè hardware e software rappresentino un connubio inscidibile, Canonical può fare altrettanto? E con quali partner?

sabato 16 ottobre 2010

Se la forma è più importante della sostanza



Non riesco davvero a decifrare il video che Canonical ha messo in circolazione per promuovere(?), presentare(?), parlare(?) di uTouch, la tecnologia multitouch integrata in Unity, l'interfaccia di Ubuntu espressamente dedicata ai netbook.
Non è una demo tecnica, perchè: a) non è spiegato in alcun modo quello che viene presentato, b) il ritmo e lo stile appartengono di più ad un commercial che non allo screencast di qualche ingegnere e, tuttavia, non è nemmeno uno spot, perchè non si capisce bene cosa dovrebbe pubblicizzare: uTouch, Unity, Ubuntu, il tablet gentilmente offerto da Dell?
Manca una storia, non c'è un contesto, nè un soggetto chiaro; le immagini e i gesti, che scorrono nel serrato montaggio, sono del tutto gratuiti e dall'impatto piuttosto modesto, le gestures, che pure dovrebbero costituire la ragion d'essere di questo promo, non trovano alcun risalto ed è abbastanza evidente che il team di marketing non abbia ancora elaborato un preciso modello di cliente, nè, conseguentemente, una strategia di comunicazione per aggredire seriamente il mercato.
Di certo c'è che, almeno nella forma, vuole assomigliare ad Apple, come potete giudicare anche voi nel nostro rapido confronto.


Guarda uTouch on Unity su Youtube
Guarda iPad Commercial su Youtube


Ci piace il brano, Crazy As di Julandrew, divertente e orecchiabile, che potete ascoltare e scaricare su Jamendo e che avrebbe meritato almeno una menzione nei titoli di questa casereccia produzione Canonical .
Sarà per la prossima volta.

martedì 12 ottobre 2010

Su N8



N8 dovrebbe invadere il mercato questo ottobre dopo che il lancio è stato rinviato diverse volte perchè, come recitano le press release, Nokia sarebbe impegnata negli ultimi ritocchi per garantire la migliore esperienza possibile ai propri clienti.
Piuttosto lunga e agguerrita la lista di features che equipaggeranno lo smartphone: fotocamera da 12 Megapixel con ottiche Zeiss, CPU da 680 MegaHertz, GPS integrato con software di navigazione gratuito annesso, display touch capacitivo OLED con risoluzione 640x360, registrazione video HD, accelererometro e Symbian 3, l'ultima versione del celeberrimo sistema operativo per cellulari, open source, che accompagna la vastissima gamma di terminali Nokia da qualche anno a questa parte.
Il tutto, ad un prezzo davvero interessante se confrontato con gli eccessi dei diretti competitori.


Guardalo su Youtube

Qualcuno ha storto il naso, in effetti, poichè N8 sarebbe stata sicuramente una piattaforma eccellente per lanciare i primi smartphone con Meego ma, evidentemente, in Finlandia non hanno voluto rischiare per risalire la china del mercato mobile precipitato, si stima, del 40% per il colosso della telefonia.

lunedì 11 ottobre 2010

HTML5 se la prende comoda.



Philippe Le Hegaret in una recente intervista raffredda gli entusiasmi di coloro che hanno abbracciato HTML5 o intendono farlo nel prossimo futuro.
La spinta dell'industria, di Apple e Google, persino di Microsoft, nei confronti dell'ultima evoluzione del linguaggio del web, sarebbe del tutto fuori luogo, dice Le Hegaret, che per il W3C si occupa delle specifiche di SVG e HTML, in primis perchè l'esperienza d'uso sarebbe ancora incoerente nei vari browser, perchè esistono problemi per l'implementazione dei DRM, che infatti il consorzio non intenderebbe supportare, non c'è ancora accordo su quale codec utilizzare per la diffusione dei flussi audiovisivi ed MPEG-4 non andrebbe affatto bene per via dei brevetti detenuti da MPEG LA e poi perchè lo standard è ancora in divenire con API e specifiche che potrebbero essere soggette a profondi cambiamenti fino al momento della ratifica ufficiale.

mercoledì 6 ottobre 2010

La sfida di Document Foundation



Open Office potrebbe essere destinato all'oblio.
E' notizia di qualche giorno fa, infatti, che transfughi della suite libera per l'ufficio e diversi altri volontari, forse spaventati dalle strategie poco chiare di Oracle, abbiano deciso di consorziarsi nella Document Foundation, organizzazione no-profit che si occuperà di sviluppare e promuovere l'alternativa dell'alternativa libera ad Office di Microsoft: LibreOffice.
I fiumi d'inchiostro virtuale si sono sprecati e, un po' tutti hanno cominciato ad immaginare il LibreOffice che verrà, ma di certo la partita non si gioca, nè si giocherà, solo sul piano tecnico con GUI più moderne, funzioni avanzate, compatibilità con gli avversari, anzi, come spesso accade, sarà soprattutto la visibilità la chiave per ottenere il successo che tutti ci auguriamo.

domenica 22 agosto 2010

Il web è morto?



Prima o poi muoiono tutti.
E' morto Dio, Marx, il Comunismo, non ce l'hanno fatta Jim Morrison e nemmeno The King, muore persino l'ultimo immortale, doveva toccare pure al web.
E' quel che scrive Wired l'autorevole magazine on, e offline, d'oltreoceano che parla di tendenze e tecnologia.
E dopo averne dato notizia, parte alla ricerca dei colpevoli, in un doppio, interessante, post che ripercorre le tappe di internet, da rete anarchica e libera degli albori, inafferrabile e (apparentemente) ingovernabile, a recinto dei giorni nostri.
Anzi recinti.
Eh sì perchè, scrivono i due opinionisti, dopo la sbornia pionieristica fatta del piacere della scoperta e della navigazione solitaria, dove nessun internauta era giunto prima, i novelli Magellano, Cook, Colombo o James T. Kirk (Picard, se preferite) stanno rientrando in porto.

sabato 31 luglio 2010

Il "tribalismo" che divide le comunità



Tribalismo è il termine con cui Mark Shuttleworth risponde alle critiche sollevate negli ultimi giorni sull'effettivo contributo di Canonical rispetto a Red Hat nello sviluppo di Gnome.
16 a 1 è, infatti, l'impietoso dato che emerge a favore del gigante open source dal cappello rosso.
Numeri che hanno evidentemente mandato in fibrillazione tutti quelli che sostengono, ed hanno sempre sostenuto, che dietro la facciata tecnologica di Canonical si celino soltanto chiacchiere e distintivo.

sabato 24 luglio 2010

Windows o Ubuntu? Dell non aiuta i suoi clienti.



E' un bel pezzo che avevo in mente di scrivere qualcosa sulla promozione di aggeggi elettronici e calcolatori assortiti.
Praticamente dall'indomani di quella breve inchiesta che condussi nel mondo del business formato Linux.
Mi resi conto, infatti, scartabellando i siti web di quei (pochi) vendor che provano a fare affari anche col pinguino, che l'impegno promozionale è prossimo allo zero assoluto.
Una situazione desolante che, a sorpresa, non migliora affatto con altri sistemi operativi.