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mercoledì 2 novembre 2011

Quella strisciante sudditanza psicologica



Parliamo di Secure Boot, sì proprio la nuova tecnologia con cui Microsoft intende certificare i propri partner, quelli che installeranno Windows 8 sui loro prodotti, per salvaguardare l'utente da virus, rootkit, malware, trojan e compagnia bella.
Secure Boot, in buona sostanza, verifica che il sistema operativo installato sia autorizzato a funzionare sul vostro personal attraverso l'assegnazione di una chiave digitale che, potrei scommetterci, sarà a 256 bit.
Come potrei scommettere che il responsabile della crittografia sarà un chip denominato Trusted Platform Module, per gli amici TPM, che se andate a spulciare lo troverete anche da qualche parte nella vostra motherboard dove dorme da anni.

giovedì 24 marzo 2011

Firefox VS Firefox



Se dovessimo giudicare la popolarità di un browser solo dal numero di gente che lo ha scaricato a 24 ore dal lancio, Firefox 4 la sua scommessa ai danni di Internet Explorer 9 l'ha già vinta.
L'ultimo nato di Mozilla Foundation infatti ha totalizzato la bellezza di, oltre, 6 milioni di download, contro i 2 milioni abbondanti che hanno aggiornato il browser di Microsoft.

Firefox 4, il cui sviluppo ha visto ben 12 versioni Beta e 2 release candidate, è un software profondamente rinnovato, non solo nell'aspetto, che ormai strizza l'occhio al minimalismo introdotto da Chrome, ma anche, e soprattutto, sotto al cofano con un motore Javascript, JägerMonkey, capace di performance fino a 6 volte superiori nella risoluzione di script e animazioni, per competere con le qualità velocistiche del concorrente di Mountain View.

martedì 15 marzo 2011

I passi falsi di Nokia



Resta sempre molto alta l'attenzione per le notizie, i rumors, le verità che trapelano da Espoo.
Così, dopo aver scoperto che Microsoft avrebbe versato un miliardo di dollari a Nokia per arginare l'espansione di Android - cifra che recupererebbe, in parte, grazie alle royalties che il colosso nordeuropeo dovrebbe corrispondere per ogni terminale venduto - a parlare, stavolta, è Mark Wilcox uno sviluppatore Symbian che ricostruisce la scellerata incapacità dei finlandesi nella gestione delle diverse correnti di sviluppo che avrebbero dovuto rinnovare l'esperienza utente, per fronteggiare la concorrenza di iPhone e Android.

giovedì 3 marzo 2011

"Plasmare" il futuro



Non si sono certo esauriti, nè si esauriranno in tempi brevi gli interrogativi emersi all'indomani del patto fra Nokia e Microsoft.
Il nodo della questione è sempre il destino di Qt, tanto che anche Cornelius Schumacher, presidente di KDE e.V. si è sentito in dovere di chiarire come stanno le cose, con una risposta che in effetti non c'è.

martedì 1 marzo 2011

Qt: Necessitas di migrare



Il ponte fra Redmond ed Espoo ha provocato un piccolo terremoto nella comunità Qt.
Alcuni sviluppatori del framework open source sponsorizzato da Nokia, non hanno gradito troppo l'accordo, maturato fra l'altro dopo che i finlandesi avevano giurato e spergiurato un futuro da protagonista per Qt, ed hanno fatto le valige verso i lidi più amichevoli di Android.

Necessitas è, infatti, un porting non ufficiale della tecnologia, ad opera di Bogdan Vatra, per il sistema operativo di Google, che in un futuro non troppo lontano, e carte bollate permettendo, potrebbe ospitare anche applicazioni scritte in Qt, oltre a spianare la strada alle potenti tecnologie dietro KDE, orfane di Meego quale trampolino verso le piattaforme mobili.

sabato 19 febbraio 2011

Linux muove gli affari della Borsa di Londra



Dopo diversi test tenuti lo scorso anno, ed un debutto più volte posticipato, pare proprio che nel nuovo motore della London Stock Exchange (la Borsa di Londra) batta un cuore Linux, quello griffato Suse Enterprise di Novell.
La piazza affari britannica, in realtà, avrebbe ponderato la migrazione dopo la decisione di acquisire MillenniumIT, un'intera azienda che sviluppa un software per le transazioni estremamente efficiente, Millennium Exchange, per 18 milioni di sterline.
Contrariamente alle voci circolate, «Non c'è stato alcuno "strappo" con Microsoft”» ha commentato Alistair Fairbrother, portavoce della LSE, benchè la nuova piattaforma vada a rimpiazzare TradElect, di Accenture, sviluppata in .NET.

domenica 13 febbraio 2011

Nokiasoft o Micronokia?



Gli investitori non l'hanno presa bene decretando un ribasso di quasi 14 punti sul valore dei titoli quotati in Borsa, gli impiegati nemmeno, a quanto pare, se è vero che sono scoppiati scioperi spontanei negli stabilimenti finlandesi dopo che Nokia ha annunciato la sua partnership con Microsoft per Windows Phone 7.

Elop, d'altra parte, si è insediato nella nuova azienda con l'incarico preciso di ristrutturare il gigante imbolsito, ed il progetto non può prescindere da un significativo taglio del personale nelle filiali mondiali, come anche in Finlandia, per tornare a crescere, dice il nuovo CEO, con margini superiori al 10%.

venerdì 11 febbraio 2011

Microsoft espugna Nokia



La notizia del fresco accordo fra Nokia e Microsoft non ci coglie certamente di sorpresa visto che le voci di una partnership si rincorrono da tempo.
Molto peso nella decisione devono aver avuto i numeri, sempre molto grossi ma non esaltanti, fatti segnare dai Finlandesi nell'ultimo periodo e soprattutto le idee del nuovo CEO Stephen Elop, ex di Redmond, che, in una drammatica lettera di qualche giorno fa, ha definito la sua nuova azienda una piattaforma in fiamme.

venerdì 31 dicembre 2010

L'anno che verrà



Come si può leggere sulle riviste serie, l'avvento del nuovo anno è un'occasione per stilare la lista di quel che ci stiamo lasciando alle spalle.
Un po' tutti si divertono a raccogliere il meglio - e il peggio - che ha attraversato gli ultimi 365 giorni ed a sancire vincitori e vinti.
Noi, che cerchiamo sempre di capire come vanno realmente le cose, proveremo a fare l'esercizio opposto: guardandoci alle spalle, proviamo ad interpretare l'anno che deve ancora venire in una sorta di oroscopo tecnologico per azzardare i nuovi protagonisti del 2011.

Le tentazioni della mela

E' facile prevedere che Apple sarà di nuovo sulla bocca di tutti con gli iPad di seconda generazione e, probabilmente, iPhone5.
Cupertino, del resto, non ha altra scelta se non quella di spingere pesantemente sul frequente rinnovamento della sua gamma per mantenere alta l'attenzione di consumatori e carrier telefonici e provare a scompigliare i piani dei diretti concorrenti.
L'impegno non sarà, ovviamente, circoscritto al solo hardware, la mela proverà ad insistere su FaceTime per allargarne il bacino di utenze e il peso in termini di adozione e supporto da parte di terzi.
Mac OS X Lion verrà a trovarci entro l'estate e solo allora sapremo se Jobs&Soci saranno riusciti a spostare l'asticella dell'interazione uomo/macchina quel tanto che basta per lanciare una nuova rivoluzione come è stato per il mondo della telefonia.

mercoledì 8 dicembre 2010

Il pinguino dei videogiochi





Parafrasando IL PROFETA per eccellenza, quello di cui fra poco festeggeremo il duemilaundicesimo genetliaco, secondo il calendario Gregoriano, non di solo pane vive l'uomo e nemmeno di solo kernel, aggiungiamo noi, presi come siamo dalle seriose dinamiche del software libero, le implicazioni di mercato e i processi alle intenzioni, più o meno legittime, di chi prova a portarsi a casa la fatidica pagnotta cui il profeta accennava poc'anzi.
Accantonati per un momento gli argomenti seri, ci concediamo un po' di sano cazzeggio, ispirati tanto dal clima natalizio che incombe, quanto dal proposito che ci vuole tutti più buoni, pena una bella calza di cenere e carbone al posto dei desiderati balocchi.
Il nostro cazzeggio preferito sono i videogames e, spero, sia anche il vostro, perchè oggi mi punge la vezza di parlarvi di Playonlinux, che potremmo definire un gestore di programmi/giochi per Windows basato su Wine.

domenica 28 novembre 2010

La commistione di sacro e profano




nota: Il post è ad alto tasso di supposizioni e non mi aspetto che l'eventuale lettore possa essere immediatamente d'accordo con la ricostruzione offerta di certi fatti, nè con gli scenari presentati.

Vorrei raccontare una storia che affonda le sue radici nel tempo che fu, quando esistevano ancora due blocchi contrapposti e due visioni antitetiche della tecnologia.



C'era una volta un cancro da estirpare, una aberrazione del mercato che rischiava di soffocare la parte sana, il tessuto produttivo, che creava impiego e fatturato dietro la cortina di ferro del software proprietario da rivendere a caro prezzo alle aziende e ai privati che non conoscevano alternative.
C'era una volta, dicevamo, e tutto questo c'è ancora, anche se sta lentamente cambiando pelle.
Anni di scontri ravvicinati, colpi bassi, carte bollate e tribunali hanno permesso di metabolizzare diversi concetti anche nei più fervidi oppositori e, senza dubbio, hanno anche stimolato la messa a punto di strategie per integrare un modello di sviluppo anarchico e difficilmente malleabile alle logiche commerciali e del profitto, tipiche di un'impresa che vuole competere e prosperare nel mercato.
Eravamo abituati a vedere questi enormi leviatani che sono le corporation assorbire a colpi di milioni di dollari realtà con pochi mezzi ma tante idee per poi frantumarle, non prima di aver brevettato il loro patrimonio intellettuale.
Microsoft ci ha costruito la sua fortuna, in fondo.
Oggi l'approccio è diverso.


lunedì 11 ottobre 2010

HTML5 se la prende comoda.



Philippe Le Hegaret in una recente intervista raffredda gli entusiasmi di coloro che hanno abbracciato HTML5 o intendono farlo nel prossimo futuro.
La spinta dell'industria, di Apple e Google, persino di Microsoft, nei confronti dell'ultima evoluzione del linguaggio del web, sarebbe del tutto fuori luogo, dice Le Hegaret, che per il W3C si occupa delle specifiche di SVG e HTML, in primis perchè l'esperienza d'uso sarebbe ancora incoerente nei vari browser, perchè esistono problemi per l'implementazione dei DRM, che infatti il consorzio non intenderebbe supportare, non c'è ancora accordo su quale codec utilizzare per la diffusione dei flussi audiovisivi ed MPEG-4 non andrebbe affatto bene per via dei brevetti detenuti da MPEG LA e poi perchè lo standard è ancora in divenire con API e specifiche che potrebbero essere soggette a profondi cambiamenti fino al momento della ratifica ufficiale.

mercoledì 6 ottobre 2010

La sfida di Document Foundation



Open Office potrebbe essere destinato all'oblio.
E' notizia di qualche giorno fa, infatti, che transfughi della suite libera per l'ufficio e diversi altri volontari, forse spaventati dalle strategie poco chiare di Oracle, abbiano deciso di consorziarsi nella Document Foundation, organizzazione no-profit che si occuperà di sviluppare e promuovere l'alternativa dell'alternativa libera ad Office di Microsoft: LibreOffice.
I fiumi d'inchiostro virtuale si sono sprecati e, un po' tutti hanno cominciato ad immaginare il LibreOffice che verrà, ma di certo la partita non si gioca, nè si giocherà, solo sul piano tecnico con GUI più moderne, funzioni avanzate, compatibilità con gli avversari, anzi, come spesso accade, sarà soprattutto la visibilità la chiave per ottenere il successo che tutti ci auguriamo.

martedì 13 luglio 2010

Symbian accoglie Silverlight



Ancor prima che su Windows Phone 7, è Symbian, motore di tanti cellulari Nokia e forse prossimo al pensionamento con l'adozione di MeeGo, il primo OS mobile a supportare Silverlight, la tecnologia Microsoft diretta rivale del chiacchierato Flash di Adobe.

mercoledì 23 giugno 2010

L'anno di Linux e già qui



Per Ubuntu che desta perplessità nella sua prossima incarnazione mobile, c'è un Android che dilaga in ogni dove, sempre più apprezzato e, parrebbe, sempre più versatile e un Chrome OS che continua a fare proseliti in vista del lancio, previsto per la fine del 2010.
Dopo averlo sperato e ripetuto ad ogni nuova primavera, sembrerebbe arrivato l'anno di Linux.
Certo, non è come l'avevamo immaginato, con una distribuzione sola al comando e Windows nella polvere ma, a ben guardare, in modo decisamente più consono alle sue caratteristiche che lo vedono girare in scioltezza tanto sul server, quanto nel registratore di cassa.

mercoledì 9 giugno 2010

HTML5 della discordia



Nel corso del WWDC10 Apple non ha parlato solo di iPhone 4G, ma ha presentato anche Safari 5, il suo browser Webkit, che, come sappiamo, è la tecnologia alla base di Google-Chrome e diversi altri progetti, liberi: Arora e Rekonq, per esempio.
Safari 5, dicevamo.
Il suo rilascio sarebbe passato tutto sommato in sordina se non fosse per un dettaglio che ha fatto storcere il naso a diversi esponenti del mondo Open Source e non solo.
In pratica, la demo che promuove il rilascio del software, scritta in HTML5 è fruibile solo installando Safari, un controsenso, visto che parliamo di un linguaggio che dovrebbe essere (quasi) standard e, quindi, aperto ad una platea decisamente più vasta del solo software di Cupertino.

giovedì 3 giugno 2010

Windows non abita più a Googleplex



La notizia sarebbe trapelata durante un'intervista rilasciata al Financial Times.
A Mountain View, non avrebbero digerito l'attacco subìto qualche mese fa da parte di hacker cinesi, portato sfruttando una falla di Explorer e l'esodo dal sistema operativo di Redmond sarebbe iniziato all'indomani del fattaccio.
Ai dipendenti viene data la possibilità di scegliere fra Linux o MacOS X, ritenuti meno appetibili per scatenare un attacco informatico.
Gli esperti vedono in questa scelta le avvisaglie di una precisa strategia di Google per smarcarsi da prodotti terzi e preparare il terreno all'adozione di ChromeOS, quando sarà pronto.
Francamente, io non credo.

Così com'è, il chiacchierato sistema del colosso californiano è, perlopiù, un giocattolo, una vetrina per i propri prodotti cloud.
Può andare bene per vendere, non certo per sviluppare i propri servizi.
Ed in fondo, se mai vedrà la luce su qualche aggeggio, è per vendere che è stato pensato.
D'altro canto è altrettanto improbabile che certe dichiarazioni producano nel breve periodo qualche flessione percettibile sui fatturati di Microsoft e Google, in effetti, non avrebbe alcun interesse ad affossare un sistema operativo che permette al 90% degli utenti di fruire dei propri servizi.
In realtà, penso, tali dichiarazioni rientrino in una strategia precisa che vede Mountain View lavorare, lentamente, ai fianchi l'avversario per svuotarlo progressivamente di significato.
Una strategia che parte da lontano e che trova in Google Chrome Frame il suo primo grimaldello, assieme ad Angle, per favorire lo sviluppo di standard aperti contro le tecnologie di Redmond.
E' un fatto, che gli unici vantaggi derivanti dall'uso di Windows, siano lo sfruttamento delle sue tecnologie; proprietarie, fuori da ogni standard e che, proprio grazie alla sua capillare diffusione, hanno legato miliardi di individui a questo prodotto.
Un successo che viene da lontano, quando il mercato dei desktop era frammentato da tanti attori che facevano affari con macchine dai prezzi esorbitanti e l'esplosione del Personal in ogni famiglia era solo la visione di un nerd rampante e occhialuto.
Oggi é diverso.
Il computer, da personale, sta diventando sempre più terminale per fruire dei servizi di rete: è l'era del cloud, di cui Google vuole essere indiscussa protagonista, forte, anche, della grossa preferenza accordata dagli utenti che, quotidianamente, cercano fra le sue pagine, guardano i suoi canali, usano le sue applicazioni remote.
Gli spazi stretti della scrivania stanno cedendo inesorabilmente il posto alle tavolate conviviali e condivise del web, da cui Microsoft non può permettersi di restare fuori.
Se Mountain View non può pensare di affondarla, può, però, spingerla verso l'adozione di standard più aperti, pressare per ottenere maggiore interoperabilità, senza dipendere da tecnologie e brevetti di qualcuno.
Microsoft sembra aver accettato la sfida e risponde con HTML5 e SVG in arrivo su Explorer 9, la cui parola d'ordine vuole essere aderenza agli standard del web, però rilancia con Silverlight perchè, in fondo, di ritagliarsi anche uno spazio esclusivo in rete non se ne può proprio fare a meno, ma è assai probabile che Windows prossimo venturo sarà sensibilmente diverso da quello che conosciamo oggi, forse più aperto, sicuramente meno indispensabile.

venerdì 28 maggio 2010

iPad sbarca anche in Italia e la concorrenza?



Avviso: la linea d'ombra intende migrare i suoi contributi audiovisivi ad HTML5 per garantire la piena fruizione dei propri contenuti anche ai possessori di iPad. Mi scuso fin d'ora per eventuali incovenienti che potrebbero capitare nei prossimi giorni.



Oggi iPad esce anche nel BelPaese, dopo aver fatto registrare vendite da capogiro negli Stati Uniti con oltre 1 milione di unità vendute.
Benchè molti si stiano ancora chiedendo a cosa possa servire, si è scatenata una serrata concorrenza fra i produttori per competere con un tale successo, concorrenza che ha visto fiorire diverse alternative di cui proveremo a tracciare un quadro (non esaustivo), anche per capire quale di esse potrebbe giocarsela con il best seller di Cupertino.


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Agli altri piace Android

Abbandonato il progetto di Microsoft Courier e accantonato anche lo Slate di HP, ritenuto non soddisfacente, per autonomia e usabilità, sembra essere Android il sistema operativo d'elezione per questa nuova categoria di dispositivi: Msi, Asus, Dell e diversi altri costruttori, più o meno noti, hanno annunciato un proprio tablet con il sistema di Mountain View, ad eccezione di Acer che sembra in prima linea nello sviluppo di ChromeOS.
Qualche prototipo si è potuto apprezzare solamente nelle fiere dedicate e, comunque, questi prodotti non dovrebbero raggiungere il mercato prima dell'estate, anche se sembra probabile che molti ritarderanno il proprio lancio nell'ultimo quarto dell'anno o a ridosso delle festività, quando la frebbre per lo shopping è destinata a salire e maggiore potrebbe essere l'attenzione all'acquisto dell'ultimo gadget tecnologico.
Già disponibile sul mercato, troviamo, solamente, Archos Tablet, nelle versioni Home e Internet, capaci, fra l'altro, di riprodurre video in 720p e garantire pieno supporto alla tecnologia Flash, bandita, invece, da Apple.
In dirittura d'arrivo dovrebbero esserci JooJoo Fusion Garage, Notion Ink Adam e l'ibrido, un po' telefono, un po' tablet col suo schermo da 5", Streak, di Dell, tutti previsti per giugno.

Metti un Tegra nel motore

Se Android é l'antagonista numero uno di iPhone OS, Tegra è il suo degno compare.
Asus, Acer, Msi lo hanno scelto per i loro prodotti, così come Notion Ink ed Aigo per il suo N700, un altro tablet basato su Android.
Tegra2 è un SoC capace di grandi prestazioni e bassi consumi: la risposta di nVidia, assieme alle CPU Arm Cortex, alle autonomie da record, alla prontezza di Apple A4 ed alle soluzioni di Intel, il cui Atom, troppo avido di risorse è stato, a quanto pare, uno dei motivi che hanno spinto HP a rinunciare allo Slate nonostante la presentazione, in pompa magna, diversi mesi fa a Las Vegas.
In effetti, proprio il gigante di Palo Alto continua a navigare controcorrente giocando, in un mondo di Androidi, la carta WebOS, dopo esserselo ritrovato in dote con l'acquisto di Palm.

Prospettive

Con i big ancora lontani dall'essere effettivamente competitivi, cui aggiungiamo il fantomatico tablet di Google e HTC sempre avvolto nel più stretto riserbo, non è facile prevedere la reazione dei consumatori alle offerte di aziende decisamente meno conosciute rispetto alla grande visibilità di Apple.
Promozione e reperibilità non sembrano reggere il passo con il blasonato concorrente, soprattutto in un momento caldo come questo, in cui la curiosità è alta e gli scopi ancora tutti da definire, per dei dispositivi dai prezzi tutt'altro che popolari.
Se, in effetti, espandibilità , potenza e supporto alle tecnologie della rete non facciano difetto alla concorrenza, quello che non esiste è un preciso ecosistema di servizi che possano trainarne l'acquisto.
Certo, Android offre già il suo Appstore dove acquistare/scaricare nuove applicazioni, ma basterà da solo a distogliere l'attenzione del grande pubblico da iPad?

venerdì 21 maggio 2010

Google cavalca la polemica attorno a web·m



A 24 ore dalla presentazione ufficiale di web·m si è già scatenata, inevitabile, la polemica.
Jason Garret, sviluppatore di x264, alternativa open source ad H.264, punta il dito sull'immaturità di VP8 che, a suo dire, non sarebbe competitivo nei confronti del codec di MPEG LA.
Per lo sviluppatore sono ancora troppi gli aspetti carenti: dalle specifiche dell'encoder, una via di mezzo fra Xvid e Microsoft VC-1, mero «Copia/Incolla di codice C», fra l'altro estremamente buggato.
Pur potendo vantare una migliore compressione di Theora e Dirac, continua Garret, fallisce come decoder anche nei confronti di H.264 implementato in ffmpeg.
Inoltre, somiglierebbe troppo al suo concorrente, rendendolo attacabile dal punto di vista brevettuale.
MPEG LA non se l'è fatto ripetere, ha preso subito la palla al balzo e non ha tardato a chiarire la sua posizione dichiarandosi pronta ad intentare causa allo scomodo concorrente, mentre Microsoft, che pure fa parte del consorzio e appoggia H.264, ha assicurato, per bocca di Dean Hachamovitch, che Explorer 9 sarà compatibile con VP8 tramite un apposito plugin.
L'impressione, molto forte, è che Google speri di cavalcare il più possibile questa situazione di stallo e far valere, comunque, il suo peso, per impedire che H.264 guadagni quella quota necessaria a consacrarlo standard de facto e renderlo inafferrabile alla concorrenza.
Un diffusione virale a mezzo browser, che già supportano VP8, renderebbe, de facto, il codec meno esposto alle ritorsioni legali.
Perchè una rete dei contenuti audiovisivi alla mercé di un consorzio, sarebbe un affare decisamente peggiore per Mountain View.
Il braccio di ferro é appena iniziato.

lunedì 17 maggio 2010

Se Mono entra nel browser



Intanto se ne discute, vorrebbero provarci, probabilmente ci proveranno.
Stiamo parlando della comunità che gravita attorno a Mono, il progetto open source per portare .NET su piattaforme non Microsoft, capitanato da Miguel de Icaza e sponsorizzato da Novell.
In un post su Twitter, Joe Hewitt, rilancia l'idea di portare Common Language Infrastructure - CLI - sui browser, per permettere di eseguire codice C#, piuttosto che IronPyhton o IronRuby, in maniera nativa come accade oggi con Javascript.
Scrivere applicazioni con linguaggi evoluti per il web é già possibile grazie a Flash o Silverlight (e, di conseguenza, Moonlight) ma, una implementazione di ECMAScript renderebbe, di fatto, queste tecnologie uno strato superfluo fra il codice e l'applicazione vera e propria.
Collegare Mono direttamente al browser permetterebbe di scrivere codice come negli esempi:

language="csharp"> < script da e-mail in documents.ElementsByTag ("email") email.Style.Font = "bold"; < / script >
language="csharp" < script source="ImageGallery.cs" > < / script >
o distribuire lo stesso direttamente come binario precompilato:
language="cil" < script source="MailApp.dll" > < / script >
De Icaza sembra assai galvanizzato dalla proposta e preme per convincere anche Microsoft dell'opportunità di certe scelte di sviluppo, ma gli investimenti che a Redmond intendono sostenere per Silverlight, non sembrano convergere con questo entusiamo.
Di fatto, un porting di CLI segnerebbe una prima linea di demarcazione fra lo sviluppo ufficiale di .NET e Mono che potrebbe portare avanti, in modo del tutto indipendente, il suo progetto, con conseguenze imprevedibili per Microsoft e la sua tecnologia, in caso di successo.
Sempre che, lo spettro di brevetti e carte bollate non inviti a desistere.