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mercoledì 9 febbraio 2011

Falciati dal copyright



L'immagine allegata è il laconico messaggio che accoglie i curiosi e gli amici che sono passati a trovarmi sul mio canale YouTube negli ultimi giorni.

Il video, per i 25 lettori che ci seguono - spero - con affetto, non è chissà quale capolavoro della cinematografia, bensì un divertito pezzo di artigianato assemblato alla buona nel tempo libero, per il gusto di farlo e senza nessuna pretesa.
Ci abbiamo messo, io e il mio amico Luca (soprattutto lui per la parte tecnica, poichè si è occupato in prima persona di riprese ed effetti visivi), un sacco di passione e impegno tentando di sopperire alle immancabili lacune tecniche, ai limiti, all'inesperienza nei confronti del mezzo espressivo, conosciuto solo come spettatori guardando montagne di film, perchè ci è sempre piaciuto.
Volevamo giusto raccontare una storia alla maniera di un film di genere.

martedì 1 giugno 2010

Maneggiando iPad



Un giretto all'Apple Store di Roma Est è una buona occasione per tastare il polso della situazione e toccare con mano, pardon, con le dita, iPad.
All'ingresso, come da buona tradizione Apple, ci accoglie un gran cartonato con l'immagine, quasi totemica, della tavoletta, che si ripete e accerchia avvolge l'avventore ovunque nel locale, mettendone a dura prova la resistenza all'acquisto, sull'onda dell'entusiasmo o fiaccato dalla promozione serrata dei venditori, che snocciolano dati, capacità, caratteristiche e mirabolanti opportunità del magico dispositivo, «tuo a partire da 499 euro, accessori e Apple Care esclusi».
Troviamo quindici, forse venti, curiosi che già manipolano iPad, ma non è difficile ritagliarsi una postazione libera per agguantarne uno e cominciare a giocarci su.

La prima impressione non ci delude, la tavoletta, rigorosamente in versione 3G, è comoda, solida, costruttivamente impeccabile e molto ben bilanciata per reggerla con una sola mano.
Alla seconda, però, il peso si fa sentire e, probabilmente, per un uso prolungato è assai più comodo tenerla appoggiata su una superficie o sulle ginocchia, accanto al focolare magari, col vecchio zio Jobs che ci racconta la fiaba della volpe e dell'uva.
La videata principale ricorda quella di iPhone/iPod, maggiorata nelle dimensioni, e la navigazione fra le applicazioni è, ormai, molto familiare, con una precisione al tocco fenomenale ed una prontezza spiazzante, non molto diversa dai promo (comunque accelerati) che sono circolati dopo il lancio: zoomare una mappa, navigare con lo streetview in una via di Roma o sparpagliare un album di fotografie è qualcosa che va provato di persona per capire fino in fondo quale sia il grado di reattività raggiunto dagli ingegneri di Cupertino, ma è su internet che l'aggeggio sfodera grandi capacità.
Navigare con Safari è un piacere: grazie al moultitouch, abbiamo sempre la sensazione di avere il pieno controllo della situazione, le pagine possono essere scrollate in lungo e largo e lo zoom ci permette di focalizzare l'attenzione solo su quello che ci interessa con un semplice movimento delle dita.
La resa delle pagine è fedele, senza artefatti o compressioni: manca flash, ma questa non è una novità.
Youtube gode di un'applicazione dedicata, come su iPhone, e bisogna dire che la fruizione, soprattutto nel caso in cui il video sia di buona qualità, è spettacolare, con una immagine fluida, nitida e compatta e senza perdere l'opportunità di lasciare un commento, condividere o votare le clip preferite.


Guardalo su Youtube

Tutto sembra studiato per essere pratico e familiare: leggere un libro o il giornale, con le applicazioni dedicate, è semplice come sfogliare una rivista cartacea, anzi, nel caso degli e-book, l'interazione ricalca fedelmente l'azione volontaria di voltare le pagine ed avviene solo se il dito punta uno dei lembi, inferiori o superiori, quando sarebbe bastato anche una slide per passare da una pagina all'altra.
Insistere su metafore d'uso particolarmente comuni è, forse, la chiave di volta per comprendere il successo dei prodotti di Apple.
Se la domanda sull'utilità di iPad vi ha tormentato in tutti questi mesi, basta tenerlo un po' in mano per percepirne l'enorme potenziale.
Interfaccia e contenuti si fondono efficacemente, il dispositivo sparisce, nel senso letterale del termine, lasciando il posto alla console, al libro, al quotidiano, ad internet o alla tv ed a tutto quello che potrebbero partorire talento e fantasia.
Niente che non si possa fare anche adesso con un normale personal, intendiamoci, ma con uno stile ed una immediatezza sconosciuta fino a qui.
E' uno straordinario veicolo di contenuti, ed una ghiotta opportunità d'affari per tutti quegli editori e produttori che, tenteranno di investirci nel prossimo futuro.
Sebbene la tavoletta sia convincente, non è esente da difetti: potremmo obiettare sul prezzo, per esempio, sull'inutilità sostanziale (almeno per l'Italia) del modello solo Wi-Fi, sulla mancata integrazione di una webcam e di, almeno, uno slot per SD Card.
Probabilmente, seguendo la solita (e sin qui lucrosa) politica dei piccoli step, certe features vedranno la luce nei modelli successivi.
Nel frattempo dovrebbero essere i partner commerciali a tamponare le mancanze, come è accaduto anche con iPhone, che ha visto fiorire numerosi gadget opzionali per espanderne le funzionalità.
Non c'è il multitasking, che poteva essere superfluo sul melafonino, ma che non sarebbe dovuto mancare su un prodotto come iPad.
Certo le applicazioni (non tutte) vengono, congelate in memoria e quando le richiamiamo hanno conservato il loro ultimo stato, ma è abbastanza fastidioso dover abbandonare la lettura o un film per rispondere ad una mail o ad un amico in chat.
La prossima release di iPhone OS dovrebbe risolvere anche questa mancanza, ma l'assenza al lancio stona un po' di fronte a tanta cura per i dettagli.

giovedì 21 gennaio 2010

Youtube sperimenta html5




Da qualche ora è possibile guardare i video di Youtube anche senza Flash, grazie al tag video previsto da Html5.
Il servizio, in beta, è raggiungibile a questo indirizzo e permette già di farsi un'idea sulle sue potenzialità.




[la risposta di youtube ai browser che non supportano h.264]

Su linux è fruibile, pienamente, solo attraverso Chrome che supporta la codifica H.264, usata daYoutube per garantire una maggiore qualità delle clip, a scapito di formati aperti come Theora, che ancora, secondo Google, non fornirebbero prestazioni di rilievo nei video in alta definizione.

martedì 24 novembre 2009

Chrome OS: un browser per domarli...



Immagino non sia una grossa novità leggere che Chrome OS abbia fatto capolino alla comunità informatica il 19 di novembre.
Molti, probabilmente, avranno già avuto modo di provarlo su una bella macchina virtuale, come ho fatto anch'io, e tirare le prime somme.

Scremata l'attesa, in effetti, quello che ho potuto usare non sembra granché.
Il cuore è Linux, qualche altro pezzo viene da Ubuntu, che fattivamente, pare, contribuisca allo sviluppo del concorrente.
Velocissimo ad avviarsi, ma lento come un bradipo nell'uso pratico (parliamo di una macchina virtuale e quindi l'impressione va presa con beneficio di inventario), questa anteprima di sistema operativo è essenzialmente una interfaccia web basata su Chrome, il browser, che permette agli utenti di usufruire di servizi e applicazioni figlie del web 2.0, meglio se provenienti da Mountain View.

Questa non è una vera e propria novità, in effetti.
Lentamente e, pare, inesorabilmente sembra compiersi una visione di SUN di un decennio fa.
Furono tra i primi a parlare di software come servizio usufruibile da remoto.
Erano assai in anticipo sui tempi, ma chiedevano in cambio un affitto, per reggere il baraccone.
E l'idea non piacque a nessuno.
Oggi Google, che rastrella una fetta rilevante dell'advertising in rete, può invece permettersi di concedere i suoi servizi gratuitamente alla stragrande maggioranza degli utenti in cambio di qualche dato, più o meno sensibile, da girare ai suoi inserzionisti.

Chrome OS, in questo preciso momento è essenzialmente questo, un portale privilegiato per chi voglia farsi pubblicità, una grossa opportunità per fare business, una corsia preferenziale per sviluppare, o far decollare, tutta una serie servizi on demand di software e contenuti (protetti), smantellando anche l'ultimo filtro fra l'utente e il mercato, il desktop personale, che, infatti, semplicemente non esiste più.
Che un simile formato ottenga consenso e successo è ancora tutto da dimostrare, il lancio effettivo del sistema è previsto solo per la fine del 2010, ma la piattaforma d'elezione, i netbook, garantisce, comunque, un bacino d'utenza molto più giovane, dinamico, il popolo dei social networks e di youtube, probabilmente, assai meno ostile a lasciarsi conquistare.