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venerdì 11 marzo 2011

Gnome Shell e Unity, battaglia senza quartiere



Aaron Seigo, a nome di KDE, avrebbe potuto essere l'arbitro, se non avesse buttato, anche lui, benzina sul fuoco nell'ultimo post, scrivendo dello scarso spirito di collaborazione dimostrato dal team di Gnome negli ultimi tempi.
Alle parole dello sviluppatore di KDE sono seguite quelle, assai più pesanti, di Mark Shuttleworth, che ha rincarato la dose sparando a zero sull'attuale leadership di Gnome incapace, a suo giudizio, di gestire in modo proficuo e maturo la competizione con Unity e colpevole di essersi arroccata su posizioni isolazioniste nei confronti degli standard riconosciuti dalla comunità.

sabato 5 marzo 2011

Lo stile italiano contamina Ayatana



Potremmo considerare Ayatana, parafrasando il celebre slogan di Ubuntu, come il progetto di una Scrivania per esseri umani.
Aldilà della predilezione che possiamo avere per un desktop o per l'altro, è innegabile che siano arrivate da Ayatana delle suggestioni di buon senso.
La nuova idea delle barre di scorrimento a scomparsa non fa eccezione e, soprattutto, strizza l'occhio a tutta una famiglia di nuovi dispositivi touch, dove l'uso dello spazio nel disegno delle interfacce è stato completamente ridefinito dal tocco delle dita, dimostrando che Canonical vuole restare sul pezzo senza precludersi eventuali nuovi segmenti di mercato.

martedì 18 gennaio 2011

Shuttleworth corteggia Qt



E' un post perfettamente Zen quello di Mark Shuttleworth.
Come uno Jedi navigato, il benevolo dittatore di Ubuntu lancia la sua campagna acquisti col tono misurato - e prolisso - che ormai conosciamo bene, il tono di colui che si è caricato sulle spalle l'onere di portare equilibrio nella forza accettando il rischio che, per uno che sbatte la porta e se ne va, qualcun'altro aspetta una sola buona ragione per varcarne la soglia.
La sfida, scrive Mark, è innanzitutto quella di trovare spazio nel canonico CD di Ubuntu per le librerie Qt, necessarie a Unity 2D.
Poi c'è la questione dell'integrazione, con l'ammissione che i due mondi non sono mai andati particolarmente d'accordo quando si sono trovati mescolati insieme.

domenica 16 gennaio 2011

Gli avvitamenti di Canonical



Riesce assai arduo capire dove voglia andare a parare l'azienda di Mark Shuttleworth di questi tempi.
Prima Windicators, poi Unity, che non è un fork di Gnome 3, passando per Wayland fino ad arrivare a Qt, antico e mai nascosto, primo amore di Mark che poi promuove e finanzia una distribuzione che ha reso Gnome e le GTK il termine di paragone nei desktop Linux.
Evidentemente sulla soglia dei suoi primi quarant'anni, dopo essersi tolto un bel po' di soddisfazioni, ha deciso che era tempo di tirare un'altra linea e cambiare passo.

domenica 7 novembre 2010

Il mercato ai tempi di Canonical



La storia, ormai, la conosciamo tutti: Mark (Shuttleworth) era sul water che attaccava l'orologio, la porcellana era bagnata e scivolò battendo la testa sul lavandino.
Quando riprese i sensi ebbe una rivelazione, una visione, un'immagine scolpita nella mente, l'immagine di questo:

i Windicators, che hanno aperto la strada ad un nuovo paradigma di interazione fra l'uomo e la macchina ed un nuovo corso (probabilmente) nelle strategie commerciali di Canonical, perché la volontà di integrare Wayland al posto del vecchissimo, bolsissimo, chiacchierassimo, incompresissimo, Xorg non avrà ripercussioni solo sulle nostre scrivanie.
Gli eventi susseguitisi, repentinamente, da qualche settimana a questa parte parrebbero indicare, inequivocabilmente, che Ubuntu sta cercando di cambiare passo sia dal punto di vista tecnologico che da quello più pratico del business.
Se, infatti, mettiamo insieme i pezzi di questa storia e intrecciamo i destini dei diretti interessati possiamo speculare sul fatto che ognuno dei protagonisti (o quasi) avrebbe molto da guadagnare da una convergenza d'intenti e progetti.


giovedì 4 novembre 2010

Unity vuole Wayland



Unity continua a far parlare di se.
Proprio nel post precedente esprimevamo le nostre perplessità sulla nuova shell di Ubuntu, ed ecco che Mark Shuttleworth torna a scrivere di suo pugno le proprie visioni del futuro con Unity e Wayland, il nuovo e leggero server grafico che dovrebbe equipaggiare anche Meego, destinati a coabitare sotto lo stesso tetto.

sabato 16 ottobre 2010

Se la forma è più importante della sostanza



Non riesco davvero a decifrare il video che Canonical ha messo in circolazione per promuovere(?), presentare(?), parlare(?) di uTouch, la tecnologia multitouch integrata in Unity, l'interfaccia di Ubuntu espressamente dedicata ai netbook.
Non è una demo tecnica, perchè: a) non è spiegato in alcun modo quello che viene presentato, b) il ritmo e lo stile appartengono di più ad un commercial che non allo screencast di qualche ingegnere e, tuttavia, non è nemmeno uno spot, perchè non si capisce bene cosa dovrebbe pubblicizzare: uTouch, Unity, Ubuntu, il tablet gentilmente offerto da Dell?
Manca una storia, non c'è un contesto, nè un soggetto chiaro; le immagini e i gesti, che scorrono nel serrato montaggio, sono del tutto gratuiti e dall'impatto piuttosto modesto, le gestures, che pure dovrebbero costituire la ragion d'essere di questo promo, non trovano alcun risalto ed è abbastanza evidente che il team di marketing non abbia ancora elaborato un preciso modello di cliente, nè, conseguentemente, una strategia di comunicazione per aggredire seriamente il mercato.
Di certo c'è che, almeno nella forma, vuole assomigliare ad Apple, come potete giudicare anche voi nel nostro rapido confronto.


Guarda uTouch on Unity su Youtube
Guarda iPad Commercial su Youtube


Ci piace il brano, Crazy As di Julandrew, divertente e orecchiabile, che potete ascoltare e scaricare su Jamendo e che avrebbe meritato almeno una menzione nei titoli di questa casereccia produzione Canonical .
Sarà per la prossima volta.

mercoledì 7 luglio 2010

La tortuosa strada che conduce all'accessibilità



Steve Jobs ha sentenziato che iPad ucciderà il personal computer e se il suo parere è, evidentemente, interessato bisogna ammettere che molti osservatori hanno raggiunto più o meno le sue stesse conclusioni.

martedì 22 giugno 2010

Quali prospettive per il Tablet di Ubuntu?



Non sembrano essercene molte, in realtà, stando a quel che scrive Techthrob.com, mentre stila il solito leit motiv che sta decretando il successo dei prodotti Apple e potrebbe fare anche la fortuna di HP con WebOS, se a Palo Alto riusciranno a controllarne lo sviluppo.
Canonical, scrive l'articolista, è solo una società di software che ha interesse nel piazzare il suo prodotto sul mercato per una vasta gamma di dispositivi, senza curarsi dell'effettiva integrazione fra sistema e hardware, con la conseguenza di un'esperienza utente più deludente rispetto alla concorrenza: interfacce meno funzionali, autonomie più scarse, frustrazione generalizzata.

giovedì 13 maggio 2010

Canonical cala i suoi assi



Il nuovo tema, Light, è stato solo la punta dell'iceberg, l'evidenza che Canonical, in qualche modo, avrebbe cambiato passo.
Sono venuti, seguendo una escalation, probabilmente, studiata a tavolino, i Windicators e adesso Unity: ufficialmente una interfaccia Gnome espressamente pensata per i netbook, che, ufficiosamente, potrebbe influenzare lo sviluppo stesso di Gnome 3.
Shuttleworth dice, Shuttleworth fa e, soprattutto, Shuttleworth tenta di monetizzare gli investimenti degli anni passati che, bene o male, hanno consentito ad Ubuntu di diventare un marchio riconoscibile e conosciuto.
E proprio qui sta il punto.
La distribuzione sudafricana, cugina modaiola di Debian, é diventata un prodotto, da semplice linux per esseri umani che voleva essere.
Attorno ad Ubuntu ruotano diversi servizi con cui Canonical tenta di far quadrare i bilanci, Ubuntu One, per esempio, Ubuntu Music Store ed, in un futuro non troppo lontano, Ubuntu Software Center che, accanto alle applicazioni libere, potrebbe ospitare anche una sezione a pagamento.
Canonical è, oggi, nella posizione di chi non può, né vuole, più permettersi di rischiare le sperimentazioni e gli aggiustamenti successivi della comunità open source, non può aspettare la maturazione di Gnome 3 e, nello stesso tempo, non può pensare di restare ancorata a vecchi strumenti per un tempo indefinito.
Il pubblico è volubile e gli entusiasti di oggi diventano presto gli scontenti di domani.
Il fermento che è seguito al rilascio di Lucid Lynx, gli indizi seminati da Shuttleworth e, quindi, Unity, sembrano suggerire una precisa strategia tesa a mescolare quello che di buono bolle in pentola, idee e codice provenienti dalla comunità, con un progetto organico, quello di Canonical, che chiami a raccolta quanti vogliano sposarlo e farne parte.
Tutto resta open source, certo, come il buon Mark non smette mai di dire, ma il vantaggio di svilupparselo in casa, consentirebbe di mantenere un certo controllo e l'esclusività delle features, prima che gli altri distributori riescano ad integrarle sui propri sistemi, marcando, così, il divario fra Ubuntu e il resto della concorrenza.
Da collezione di strumenti quale era, la distribuzione moderna, secondo Mark, diverrebbe un collage (ragionato?) di tecnologie e la società di servizi dell'isola di Man, una bottega di Mecenate dove catalizzare idee e uomini che non trovano spazio adeguato nelle lentezze, i vincoli e le contraddizioni della comunità tradizionale.
Redhat permettendo¹.

note:

¹ - Gnome Shell é un progetto sponsorizzato da RedHat
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