E' un post perfettamente Zen quello di Mark Shuttleworth.
Come uno Jedi navigato, il benevolo dittatore di Ubuntu lancia la sua campagna acquisti col tono misurato - e prolisso - che ormai conosciamo bene, il tono di colui che si è caricato sulle spalle l'onere di portare equilibrio nella forza accettando il rischio che, per uno che sbatte la porta e se ne va, qualcun'altro aspetta una sola buona ragione per varcarne la soglia.
La sfida, scrive Mark, è innanzitutto quella di trovare spazio nel canonico CD di Ubuntu per le librerie Qt, necessarie a Unity 2D.
Poi c'è la questione dell'integrazione, con l'ammissione che i due mondi non sono mai andati particolarmente d'accordo quando si sono trovati mescolati insieme.
Come uno Jedi navigato, il benevolo dittatore di Ubuntu lancia la sua campagna acquisti col tono misurato - e prolisso - che ormai conosciamo bene, il tono di colui che si è caricato sulle spalle l'onere di portare equilibrio nella forza accettando il rischio che, per uno che sbatte la porta e se ne va, qualcun'altro aspetta una sola buona ragione per varcarne la soglia.
Poi c'è la questione dell'integrazione, con l'ammissione che i due mondi non sono mai andati particolarmente d'accordo quando si sono trovati mescolati insieme.