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venerdì 31 dicembre 2010

L'anno che verrà



Come si può leggere sulle riviste serie, l'avvento del nuovo anno è un'occasione per stilare la lista di quel che ci stiamo lasciando alle spalle.
Un po' tutti si divertono a raccogliere il meglio - e il peggio - che ha attraversato gli ultimi 365 giorni ed a sancire vincitori e vinti.
Noi, che cerchiamo sempre di capire come vanno realmente le cose, proveremo a fare l'esercizio opposto: guardandoci alle spalle, proviamo ad interpretare l'anno che deve ancora venire in una sorta di oroscopo tecnologico per azzardare i nuovi protagonisti del 2011.

Le tentazioni della mela

E' facile prevedere che Apple sarà di nuovo sulla bocca di tutti con gli iPad di seconda generazione e, probabilmente, iPhone5.
Cupertino, del resto, non ha altra scelta se non quella di spingere pesantemente sul frequente rinnovamento della sua gamma per mantenere alta l'attenzione di consumatori e carrier telefonici e provare a scompigliare i piani dei diretti concorrenti.
L'impegno non sarà, ovviamente, circoscritto al solo hardware, la mela proverà ad insistere su FaceTime per allargarne il bacino di utenze e il peso in termini di adozione e supporto da parte di terzi.
Mac OS X Lion verrà a trovarci entro l'estate e solo allora sapremo se Jobs&Soci saranno riusciti a spostare l'asticella dell'interazione uomo/macchina quel tanto che basta per lanciare una nuova rivoluzione come è stato per il mondo della telefonia.

sabato 16 ottobre 2010

Se la forma è più importante della sostanza



Non riesco davvero a decifrare il video che Canonical ha messo in circolazione per promuovere(?), presentare(?), parlare(?) di uTouch, la tecnologia multitouch integrata in Unity, l'interfaccia di Ubuntu espressamente dedicata ai netbook.
Non è una demo tecnica, perchè: a) non è spiegato in alcun modo quello che viene presentato, b) il ritmo e lo stile appartengono di più ad un commercial che non allo screencast di qualche ingegnere e, tuttavia, non è nemmeno uno spot, perchè non si capisce bene cosa dovrebbe pubblicizzare: uTouch, Unity, Ubuntu, il tablet gentilmente offerto da Dell?
Manca una storia, non c'è un contesto, nè un soggetto chiaro; le immagini e i gesti, che scorrono nel serrato montaggio, sono del tutto gratuiti e dall'impatto piuttosto modesto, le gestures, che pure dovrebbero costituire la ragion d'essere di questo promo, non trovano alcun risalto ed è abbastanza evidente che il team di marketing non abbia ancora elaborato un preciso modello di cliente, nè, conseguentemente, una strategia di comunicazione per aggredire seriamente il mercato.
Di certo c'è che, almeno nella forma, vuole assomigliare ad Apple, come potete giudicare anche voi nel nostro rapido confronto.


Guarda uTouch on Unity su Youtube
Guarda iPad Commercial su Youtube


Ci piace il brano, Crazy As di Julandrew, divertente e orecchiabile, che potete ascoltare e scaricare su Jamendo e che avrebbe meritato almeno una menzione nei titoli di questa casereccia produzione Canonical .
Sarà per la prossima volta.

mercoledì 28 luglio 2010

Jailbreak non è più reato



Lo stabilisce la Biblioteca del Congresso Americano dopo la revisione di una legge federale del 1998 a tutela del diritto d'autore.
Secondo il Copyright Office, infatti, il Jailbreak dei dispositivi Apple non può essere perseguito, perchè non lede in maniera significativa alcun diritto rivendicato dal costruttore.
La proporzione della modifica, sostengono i capoccioni del Congresso, inciderebbe nella proporzione di 1/160.000: 50 byte di codice su circa 8 milioni complessivi.
Questo è quanto riporta il testo ufficiale:

"[...]Computer programs that enable wireless telephone handsets to execute software applications, where circumvention is accomplished for the sole purpose of enabling interoperability of such applications, when they have been lawfully obtained, with computer programs on the telephone handset[...]".

mercoledì 14 luglio 2010

Sarà la fine per internet libero?



Accennammo alla cosa in un post recente, parlando dell'imminenza di NewsPass, il tentativo di Google, per strutturare (e tirar su qualche altro soldino, che male non fa) il flusso di notizie a pagamento, l'ultima trovata degli editori per riuscire a monetizzare maggiormente anche le edizioni online dei propri giornali, finora sostenute in gran parte dalla pubblicità.
Un concetto ripreso da un buon pezzo di ABC news, in cui si sostiene che, lentamente ma sistematicamente, l'industria dell'infotainment stia attuando una strategia per ribaltare la percezione che gli utenti hanno del web, come libera piazza di scambio per notizie, opinioni, intrattenimento.

giovedì 8 luglio 2010

Flash su Android, Frash su iPad



Adobe mostra, in un video ufficiale, Flash per Android provandolo sullo smartphone Droid X di Motorola.
Le prestazioni, nonostante il gigahertz di potenza della CPU, non paiono strabilianti e resta da valutare l'impatto sulle autonomie che probabilmente non sarà così gentile.
Lo showcase qui presente è stato rimaneggiato da noi evidenziandone i tratti salienti.
L'originale può essere visionato per intero a questo indirizzo.

mercoledì 7 luglio 2010

La tortuosa strada che conduce all'accessibilità



Steve Jobs ha sentenziato che iPad ucciderà il personal computer e se il suo parere è, evidentemente, interessato bisogna ammettere che molti osservatori hanno raggiunto più o meno le sue stesse conclusioni.

domenica 20 giugno 2010

Newspass sfida iTunes



Sembra che lo spazio sconfinato, il senso di indefinito, siano concetti difficili da contemplare per l'uomo moderno, soprattutto se poco redditizi per la saccoccia.
Così, dopo un decennio di rimescolamento nel brodo primordiale che era la Rete degli albori, miliardi di dollari bruciati e tante Dot.com finite al macero dopo la bolla speculativa della new economy, quelli che hanno retto alla selezione e si sono evoluti, provano a presentare il conto, lottizzando porzioni (anche ampie) di rete, alzando steccati laddove la prateria sembrava sconfinata, costruendo caselli dove prima c'erano solo mulattiere.

martedì 1 giugno 2010

Maneggiando iPad



Un giretto all'Apple Store di Roma Est è una buona occasione per tastare il polso della situazione e toccare con mano, pardon, con le dita, iPad.
All'ingresso, come da buona tradizione Apple, ci accoglie un gran cartonato con l'immagine, quasi totemica, della tavoletta, che si ripete e accerchia avvolge l'avventore ovunque nel locale, mettendone a dura prova la resistenza all'acquisto, sull'onda dell'entusiasmo o fiaccato dalla promozione serrata dei venditori, che snocciolano dati, capacità, caratteristiche e mirabolanti opportunità del magico dispositivo, «tuo a partire da 499 euro, accessori e Apple Care esclusi».
Troviamo quindici, forse venti, curiosi che già manipolano iPad, ma non è difficile ritagliarsi una postazione libera per agguantarne uno e cominciare a giocarci su.

La prima impressione non ci delude, la tavoletta, rigorosamente in versione 3G, è comoda, solida, costruttivamente impeccabile e molto ben bilanciata per reggerla con una sola mano.
Alla seconda, però, il peso si fa sentire e, probabilmente, per un uso prolungato è assai più comodo tenerla appoggiata su una superficie o sulle ginocchia, accanto al focolare magari, col vecchio zio Jobs che ci racconta la fiaba della volpe e dell'uva.
La videata principale ricorda quella di iPhone/iPod, maggiorata nelle dimensioni, e la navigazione fra le applicazioni è, ormai, molto familiare, con una precisione al tocco fenomenale ed una prontezza spiazzante, non molto diversa dai promo (comunque accelerati) che sono circolati dopo il lancio: zoomare una mappa, navigare con lo streetview in una via di Roma o sparpagliare un album di fotografie è qualcosa che va provato di persona per capire fino in fondo quale sia il grado di reattività raggiunto dagli ingegneri di Cupertino, ma è su internet che l'aggeggio sfodera grandi capacità.
Navigare con Safari è un piacere: grazie al moultitouch, abbiamo sempre la sensazione di avere il pieno controllo della situazione, le pagine possono essere scrollate in lungo e largo e lo zoom ci permette di focalizzare l'attenzione solo su quello che ci interessa con un semplice movimento delle dita.
La resa delle pagine è fedele, senza artefatti o compressioni: manca flash, ma questa non è una novità.
Youtube gode di un'applicazione dedicata, come su iPhone, e bisogna dire che la fruizione, soprattutto nel caso in cui il video sia di buona qualità, è spettacolare, con una immagine fluida, nitida e compatta e senza perdere l'opportunità di lasciare un commento, condividere o votare le clip preferite.


Guardalo su Youtube

Tutto sembra studiato per essere pratico e familiare: leggere un libro o il giornale, con le applicazioni dedicate, è semplice come sfogliare una rivista cartacea, anzi, nel caso degli e-book, l'interazione ricalca fedelmente l'azione volontaria di voltare le pagine ed avviene solo se il dito punta uno dei lembi, inferiori o superiori, quando sarebbe bastato anche una slide per passare da una pagina all'altra.
Insistere su metafore d'uso particolarmente comuni è, forse, la chiave di volta per comprendere il successo dei prodotti di Apple.
Se la domanda sull'utilità di iPad vi ha tormentato in tutti questi mesi, basta tenerlo un po' in mano per percepirne l'enorme potenziale.
Interfaccia e contenuti si fondono efficacemente, il dispositivo sparisce, nel senso letterale del termine, lasciando il posto alla console, al libro, al quotidiano, ad internet o alla tv ed a tutto quello che potrebbero partorire talento e fantasia.
Niente che non si possa fare anche adesso con un normale personal, intendiamoci, ma con uno stile ed una immediatezza sconosciuta fino a qui.
E' uno straordinario veicolo di contenuti, ed una ghiotta opportunità d'affari per tutti quegli editori e produttori che, tenteranno di investirci nel prossimo futuro.
Sebbene la tavoletta sia convincente, non è esente da difetti: potremmo obiettare sul prezzo, per esempio, sull'inutilità sostanziale (almeno per l'Italia) del modello solo Wi-Fi, sulla mancata integrazione di una webcam e di, almeno, uno slot per SD Card.
Probabilmente, seguendo la solita (e sin qui lucrosa) politica dei piccoli step, certe features vedranno la luce nei modelli successivi.
Nel frattempo dovrebbero essere i partner commerciali a tamponare le mancanze, come è accaduto anche con iPhone, che ha visto fiorire numerosi gadget opzionali per espanderne le funzionalità.
Non c'è il multitasking, che poteva essere superfluo sul melafonino, ma che non sarebbe dovuto mancare su un prodotto come iPad.
Certo le applicazioni (non tutte) vengono, congelate in memoria e quando le richiamiamo hanno conservato il loro ultimo stato, ma è abbastanza fastidioso dover abbandonare la lettura o un film per rispondere ad una mail o ad un amico in chat.
La prossima release di iPhone OS dovrebbe risolvere anche questa mancanza, ma l'assenza al lancio stona un po' di fronte a tanta cura per i dettagli.

venerdì 28 maggio 2010

iPad sbarca anche in Italia e la concorrenza?



Avviso: la linea d'ombra intende migrare i suoi contributi audiovisivi ad HTML5 per garantire la piena fruizione dei propri contenuti anche ai possessori di iPad. Mi scuso fin d'ora per eventuali incovenienti che potrebbero capitare nei prossimi giorni.



Oggi iPad esce anche nel BelPaese, dopo aver fatto registrare vendite da capogiro negli Stati Uniti con oltre 1 milione di unità vendute.
Benchè molti si stiano ancora chiedendo a cosa possa servire, si è scatenata una serrata concorrenza fra i produttori per competere con un tale successo, concorrenza che ha visto fiorire diverse alternative di cui proveremo a tracciare un quadro (non esaustivo), anche per capire quale di esse potrebbe giocarsela con il best seller di Cupertino.


Guardalo su Youtube

Agli altri piace Android

Abbandonato il progetto di Microsoft Courier e accantonato anche lo Slate di HP, ritenuto non soddisfacente, per autonomia e usabilità, sembra essere Android il sistema operativo d'elezione per questa nuova categoria di dispositivi: Msi, Asus, Dell e diversi altri costruttori, più o meno noti, hanno annunciato un proprio tablet con il sistema di Mountain View, ad eccezione di Acer che sembra in prima linea nello sviluppo di ChromeOS.
Qualche prototipo si è potuto apprezzare solamente nelle fiere dedicate e, comunque, questi prodotti non dovrebbero raggiungere il mercato prima dell'estate, anche se sembra probabile che molti ritarderanno il proprio lancio nell'ultimo quarto dell'anno o a ridosso delle festività, quando la frebbre per lo shopping è destinata a salire e maggiore potrebbe essere l'attenzione all'acquisto dell'ultimo gadget tecnologico.
Già disponibile sul mercato, troviamo, solamente, Archos Tablet, nelle versioni Home e Internet, capaci, fra l'altro, di riprodurre video in 720p e garantire pieno supporto alla tecnologia Flash, bandita, invece, da Apple.
In dirittura d'arrivo dovrebbero esserci JooJoo Fusion Garage, Notion Ink Adam e l'ibrido, un po' telefono, un po' tablet col suo schermo da 5", Streak, di Dell, tutti previsti per giugno.

Metti un Tegra nel motore

Se Android é l'antagonista numero uno di iPhone OS, Tegra è il suo degno compare.
Asus, Acer, Msi lo hanno scelto per i loro prodotti, così come Notion Ink ed Aigo per il suo N700, un altro tablet basato su Android.
Tegra2 è un SoC capace di grandi prestazioni e bassi consumi: la risposta di nVidia, assieme alle CPU Arm Cortex, alle autonomie da record, alla prontezza di Apple A4 ed alle soluzioni di Intel, il cui Atom, troppo avido di risorse è stato, a quanto pare, uno dei motivi che hanno spinto HP a rinunciare allo Slate nonostante la presentazione, in pompa magna, diversi mesi fa a Las Vegas.
In effetti, proprio il gigante di Palo Alto continua a navigare controcorrente giocando, in un mondo di Androidi, la carta WebOS, dopo esserselo ritrovato in dote con l'acquisto di Palm.

Prospettive

Con i big ancora lontani dall'essere effettivamente competitivi, cui aggiungiamo il fantomatico tablet di Google e HTC sempre avvolto nel più stretto riserbo, non è facile prevedere la reazione dei consumatori alle offerte di aziende decisamente meno conosciute rispetto alla grande visibilità di Apple.
Promozione e reperibilità non sembrano reggere il passo con il blasonato concorrente, soprattutto in un momento caldo come questo, in cui la curiosità è alta e gli scopi ancora tutti da definire, per dei dispositivi dai prezzi tutt'altro che popolari.
Se, in effetti, espandibilità , potenza e supporto alle tecnologie della rete non facciano difetto alla concorrenza, quello che non esiste è un preciso ecosistema di servizi che possano trainarne l'acquisto.
Certo, Android offre già il suo Appstore dove acquistare/scaricare nuove applicazioni, ma basterà da solo a distogliere l'attenzione del grande pubblico da iPad?

sabato 15 maggio 2010

Gianduia é un boccone amaro per Flash e Silverlight



C'era uno scopo preciso quando Jobs decise di sparigliare le carte, lamentandosi di Flash ed escludendolo dai suoi prodotti di punta: iPhone e iPad.
Questo scopo, contrariamente ad ogni analisi o, più semplicemente, come ovvia conseguenza, ha un nome preciso: Gianduia.
E' con questo titolo, infatti, ispirato al dolce piemontese, che Apple si appresta a riliasciare il suo strumento di sviluppo per Rich Internet Applications, un client Web based scritto in Javascript, Cocoa e WebObjects, che promette aderenza agli standard della rete, semplicità e prestazioni superiori a quelle dei suoi diretti rivali Flash e Silverlight, senza installazione di plugin terzi e che, a Cupertino, hanno già messo alla prova scrivendoci la pagina per le prenotazioni al Genius Bar sul sito ufficiale dell'azienda.
Gianduia non é uno strumento per sviluppare espressamente applicazioni in HTML5, anzi, si propone di esportare alcuni concetti alla base di Cocoa, l'ambiente di programmazione ad oggetti di Apple, comune a tutti i suoi dispositivi, anche sul web, ma ne prevede il pieno supporto.
E' assai probabile, quindi, che non diventi una soluzione multipiattaforma, ma rimanga confinata nell'ambito dei prodotti Apple, che tenterà di capitalizzare il successo, fin qui ottenuto, per attirare nuovi sviluppatori presso le sue piattaforme e continuare a guadagnare significative quote di mercato sulla concorrenza, almeno in ambito mobile, diventato cruciale dopo l'exploit fatto segnare da netbook e, soprattutto, smartphone.

sabato 17 aprile 2010

Do Androids dream of electric sheep?¹




HTC, Toshiba, MSI, persino HP, che ha recentemente alzato il sipario sul suo SlatePC con Windows 7, pare stiano lavorando ad una tavoletta con Android.



Il sistema operativo per smartphone, lanciato da Google e il cui market share si avvicina a grandi passi a quello di iPhoneOS, punta ad espugnare anche i tablet, cercando di imporsi come piattaforma di riferimento per questa nuova generazione di prodotti, pensati per il cloud computing e l'utilizzo in mobilità.



La natura open source di Android, il suo cuore Linux, sembrano renderlo uno strumento vantaggioso e flessibile per tutti quei produttori che intendono competere con Apple, in questo strategico segmento di mercato e la disponibilità di un appstore, Android Market, garantisce fin da subito un vasto parco di software che aggiunge appetibilità e grande valore all'offerta, senza doversi sobbarcare i costi dell'infrastruttura, come fanno a Cupertino.



Il destino di questi dispositivi, infatti, - e il successo di Apple sta qui a dimostrarlo - é legato a doppio filo all'ecosistema dedicato che riusciranno a creare attorno a se, perchè è apparso fin troppo evidente che le applicazioni tradizionali male si adattano alle dimensioni ed alle caratteristiche peculiari dei tablet.
Google, è chiaro, punta ad unificare il mercato mobile - come Microsoft ha fatto per quello desktop - sotto l'egida del suo marchio e cavalcare l'onda impetuosa dell'open source potrebbe rivelarsi vincente soprattutto per rafforzare la penetrazione dei propri servizi, presso un pubblico sempre più vasto.
Del resto, studi di settore prevedono, per il 2010, una crescita pari al 24% di dispositivi basati su Android, accanto ad un 10% che invece potrebbe preferirgli Windows 7.
Più incerto appare il destino di ChromeOS, il sistema totalmente cloud che non sembra destare altrettanto interesse nel mercato se è vero che solo Asus dichiara di essere seriamente impegnata ad implementarlo in un suo tablet previsto per l'estate.
Come altre idee di Mountain View, questo OS potrebbe rivelarsi nel breve/medio periodo una semplice piattaforma sperimentale in attesa che maturino tecnologie¹+²+³ e soprattutto abitudini dei consumatori, che iniziano a considerare la rete come uno strumento poliedrico dove cercare informazioni, ma anche intrattenimento e svago.


Una evoluzione evidente fotografata anche dal puntuale rapporto di Nielsen.



¹ - Il titolo del post è la citazione di un racconto di Philip K.Dick

mercoledì 7 aprile 2010

La liturgia di iPad






In quel tempo¹, Steve Jobs radunava le masse a San Francisco per annunciare la venuta del Verbo.
il Verbo era presso iPad e il verbo era iPad.
"Esistono i Netbook" disse "ma verrà un dispositivo, forgiato con acqua e fuoco, un cuore di silicio in un guscio d'alluminio, unibody, magico e fenomenale."
Gli astanti ascoltavano increduli e curiosi, quell'uomo col lupetto nero, sempre uguale, anche d'estate, e i jeans, senza cintura, indossati con le scarpe da ginnastica lise dal tempo.
Anzi, senza tempo.
Per molti la voce di uno che grida nella Silicon Valley, per altri carismatico portatore della buona novella tecnologica.
E iPad, annunciato da un sequenza misteriosa di numeri recitati dal profeta, direttamente dalla cabala del mercato globale, venne e si sedette al suo fianco, in poltrona, pronto per essere sfiorato.
Ad ogni domanda, come un oracolo, un'app rispondeva prontamente, amplificata dallo schermo gigante ad uso e consumo dei presenti nelle ultime file, che credettero, anche loro, e lo glorificarono.
Con riserva.
E come era venuto, si congedò, lasciando alle parole del suo profeta l'epitaffio:
"voi, oggi, avete potuto vedere, ma beati quelli che pur non avendo visto, aspetteranno fino al 3 aprile per comprarselo."
La voce corse presto e raggiunse ogni angolo della province del Consumo, all'epoca ancora sotto il giogo di Microsoft, ma insofferenti e turbolente, in cui covava, sotterraneo, un desiderio di emancipazione dopo anni di cupo nerdismo al cospetto di Redmond.
La gioia e l'entusiasmo delle prime ore lasciò, ben presto, il posto alla litania soffocata dei frustrati, di quelli che non erano stati ancora toccati dal Verbo, dei farisei, dei pubblicani, degli agnostici, i paragnostici e i paraculi che speravano di aumentare i contatti al blog, per incrementare gli, già magri, introiti di Ad-Sense.
"Manca flash" dissero, con un mormorio sommesso che raggiunse anche le cantine sperdute della provincia, che, appresa, fra l'altro, l'impossibilità di tenere la propria distribuzione in dual boot, rincararono la dose passandosi una misteriosa frase in codice, elitaria, apprezzabile, forse, solo da terminale o rintracciabile sui sacri Data sheet: "non è multitasking²".
La gente, in effetti, era confusa, non capiva bene.
E il mormorio divenne voce e il pensiero, frammentato, divenne uno.
"Ma iPad a che serve?"
iPad, che aveva parlato per mezzo di Jobs e si era rivelato al mondo come una costola di iTunes, sembrava scomparso, lasciando al suo profeta l'ingrato pellegrinaggio³ nelle redazioni dei giornali, per illustrare i vantaggi di HTML5 contro la babele binaria di Flash, ingaggiare un tira e molla con gli editori per convincerli che sì, BookStore, avrebbe portato nuova linfa nei loro forzieri - al misero pedaggio del 30% sugli introiti globali -, arringare le major dell'intrattenimento che la legge di iPad avrebbe vinto sull'anarchia di Youtube e Dailymotion, perchè Vimeo era già una nicchia, nella nicchia.
I farisei, i pubblicani, gli scribi, gli agnostici, i paragnostici, i paraculi e quindi anche i cantinari, d'altro canto, misero in guardia dall'abbaglio nei confronti di questo falso messia, che, pur forte dei numeri della cabala, non era altro che un iPhone extralarge in cui il paradigma dell'interfaccia avrebbe imbrigliato e sminuito la creazione dei contenuti autonomi da parte degli utenti.
"Non esiste Photoshop" gridarono alcuni "Non c'è Autocad" dissero altri. "Rimpiango l'ergonomia, la razionalità, la pulizia e la mezzadria di Gnome" commentarono i fan di Ubuntu, che intanto avevano avuto modo di addolorarsi per la scelta di spostare i pulsanti delle finestre a sinistra³+¹.
Le malelingue infettarono il Verbo, che dall'esordio trionfale di San Francisco, subì l'onta del gossip e del FUD, fino al giorno del suo lancio effettivo sul mercato.
Nonostante le diffide, i sotterfugi, i concept di Microsoft Courier²+³ e gli Slate di HP³+³, i fedeli professarono la propria passione in fila agli Apple Store dal giorno prima.
Ordinati, con Wozniak e Jobs in testa che esortavano la folla: "longo é lo cammino, ma graaande la mela!"²+³+¹
E iPad, che sembrava scomparso rinacque, lentamente, dalle scatole sudate degli acquirenti, che, oggi, ne testimoniano la venuta.
iPad è vivo e cammina in mezzo a noi.
E' parola di Apple.
Rendiamo grazie a Steve Jobs

sabato 6 febbraio 2010

Questione d'esperienza




Che piaccia o meno, iPad ha scatenato, come già iPhone, la serrata concorrenza del mercato nei confronti di Apple.
La cornice digitale di Cupertino, come i maligni l'hanno definita, pur con tutti i limiti che ci hanno pazientemente evidenziato gli esperti, apre un nuovo, nebuloso, segmento di mercato in cui i principali attori tecnologici hanno intenzione di investire e trarne profitto negli anni a venire.
Se il desktop, infatti, sembra avviato verso un lento declino, l'affare dei dispositivi mobili é in crescita costante e incontra sempre di più il favore del pubblico, ormai avvezzo a fruire dei servizi internet ovunque si trovi.
L'azienda di Jobs, almeno sulla carta, intende ricalcare la strategia vincente di iPhone, con hardware e software dedicato e, soprattuto, un AppStore che garantisca il necessario ecosistema di applicazioni, cruciali per suscitare l'interesse nei consumatori e garantirne la sopravvivenza.
Google, che ormai dilaga in ogni settore ed aveva già ventilato un proprio Tablet, a ridosso della fuga di notizie su iPad, ha pubblicato, proprio qualche giorno fa, un concept video che suggerisce un uso a due mani del fantomatico dispositivo, una caratteristica che fa molto Surface, ma che é assai improbabile su un aggeggio con un display da 10 pollici o giù di lì.



HP, dal canto suo, ha presentato il suo Slate PC, e presto ne arriveranno altri, avvalendosi del nuovo sistema operativo di Redmond che rende, di fatto, il suo prodotto un PC ultraporatile, multitouch, come si conviene oggi, con tutti i pregi, uno sterminato parco di applicazioni (poco conta se del tutto inutili o inadeguate al contesto del prodotto), ma anche tutti i potenziali difetti mutuati da una interfaccia scomoda che a fatica dovrebbe adattarsi alle esigenze di un utente sempre in mobilità.



La guerra continua con il solito snocciolamento di dati tecnici, di presunti vantaggi nell'uso di processori X86 rispetto a chip dedicati allo scopo, la promessa del multitasking, la cui assenza é, per gli addetti ai lavori, il vero tallone d'achille di iPad, come se il successo di iPhone non avesse insegnato nulla.
In effetti, fra tanti tecnicismi, il nocciolo della questione sembra averlo centrato Jim Zemlin, direttore esecutivo di Linux Foundation, che individua proprio in Apple, se non un vero e proprio avversario da battere, senz'altro un termine di paragone con cui fare i conti, per la cura che profonde nel progettare l'esperienza utente nei minimi dettagli.



Perchè, dice Zemlin, se i prodotti di Cupertino godono di crescente favore presso il grande pubblico è anche, e soprattutto, perché sono comodi da usare.
Un concetto, non certo nuovo e già espresso anche su queste pagine virtuali giusto qualche mese fa.
Oltre ogni circuito integrato, in barba alle tecnologie costruttive misurate in nanometri ed a concetti tanto astratti, quanto inafferrabili e incomprensibili, alla maggior parte dei consumatori, Apple é lì a ricordarci che un prodotto tecnologico, non é costituito solo da silicio e transistor, ma deve essere piacevole al tatto (i materiali ricercati), alla vista (il design), deve lasciarsi usare, senza ricordare al suo possessore che si tratta pur sempre di un banale calcolatore (l'interfaccia).
Laddove il mercato e i tecnicismi dei soliti esperti, restringono lo sguardo sui singoli particolari, a Cupertino ci suggeriscono di considerare l'insieme e magari di gustarcelo comodamente seduti in poltrona.



A dispetto degli ingegneri che snocciolano aridi numeri, Jobs si permette di sfogliare la rete o un libro digitale in punta di dita.
Un gesto, emblematico, che riassume, nella sua dirompente semplicità, un futuro effettivamente a portata di mano.
Pardon, di dito.
Zemlin, pur bacchettando Apple, per la politica blindata applicata ai propri prodotti, ammette che in ambito Linux e soprattutto nell'ambito dell'elettronica di consumo, questo equilibrio, fra tecnologia e magia é ancora tenuto in scarsa considerazione, pur riconoscendo a progetti come Moblin o Android il merito di dimostrare che il limite non é tecnico, ma semplicemente culturale/progettuale.
Il patrimonio open source può fare la differenza, dice il direttore di Linux Foundation e costituire una valida concorrenza alla confortevole gabbia dorata di Cupertino.
Parole incoraggianti, cui, speriamo, seguano concreti progetti nel prossimo futuro.

mercoledì 27 gennaio 2010

[UPDATE] - iPad: il tablet secondo Cupertino




E' iPad l'atteso nuovo prodotto di Apple.
Il tablet presentato poco fa da Steve Jobs, nell'evento di San Francisco, assomiglia, secondo le poche immagini trapelate, ad un iPhone di dimensioni molto generose e, similmente al celebrato smartphone di Cupertino, adotta un firmware che ricorda molto MacOS mobile, anche nell'interfaccia.
Ha uno schermo da 10 pollici multitouch, processore ad 1Ghz, accelerometro, GPS e dischi con taglio da 16, 32 o 64 Gb.
Sembrerebbe sprovvisto di modulo 3G.
Supporterà il multitasking le applicazioni di iPhone, avrà una sezione specifica per l'acquisto e il download di applicazioni dedicate su AppStore, e permetterà lo scaricamento di e-book tramite il nuovo servizio iBook Store.
Non esiste supporto ufficiale per Flash.




[una immagine rubata di iPad]
Dovebbe garantire 10 ore di autonomia o un mese in stand-by.
Potrebbe rivoluzionare il mercato dell'editoria, che in effetti sembra dimostrare grande interesse per questo aggeggio, ma ha le carte in regola per diventare molto di più:  
una console, un'agenda (confermato iWork), una tavolozza per artisti e creativi.
Apple ha fatto di nuovo centro?



[estratto dalla presentazione di iPad - html5]


Difficile dirlo, il prodotto é previsto per marzo in tutto il mondo ad un prezzo consigliato di 499 dollari per la versione da 16 GB, 599 dollari per quella da 32 GB e di 699 dollari per quella da 64 GB.
In aprile, invece, sarà la volta dei modelli Wi-Fi 3G, negli Stati Uniti ed in alcuni altri paesi non meglio specificati, ad un prezzo consigliato di 629 dollari per la versione da 16 GB, 729 dollari per quella da 32 GB e di 829 dollari per quella da 64 GB. 


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