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domenica 17 aprile 2011

Plasma Active: il Contour per Tablet e Smartphone



Plasma Active è un progetto open source che mira allo sviluppo di una interfaccia dedicata a tablet, smartphone e set-top box.
L'obiettivo è quello di costruire, differentemente dalla moda del momento che vuole le GUI orientate alle applicazioni, una esperienza d'uso fondata sui dati, cercando un approccio che sia maggiormente integrato e sensibile al contesto.
Un concetto non diverso da quello di MeeGo che, non a caso, dovrebbe essere la prima piattaforma a cui destinare l'interfaccia denominata Contour.



Plasma Active, infatti, non è un singolo progetto ma un ombrello sotto il quale convivranno diverse tecnologie, come scrive Marco Martin nel suo blog.

venerdì 11 marzo 2011

Gnome Shell e Unity, battaglia senza quartiere



Aaron Seigo, a nome di KDE, avrebbe potuto essere l'arbitro, se non avesse buttato, anche lui, benzina sul fuoco nell'ultimo post, scrivendo dello scarso spirito di collaborazione dimostrato dal team di Gnome negli ultimi tempi.
Alle parole dello sviluppatore di KDE sono seguite quelle, assai più pesanti, di Mark Shuttleworth, che ha rincarato la dose sparando a zero sull'attuale leadership di Gnome incapace, a suo giudizio, di gestire in modo proficuo e maturo la competizione con Unity e colpevole di essersi arroccata su posizioni isolazioniste nei confronti degli standard riconosciuti dalla comunità.

martedì 18 gennaio 2011

Shuttleworth corteggia Qt



E' un post perfettamente Zen quello di Mark Shuttleworth.
Come uno Jedi navigato, il benevolo dittatore di Ubuntu lancia la sua campagna acquisti col tono misurato - e prolisso - che ormai conosciamo bene, il tono di colui che si è caricato sulle spalle l'onere di portare equilibrio nella forza accettando il rischio che, per uno che sbatte la porta e se ne va, qualcun'altro aspetta una sola buona ragione per varcarne la soglia.
La sfida, scrive Mark, è innanzitutto quella di trovare spazio nel canonico CD di Ubuntu per le librerie Qt, necessarie a Unity 2D.
Poi c'è la questione dell'integrazione, con l'ammissione che i due mondi non sono mai andati particolarmente d'accordo quando si sono trovati mescolati insieme.

mercoledì 8 dicembre 2010

Koffice saluta e lascia il posto a Calligra



Già il nome sembra voler marcare la voglia di cambiare passo.
Cade la K anche dalla suite per ufficio di KDE e lascia il posto a Calligra, decisamente più evocativo.
E se nomen omen possiamo dire che il nuovo progetto nasce sotto una buona stella.

Nelle intenzioni del suo team, infatti, c'è la volontà di portare il prodotto su quante più piattaforme possibili e, soprattutto, tentare di colmare il vuoto sui dispositivi mobili che ancora non conoscono un software di qualità, gratuito e open source.

mercoledì 13 ottobre 2010

I piani per Plasma a medio e lungo termine.



Nel solito post-fiume di Aaron Seigo si celano i piani che, da qui ai prossimi 3/4 anni, dovrebbero ridefinire l'architettura di Plasma e che promettono maggiore semplicità nello sviluppo dei plasmoidi, prestazioni migliori, oltre ad una maggiore adattabilità della tecnologia in ambito desktop e mobile.
Per avere un quadro più chiaro di quali siano questi piani, ci siamo rivolti al sempre disponibile Marco Martin che di Plasma è, senz'ombra di dubbio, persona informata dei fatti e che in effetti ci ha spiegato diverse cosette interessanti che riportiamo così come le abbiamo ascoltate.

sabato 12 giugno 2010

KDE, liberi di sperimentare: intervista a Marco Martin




Abbiamo pizzicato Marco Martin
Marco Martin, classe 1981, vive in un piccolo paese in provincia di Torino ed è laureato in informatica dal 2008.
Ha lavorato come ricercatore per l'Università, prima di iniziare la sua collaborazione con Nokia.
Conosce ed usa KDE nel 2001 per cui realizza un tema di icone, uno stile QT ed un menù alternativo per Kicker.
Dal 2007 si interessa alle tecnologie di Plasma ed entra ufficialmente nello sviluppo di KDE 4.
Tiene un blog dove possiamo apprezzare il suo lavoro e l'evoluzione di Plasma netbook shell.
, che lavora a Plasma Netbook Shell, impegnato nella chiusura degli ultimi bug in vista del rilascio di KDE SC 4.5 e l'occasione ha offerto il pretesto per intavolare una chiacchierata su quello che ci riserverà quest'ultima release, le novità di plasma, il lavoro di Marco per Nokia e molto altro.

La linea d'ombra: Ciao Marco, parliamo un po' del tuo lavoro? In cosa sei impegnato in questo momento?

Marco Martin: al momento in plasma in generale, sto andando per questa divertente lista e fixo il fixabile. Siamo in feature freeze.

LD: Cosa ci dobbiamo aspettare per la nuova release di KDE ed particolare da Plasma?

MM: Dunque, 4.5, specialmente per plasma è una release che non vuole avere cose eclatanti.
Più che altro vogliamo finire quelle che erano state iniziate: pulizia in generale, bugfix.
Quindi, se tutto va bene, dovrebbe essere un po' più stabile, usabile e così via.
La roba più nuova è probabilmente il gestore delle attività.

sabato 8 maggio 2010

Aaron Seigo: troppe distribuzioni indeboliscono KDE



Discute di brand Aaron Seigo e, sorprendentemente, se la prende con la grande frammentazione delle distribuzioni che, a suo dire, nella serrata concorrenza per conquistarsi i favori degli utenti, finirebbero per indebolire proprio KDE snaturandolo in inutili personalizzazioni.

Microsoft, Google e l'immancabile Coca Cola (tutti, o quasi, emblemi di sviluppo aperto e trasparente, non c'è che dire. NdR) mantengono la loro precisa identità anche nei prodotti di terze parti, riflette Seigo, ma questo non accade per KDE che, invece, avrebbe tutto da guadagnare se mantenesse una sua propria riconoscibilità e coerenza ovunque fosse adottato, instaurando un rapporto di maggiore fiducia nell'utente finale.
"E' necessario aggregare le risorse, piuttosto che farsi la concorrenza in casa", dice Aaron Seigo, se si vuole realmente competere con Microsoft e Apple.
Difficile da sposare, perlomeno in toto, una tesi del genere, perchè se é vero che l'unione può fare la forza, é altrettanto pacifico che KDE non è un prodotto, ma uno strumento, quello che nel gergo industriale è identificabile come semilavorato.
Un ambiente desktop, senza un sistema operativo, non ha senso.
Un kernel può fare a meno di una scrivania luccicante: é difficile sostenere il contrario.
Essere scelti da un distributore per fare prodotto sancisce un riconoscimento del tuo lavoro e può costituire una buona vetrina.
E poi, non è vero che le distribuzioni nascondano KDE dietro un vestito personalizzato: Kubuntu, Mandriva o Suse, tanto per citare le più popolari, non solo se ne servono, ma in alcuni casi ne finanziano lo sviluppo o contribuiscono a vario titolo alla sua crescita.

Seigo dovrebbe capire che, se il desktop del drago raccoglie meno di quello che semina, è piuttosto ridicolo sostenere che le colpe vadano ricercate soltanto in un tema o in un set di icone poco ispirati.

fonte: aseigo blog

sabato 1 maggio 2010

Il vassoio di sistema si rinnova



In KDE si lavora per rendere più elegante e funzionale il vassoio di sistema.
le due systray a confrontoLe icone dovrebbero, finalmente, diventare monocromatiche e sostituire il carnevale che c'è adesso, l'ordinamento delle applicazioni potrebbe seguire criteri ben definiti e immediatamente comprensibili anche ad una rapida occhiata.
Esistono diverse proposte al riguardo che vorrebbero le applicazioni ordinate secondo precise gerarchie o raggruppate per gruppi di tipi o a seconda dello stato: attivo o passivo.
L'obiettivo, che potrebbe essere raggiunto con il rilascio della versione 4.6 di KDE SC, è quello di razionalizzare e rendere maggiormente funzionale il ruolo del vassoio e la relativa area di notifica, lavorando al contempo alla corretta integrazione con le applicazioni GTK per ottenere la necessaria coerenza, anche con software che usa le librerie della concorrenza.

fonte: aseigo blog