L'ho installata con un po' di ritardo, come in ritardo procede tutta la mia vita in questo periodo, ma queste sono, evidentemente, altre storie.
Diverse sono le novità che accompagnano questa release e che, diciamolo subito, rendono decisamente convincente il lavoro di Riddel&Soci rispetto a quel che abbiamo visto solo sei mesi fa.

L'installer rinnovato è il nostro primo contatto con la distribuzione.
Piuttosto chiaro e dall'aspetto gradevole, ci guida nell'installazione e configurazione del sistema, permettendoci di scegliere se aggiungere subito codec e plugin di terze parti e gli aggiornamenti, se disponibili.
La solita slide ci intrattiene per una ventina di minuti con una panoramica di quel che possiamo fare con Kubuntu già dal primo avvio.
L'unica nota davvero stonata è l'assoluto silenzio sul nuovo browser di default, Rekonq, del nostro Andrea Diamantini, di cui apprezziamo solo l'icona, mentre ci viene suggerito che installare Firefox o Google Chromium è abbastanza facile.
Infine, la traduzione nella nostra lingua è piuttosto buona anche se, inspiegabilmente, i Repository, sono tradotti alternativamente in Archivi o Depositi di software con una discrepanza di termini che potrebbe confondere un utente del tutto nuovo.
Ingenuità, certamente, che speriamo vengano corrette nei prossimi rilasci.
Diverse sono le novità che accompagnano questa release e che, diciamolo subito, rendono decisamente convincente il lavoro di Riddel&Soci rispetto a quel che abbiamo visto solo sei mesi fa.

Start Kubuntu
L'installer rinnovato è il nostro primo contatto con la distribuzione.
Piuttosto chiaro e dall'aspetto gradevole, ci guida nell'installazione e configurazione del sistema, permettendoci di scegliere se aggiungere subito codec e plugin di terze parti e gli aggiornamenti, se disponibili.
La solita slide ci intrattiene per una ventina di minuti con una panoramica di quel che possiamo fare con Kubuntu già dal primo avvio.
Infine, la traduzione nella nostra lingua è piuttosto buona anche se, inspiegabilmente, i Repository, sono tradotti alternativamente in Archivi o Depositi di software con una discrepanza di termini che potrebbe confondere un utente del tutto nuovo.
Ingenuità, certamente, che speriamo vengano corrette nei prossimi rilasci.

La scrivania che ci accoglie é scarna, con la vista delle cartelle completamente vuota e nessuna particolare informazione che possa suggerire ad un, ipotetico, nuovo utente che il suo desktop é chiuso in quella finestrella semitrasparente.
Il solito beninformato ci avverte che possiamo scaricare nuovi screensaver per rimpinguare quelli presenti ridotti davvero al minimo sindacale.
Non c'è modo di capire ad una occhiata sommaria, quale sia l'applicazione e quali le sue dipedenze, così, per trovare quello che cerchiamo ci affidamo ai consigli di KDE-Apps e scegliamo
Peccato che, al successivo riavvio, non si trovi il modo per impostarla come default, con l'applet che, ostinatamente, ci ripropone la connessione in automatico e il portafogli di KDE continui a chiederci la password per attivare quella personalizzata nonostante avessimo specificato che l'accesso era sempre consentito.
Se anche 


