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giovedì 6 ottobre 2011

Keynote in Paradiso



Se Dio esiste, probabilmente, stasera terrà un Keynote per presentare l'ultimo venuto davanti ai beati del paradiso.
Sul palco, con la misericordia e l'infinita pazienza che ci raccontano al catechismo, aspetterà che anche i soliti ritardatari trovino posto nelle ultime file, le luci si abbasseranno quando anche l'ultimo brusio si sarà spento, si schiarirà la voce, che immaginiamo profonda, pronto ad arringare gli astanti.
«Un nuovo fratello ci ha raggiunto quest'oggi per congiungersi alla sua nuova - grande - famiglia.

sabato 4 settembre 2010

Il piazzista




Cronaca semiseria dell'ultimo Keynote di Apple.


01 settembre 2010, San Francisco

It's amazing è un'espressione che ricorre spesso nei keynote di Steve Jobs, un intercalare che è sintesi della filosofia della mela: incredibile!
E' incredibile, infatti, come un uomo solo su un palco riesca a trasformare l'ovvio in sorpresa, la banalità in magia, un walkman in status symbol.
A ben vedere, gli ingredienti sono gli stessi delle riunioni della Tupperware o dell'Avon: un luogo dove riunirsi, un manipolo di curiosi, clienti che magari si portano appresso il parente, che fa sempre numero, un rappresentante sorridente e le pentole in acciaio inox 18/10, siori, smaltato, col fondo spesso un centimetro.

sabato 21 agosto 2010

Flash su Android non è un grachè.



nota: spostando il puntatore del mouse sui testi in inglese potrete leggerne la traduzione

I’m the last person on earth who wanted to believe Steve Jobs when he told Walt Mossberg at D8 that “Flash has had its day.”
Inizia con queste parole il resoconto dei test fatti dal magazine Laptop, che mette alla prova il plugin di Flash su motorola Droid 2, e sai già come andrà a finire.

mercoledì 7 luglio 2010

La tortuosa strada che conduce all'accessibilità



Steve Jobs ha sentenziato che iPad ucciderà il personal computer e se il suo parere è, evidentemente, interessato bisogna ammettere che molti osservatori hanno raggiunto più o meno le sue stesse conclusioni.

martedì 8 giugno 2010

Iphone 4G svelato



In realtà ci aveva già pensato Gizmodo a presentarlo ad appassionati e curiosi, trasformandolo quasi in un affare di stato, ma ieri Jobs a San Francisco, ha alzato il sipario ufficialmente sull'ultima incarnazione del suo smartphone, più ricco, più sottile, più leggero e, sorprendentemente, meno caro, segno evidente che la concorrenza si fa comunque sentire e non è più tempo di spararla grossa.

sabato 15 maggio 2010

Gianduia é un boccone amaro per Flash e Silverlight



C'era uno scopo preciso quando Jobs decise di sparigliare le carte, lamentandosi di Flash ed escludendolo dai suoi prodotti di punta: iPhone e iPad.
Questo scopo, contrariamente ad ogni analisi o, più semplicemente, come ovvia conseguenza, ha un nome preciso: Gianduia.
E' con questo titolo, infatti, ispirato al dolce piemontese, che Apple si appresta a riliasciare il suo strumento di sviluppo per Rich Internet Applications, un client Web based scritto in Javascript, Cocoa e WebObjects, che promette aderenza agli standard della rete, semplicità e prestazioni superiori a quelle dei suoi diretti rivali Flash e Silverlight, senza installazione di plugin terzi e che, a Cupertino, hanno già messo alla prova scrivendoci la pagina per le prenotazioni al Genius Bar sul sito ufficiale dell'azienda.
Gianduia non é uno strumento per sviluppare espressamente applicazioni in HTML5, anzi, si propone di esportare alcuni concetti alla base di Cocoa, l'ambiente di programmazione ad oggetti di Apple, comune a tutti i suoi dispositivi, anche sul web, ma ne prevede il pieno supporto.
E' assai probabile, quindi, che non diventi una soluzione multipiattaforma, ma rimanga confinata nell'ambito dei prodotti Apple, che tenterà di capitalizzare il successo, fin qui ottenuto, per attirare nuovi sviluppatori presso le sue piattaforme e continuare a guadagnare significative quote di mercato sulla concorrenza, almeno in ambito mobile, diventato cruciale dopo l'exploit fatto segnare da netbook e, soprattutto, smartphone.

mercoledì 7 aprile 2010

La liturgia di iPad






In quel tempo¹, Steve Jobs radunava le masse a San Francisco per annunciare la venuta del Verbo.
il Verbo era presso iPad e il verbo era iPad.
"Esistono i Netbook" disse "ma verrà un dispositivo, forgiato con acqua e fuoco, un cuore di silicio in un guscio d'alluminio, unibody, magico e fenomenale."
Gli astanti ascoltavano increduli e curiosi, quell'uomo col lupetto nero, sempre uguale, anche d'estate, e i jeans, senza cintura, indossati con le scarpe da ginnastica lise dal tempo.
Anzi, senza tempo.
Per molti la voce di uno che grida nella Silicon Valley, per altri carismatico portatore della buona novella tecnologica.
E iPad, annunciato da un sequenza misteriosa di numeri recitati dal profeta, direttamente dalla cabala del mercato globale, venne e si sedette al suo fianco, in poltrona, pronto per essere sfiorato.
Ad ogni domanda, come un oracolo, un'app rispondeva prontamente, amplificata dallo schermo gigante ad uso e consumo dei presenti nelle ultime file, che credettero, anche loro, e lo glorificarono.
Con riserva.
E come era venuto, si congedò, lasciando alle parole del suo profeta l'epitaffio:
"voi, oggi, avete potuto vedere, ma beati quelli che pur non avendo visto, aspetteranno fino al 3 aprile per comprarselo."
La voce corse presto e raggiunse ogni angolo della province del Consumo, all'epoca ancora sotto il giogo di Microsoft, ma insofferenti e turbolente, in cui covava, sotterraneo, un desiderio di emancipazione dopo anni di cupo nerdismo al cospetto di Redmond.
La gioia e l'entusiasmo delle prime ore lasciò, ben presto, il posto alla litania soffocata dei frustrati, di quelli che non erano stati ancora toccati dal Verbo, dei farisei, dei pubblicani, degli agnostici, i paragnostici e i paraculi che speravano di aumentare i contatti al blog, per incrementare gli, già magri, introiti di Ad-Sense.
"Manca flash" dissero, con un mormorio sommesso che raggiunse anche le cantine sperdute della provincia, che, appresa, fra l'altro, l'impossibilità di tenere la propria distribuzione in dual boot, rincararono la dose passandosi una misteriosa frase in codice, elitaria, apprezzabile, forse, solo da terminale o rintracciabile sui sacri Data sheet: "non è multitasking²".
La gente, in effetti, era confusa, non capiva bene.
E il mormorio divenne voce e il pensiero, frammentato, divenne uno.
"Ma iPad a che serve?"
iPad, che aveva parlato per mezzo di Jobs e si era rivelato al mondo come una costola di iTunes, sembrava scomparso, lasciando al suo profeta l'ingrato pellegrinaggio³ nelle redazioni dei giornali, per illustrare i vantaggi di HTML5 contro la babele binaria di Flash, ingaggiare un tira e molla con gli editori per convincerli che sì, BookStore, avrebbe portato nuova linfa nei loro forzieri - al misero pedaggio del 30% sugli introiti globali -, arringare le major dell'intrattenimento che la legge di iPad avrebbe vinto sull'anarchia di Youtube e Dailymotion, perchè Vimeo era già una nicchia, nella nicchia.
I farisei, i pubblicani, gli scribi, gli agnostici, i paragnostici, i paraculi e quindi anche i cantinari, d'altro canto, misero in guardia dall'abbaglio nei confronti di questo falso messia, che, pur forte dei numeri della cabala, non era altro che un iPhone extralarge in cui il paradigma dell'interfaccia avrebbe imbrigliato e sminuito la creazione dei contenuti autonomi da parte degli utenti.
"Non esiste Photoshop" gridarono alcuni "Non c'è Autocad" dissero altri. "Rimpiango l'ergonomia, la razionalità, la pulizia e la mezzadria di Gnome" commentarono i fan di Ubuntu, che intanto avevano avuto modo di addolorarsi per la scelta di spostare i pulsanti delle finestre a sinistra³+¹.
Le malelingue infettarono il Verbo, che dall'esordio trionfale di San Francisco, subì l'onta del gossip e del FUD, fino al giorno del suo lancio effettivo sul mercato.
Nonostante le diffide, i sotterfugi, i concept di Microsoft Courier²+³ e gli Slate di HP³+³, i fedeli professarono la propria passione in fila agli Apple Store dal giorno prima.
Ordinati, con Wozniak e Jobs in testa che esortavano la folla: "longo é lo cammino, ma graaande la mela!"²+³+¹
E iPad, che sembrava scomparso rinacque, lentamente, dalle scatole sudate degli acquirenti, che, oggi, ne testimoniano la venuta.
iPad è vivo e cammina in mezzo a noi.
E' parola di Apple.
Rendiamo grazie a Steve Jobs

mercoledì 27 gennaio 2010

[UPDATE] - iPad: il tablet secondo Cupertino




E' iPad l'atteso nuovo prodotto di Apple.
Il tablet presentato poco fa da Steve Jobs, nell'evento di San Francisco, assomiglia, secondo le poche immagini trapelate, ad un iPhone di dimensioni molto generose e, similmente al celebrato smartphone di Cupertino, adotta un firmware che ricorda molto MacOS mobile, anche nell'interfaccia.
Ha uno schermo da 10 pollici multitouch, processore ad 1Ghz, accelerometro, GPS e dischi con taglio da 16, 32 o 64 Gb.
Sembrerebbe sprovvisto di modulo 3G.
Supporterà il multitasking le applicazioni di iPhone, avrà una sezione specifica per l'acquisto e il download di applicazioni dedicate su AppStore, e permetterà lo scaricamento di e-book tramite il nuovo servizio iBook Store.
Non esiste supporto ufficiale per Flash.




[una immagine rubata di iPad]
Dovebbe garantire 10 ore di autonomia o un mese in stand-by.
Potrebbe rivoluzionare il mercato dell'editoria, che in effetti sembra dimostrare grande interesse per questo aggeggio, ma ha le carte in regola per diventare molto di più:  
una console, un'agenda (confermato iWork), una tavolozza per artisti e creativi.
Apple ha fatto di nuovo centro?



[estratto dalla presentazione di iPad - html5]


Difficile dirlo, il prodotto é previsto per marzo in tutto il mondo ad un prezzo consigliato di 499 dollari per la versione da 16 GB, 599 dollari per quella da 32 GB e di 699 dollari per quella da 64 GB.
In aprile, invece, sarà la volta dei modelli Wi-Fi 3G, negli Stati Uniti ed in alcuni altri paesi non meglio specificati, ad un prezzo consigliato di 629 dollari per la versione da 16 GB, 729 dollari per quella da 32 GB e di 829 dollari per quella da 64 GB. 


sfoglia la galleria

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giovedì 7 gennaio 2010

2010: Apple VS Google






E' bastato che filtrasse qualche rumors sul nuovo dispositivo portatile di Apple, iSlate, che dovrebbe essere presentato il prossimo 26 gennaio, che Google ha subito risposto, ventilando il proprio tablet in collaborazione con HTC.
Che a Mountain View subissero il fascino della mela morsicata é cosa assai nota fin dai tempi in cui Eric Schmidt sedeva in entrambi i consigli di amministrazione, eppure, da quando il nostro ha ridimensionato i suoi interessi, evidentemente in conflitto, Google non ha perso tempo per porsi in concorrenza diretta con la fascinosa fucina di idee e design fondata da Steve Jobs (e Steve Wozniak).
Per entrambi i prodotti, val la pena di ricordare, il velo di fumo é ancora piuttosto fitto, tuttavia sembra assai probabile che Cupertino alzerà il sipario su un nuovo gingillo che potrebbe rimescolare gli scenari del mercato mobile e fissare, così, un nuovo trend.

[Il marketing Apple s'è già messo in moto per alimentare l'attesa su iSlate]

iSlate, dovrebbe essere un tablet in alluminio con uno schermo multitouch da 7 pollici ed un hardware molto simile ad un macbook pro unibody, entry level, con supporto Bluetooth, Wi-Fi e webcam integrata,  equipaggiato con una fantomatico OS X Clouded Leopard che lascerebbe intendere l'intenzione  di costruire un ecosistema di applicazioni dedicate per il dispositivo, magari disponibili presso l'appstore, che non cannibalizzi gli stessi portatili o gli iMac di Cupertino.
Un approccio molto simile a quello che Google sembra voler fare col suo Chrome OS che, sempre secondo i soliti ben informati, potrebbe, invece, dotare il fantomatico tablet di HTC.
Il guanto di sfida, che Android aveva lanciato, nell'ambito degli smartphone, al successo di iPhone, si rinnova così, in un potenziale nuovo segmento, quello dei MID, che non hanno mai riscosso molto successo ma che, con gli attuali progressi delle interfacce sensibili al tocco, potrebbero davvero dare del filo da torcere persino ai netbook, piccoli, dalle autonomie limitate, mediamente scomodi da usare e assai poco potenti, e trovare, nel legame a doppio filo con la rete e i suoi servizi, una loro precisa identità commerciale, costi permettendo, ovviamente, che non si annunciano certo popolari.
Si parla, infatti, di una cifra compresa fra 700 e 900 dollari per iSlate, mentre per il concorrente, non trapela ancora alcuna stima.
Fra i duellanti del nuovo millennio, potrebbe inserirsi il terzo incomodo che è Courier di Microsoft.


[nell'immagine: un prototipo di Courier]

Il gigante, che sembra meno lucido in un mercato che sta rapidamente evolvendosi ed in cui la centralità del personal sta lentamente tramontando, é pur sempre un avversario temibile ed il suo prototipo di tablet a doppio schermo, simile ad una seriosa agenda, potrebbe corteggiare le esigenze di manager e professionisti sempre in movimento.
Al CES di Las Vegas, che apre oggi i battenti, proprio in queste ore, Steve Ballmer ha presentato Slate realizzato in collaborazione con HP.



Il dispositivo avrà, più tradizionalmente, un singolo display di dimensioni piuttosto generose, si parla di 10 pollici, e come la concorrenza dovrebbe affacciarsi sul mercato entro l'anno.
In mezzo a tante supposizioni é, per il momento, l'unico prodotto concreto che si può toccare con mano. 
Be', più o meno.