mercoledì 7 aprile 2010

La liturgia di iPad






In quel tempo¹, Steve Jobs radunava le masse a San Francisco per annunciare la venuta del Verbo.
il Verbo era presso iPad e il verbo era iPad.
"Esistono i Netbook" disse "ma verrà un dispositivo, forgiato con acqua e fuoco, un cuore di silicio in un guscio d'alluminio, unibody, magico e fenomenale."
Gli astanti ascoltavano increduli e curiosi, quell'uomo col lupetto nero, sempre uguale, anche d'estate, e i jeans, senza cintura, indossati con le scarpe da ginnastica lise dal tempo.
Anzi, senza tempo.
Per molti la voce di uno che grida nella Silicon Valley, per altri carismatico portatore della buona novella tecnologica.
E iPad, annunciato da un sequenza misteriosa di numeri recitati dal profeta, direttamente dalla cabala del mercato globale, venne e si sedette al suo fianco, in poltrona, pronto per essere sfiorato.
Ad ogni domanda, come un oracolo, un'app rispondeva prontamente, amplificata dallo schermo gigante ad uso e consumo dei presenti nelle ultime file, che credettero, anche loro, e lo glorificarono.
Con riserva.
E come era venuto, si congedò, lasciando alle parole del suo profeta l'epitaffio:
"voi, oggi, avete potuto vedere, ma beati quelli che pur non avendo visto, aspetteranno fino al 3 aprile per comprarselo."
La voce corse presto e raggiunse ogni angolo della province del Consumo, all'epoca ancora sotto il giogo di Microsoft, ma insofferenti e turbolente, in cui covava, sotterraneo, un desiderio di emancipazione dopo anni di cupo nerdismo al cospetto di Redmond.
La gioia e l'entusiasmo delle prime ore lasciò, ben presto, il posto alla litania soffocata dei frustrati, di quelli che non erano stati ancora toccati dal Verbo, dei farisei, dei pubblicani, degli agnostici, i paragnostici e i paraculi che speravano di aumentare i contatti al blog, per incrementare gli, già magri, introiti di Ad-Sense.
"Manca flash" dissero, con un mormorio sommesso che raggiunse anche le cantine sperdute della provincia, che, appresa, fra l'altro, l'impossibilità di tenere la propria distribuzione in dual boot, rincararono la dose passandosi una misteriosa frase in codice, elitaria, apprezzabile, forse, solo da terminale o rintracciabile sui sacri Data sheet: "non è multitasking²".
La gente, in effetti, era confusa, non capiva bene.
E il mormorio divenne voce e il pensiero, frammentato, divenne uno.
"Ma iPad a che serve?"
iPad, che aveva parlato per mezzo di Jobs e si era rivelato al mondo come una costola di iTunes, sembrava scomparso, lasciando al suo profeta l'ingrato pellegrinaggio³ nelle redazioni dei giornali, per illustrare i vantaggi di HTML5 contro la babele binaria di Flash, ingaggiare un tira e molla con gli editori per convincerli che sì, BookStore, avrebbe portato nuova linfa nei loro forzieri - al misero pedaggio del 30% sugli introiti globali -, arringare le major dell'intrattenimento che la legge di iPad avrebbe vinto sull'anarchia di Youtube e Dailymotion, perchè Vimeo era già una nicchia, nella nicchia.
I farisei, i pubblicani, gli scribi, gli agnostici, i paragnostici, i paraculi e quindi anche i cantinari, d'altro canto, misero in guardia dall'abbaglio nei confronti di questo falso messia, che, pur forte dei numeri della cabala, non era altro che un iPhone extralarge in cui il paradigma dell'interfaccia avrebbe imbrigliato e sminuito la creazione dei contenuti autonomi da parte degli utenti.
"Non esiste Photoshop" gridarono alcuni "Non c'è Autocad" dissero altri. "Rimpiango l'ergonomia, la razionalità, la pulizia e la mezzadria di Gnome" commentarono i fan di Ubuntu, che intanto avevano avuto modo di addolorarsi per la scelta di spostare i pulsanti delle finestre a sinistra³+¹.
Le malelingue infettarono il Verbo, che dall'esordio trionfale di San Francisco, subì l'onta del gossip e del FUD, fino al giorno del suo lancio effettivo sul mercato.
Nonostante le diffide, i sotterfugi, i concept di Microsoft Courier²+³ e gli Slate di HP³+³, i fedeli professarono la propria passione in fila agli Apple Store dal giorno prima.
Ordinati, con Wozniak e Jobs in testa che esortavano la folla: "longo é lo cammino, ma graaande la mela!"²+³+¹
E iPad, che sembrava scomparso rinacque, lentamente, dalle scatole sudate degli acquirenti, che, oggi, ne testimoniano la venuta.
iPad è vivo e cammina in mezzo a noi.
E' parola di Apple.
Rendiamo grazie a Steve Jobs

4 commenti:

  1. Sei un pazzoide! :D

    RispondiElimina
  2. Ma sì, giusto per prendersi un po' in giro e farsi due risate... ;)

    RispondiElimina
  3. hahahahaha geniale!! :-D
    Lo posso ripubblicare(citando naturalmente la fonte)in un mio blog?

    RispondiElimina
  4. Certamente.
    Anzi l'apprezzamento mi fa davvero molto piacere.
    Sto ancora aggiustando le cose un po' per volta.
    Il blog è abbastanza giovane, ma tutto quello che c'è é liberamente ridistribuibile come CC. Basta citarne la fonte.

    Ciao :)

    RispondiElimina