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lunedì 12 aprile 2010

Sony piange lacrime di coccodrillo.




"L'abbiamo fatto per evitare che qualche utente incauto compromettesse la propria console".
Queste le parole con cui Sony presenta le sue scuse a quel manipolo di scontenti, smanettoni, che nei giorni scorsi si erano visti scippare la possibilità di installare una distribuzione GNU/Linux su PS3, dopo l'aggiornamento al firmware 3.21.



Con questa mossa la multinazionale nipponica aveva tentato di arginare gli esperimenti di GeoHot, il giovanissimo hacker che, dopo aver smantellato le difese di iPod Touch, si è dilettato con la scatola nera di Sony pubblicando l'exploit un mesetto fa, circa.
In realtà, pare che il nostro abbia già aggirato i limiti del nuovo firmware con uno custom, che permetterebbe di accedere ai servizi di PSN e menterrebbe comunque la funzionalità OtherOS, anzi potrebbe estenderla pure ai modelli Slim di PS3, che già non la prevedevano al momento dell'acquisto.



Sony, nel momento del lancio, aveva evidenziato molto la possibilità di trasformare la sua console in un economico, quanto potente, home computer grazie a Linux, indicando anche una distribuzione ufficialmente supportata: YellowDog.
La strategia, in qualche modo, aveva pagato se è vero che PS3 viene utilizzata in molti ambiti scientifici per il calcolo distribuito, al posto di costose workstation.
Per l'uso casalingo, invece, la promessa si era ridimensionata moltissimo anche perchè le restrizioni imposte da Sony non permettono l'accesso diretto alle risorse della GPU (di costruzione nvidia) rendendo, di fatto, la macchina una specie di tostapane, buona giusto per scriverci qualche testo, programmare il Cell (facciamo salutare ogni SPU della console con un bell'Hello World) o per vantarsi con gli amici che: "io ci ho Linucs nella PS3".
Senza dimenticare la possibilità di ripparci qualche BluRay, che per l'azienda deve aver suonato come un modo per darsi la zappa sui piedi da soli.
Certo, se nouveau maturasse abbastanza, OtherOS non resterebbe una feature tutto sommato inutile per l'utente comune.

venerdì 12 febbraio 2010

Anche Linux professa il Credo dell'Assassino.





Un po' di Storia

Desmond Miles fa il barista.
La sua vita tranquilla e abitudinaria viene sconvolta da un rapimento.
La Abstergo Industrie possiede uno strumento straordinario, l'Animus, in grado scavare nei ricordi degli antenati e Desmond Miles ne conta di importanti lungo la stessa linea di sangue.
Altair é uno di essi.



E' un sicario, che vive in Terra santa nell'anno del Signore 1191.
Crociati e Musulmani si contendono Gerusalemme.
Tanto capace, quanto spavaldo e avventato, fallisce un agguato e lascia morire il fratello di un suo compagno.



Degradato al rango di novizio dal suo mentore, Al Mualim, avrà salva la vita solo assassinando quella di altre nove persone, cavalieri Templari, che fomentano gli scontri in Terra Santa.
Spiazzato dalle rivelazioni sul proprio antenato, Desmond Miles decide di calarsi nei ricordi di un lontano passato e svelare le reali intenzioni dell'Abstergo.





Il gioco

Assassin's Creed é un titolo Ubisoft Montreal pubblicato per PS3, Xbox360 e PC a cavallo fra la fine del 2007 e il primo quadrimestre del 2008.
E' il primo di una trilogia, che ha visto recentemente il rilascio del secondo capitolo per le console Sony e Microsoft e dovrebbe raggiungere a breve anche i PC Windows.



L'Animus, avveniristico marchingegno che permette di indagare nei ricordi degli antenati, è il pretesto per calare il giocatore nelle avventure rocambolesche degli avi di Desmond Miles, assassini con un preciso codice d'onore e invidiabili doti atletiche.



Nei panni di Altair, scaleremo edifici, uccideremo i nostri obiettivi, salveremo poveracci dai soprusi dei potenti e dipaneremo una storia ingarbugliata in cui niente è quello che sembra, cercando sempre di non fare troppo rumore, come si conviene ad un bravo assassino.





Multipiattaforma fino ad un certo punto

Abbiamo già scritto che Assassin's Creed ha visto la luce praticamente su ogni sistema Next-Gen e PC Windows.
Wine, in modo probabilmente imprevisto dai suoi stessi sviluppatori, estende questa compatibilità anche ai sistemi non Microsoft per raggiungere potenzialmente ogni altra piattaforma non supportata ufficialmente per cui esista questo livello di compatibilità.



E' così che le avventure di Altair rivivono anche sugli schermi della mia Mandriva 2010.0 x86-64, in modo non certo impeccabile, ma comunque sorprendente e certamente apprezzabile.
Il lavoro del team di Wine nel riscrivere librerie ed API di Windows é impressionante.
Il gioco si installa senza alcun problema e lo Scimitar-Engine, che gestisce tutta la scintillante baracca viene digerito quasi senza tentennamenti.
In DirectX 9.



Certo le prestazioni, a parità di hardware, non sono paragonabili alla versione Windows, ma la scalabilità del motore grafico e qualche piccolo ritocco al file .ini, di configurazione, garantiscono performance comunque dignitose e una qualità visiva che rimane gradevolissima, con qualche artefatto nelle lunghe cavalcate che collegano una città all'altra.



Armati di un buon joypad analogico il feeling è piuttosto buono e raramente si percepisce la sensazione di giocare in emulazione.
Accade soprattutto nelle scene più concitate, o particolarmente affollate, quando, più che la magnificenza della grafica, sono le routine di intelligenza artificiale che gravano di più sui calcoli del processore mettendo a nudo tutti i limiti di Wine.



Per un Hardcore Gamers, attento ad ogni sbavatura o imperfezione é assai poco interessante misurarsi con Wine, ma è anche vero che un videogiocatore puro é spesso solo utente Windows.
Per tutti gli altri, che vogliono solo divertirsi e hanno voglia di una bella storia, é, invece, una opportunità da prendere in considerazione.
Quanto meno evita la seccatura del riavvio.
E non è poco.