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mercoledì 5 maggio 2010

La quotidianità ad un passo dal brevetto?



Alla fine c'è riuscita, Apple ha ottenuto il brevetto su alcune gestures molto popolari per chi si serve dei suoi dispositivi sensibili al tocco.
Già due anni fa, diversi esperti, intervistati da Wired, ventilavano l'ipotesi che a Cupertino riuscissero a spuntarla.
Chad Peterman dichiarava che: seppure le tecnologie multitouch non potevano essere considerate delle vere e proprie novità, lo spazio fra le dita che stabilisce la dimensione dello zoom, per esempio, aveva i requisiti minimi necessari per ottenere una licenza di brevetto.
Tanto per rendere l'idea della situazione è stimato che, solo attorno ad iPhone gravitino oltre 200 depositi di brevetto, senza contare le tecnologie multitouch integrate in MacOS X, che estendono il campo di azione anche ai più classici prodotti desktop.
Uno scenario che pone diverse aziende del settore nella condizione di infrangerne più di qualcuno nel tentativo di competere con Apple in un settore che sta modificando radicalmente il nostro approccio con la tecnologia.
Se il precedente vi sembra inquietante, non oso pensare a cosa potrebbe succedere se Microsoft decidesse di brevettare le gestures alla base del suo prossimo Project Natal, l'interfaccia senza niente, che dovrebbe consentire ai giocatori di controllare quel che accade sullo schermo col solo movimento del corpo o se Nintendo e Sony decidessero di fare altrettanto spartendosi quel che resta del corpo umano, come farebbe un norcino con un maiale, di cui, si sa, non si butta via niente.

lunedì 12 aprile 2010

Sony piange lacrime di coccodrillo.




"L'abbiamo fatto per evitare che qualche utente incauto compromettesse la propria console".
Queste le parole con cui Sony presenta le sue scuse a quel manipolo di scontenti, smanettoni, che nei giorni scorsi si erano visti scippare la possibilità di installare una distribuzione GNU/Linux su PS3, dopo l'aggiornamento al firmware 3.21.



Con questa mossa la multinazionale nipponica aveva tentato di arginare gli esperimenti di GeoHot, il giovanissimo hacker che, dopo aver smantellato le difese di iPod Touch, si è dilettato con la scatola nera di Sony pubblicando l'exploit un mesetto fa, circa.
In realtà, pare che il nostro abbia già aggirato i limiti del nuovo firmware con uno custom, che permetterebbe di accedere ai servizi di PSN e menterrebbe comunque la funzionalità OtherOS, anzi potrebbe estenderla pure ai modelli Slim di PS3, che già non la prevedevano al momento dell'acquisto.



Sony, nel momento del lancio, aveva evidenziato molto la possibilità di trasformare la sua console in un economico, quanto potente, home computer grazie a Linux, indicando anche una distribuzione ufficialmente supportata: YellowDog.
La strategia, in qualche modo, aveva pagato se è vero che PS3 viene utilizzata in molti ambiti scientifici per il calcolo distribuito, al posto di costose workstation.
Per l'uso casalingo, invece, la promessa si era ridimensionata moltissimo anche perchè le restrizioni imposte da Sony non permettono l'accesso diretto alle risorse della GPU (di costruzione nvidia) rendendo, di fatto, la macchina una specie di tostapane, buona giusto per scriverci qualche testo, programmare il Cell (facciamo salutare ogni SPU della console con un bell'Hello World) o per vantarsi con gli amici che: "io ci ho Linucs nella PS3".
Senza dimenticare la possibilità di ripparci qualche BluRay, che per l'azienda deve aver suonato come un modo per darsi la zappa sui piedi da soli.
Certo, se nouveau maturasse abbastanza, OtherOS non resterebbe una feature tutto sommato inutile per l'utente comune.