Come sempre, a breve distanza dalla rivale Ubuntu, anche Mandriva rilascia la sua distribuzione d'autunno nelle versione Free e ONE, scaricabili gratuitamente da utenti e curiosi e Power Pack, a pagamento.
Mandriva, conosciuta precedentemente anche come Mandrake è una distribuzione storica del mondo GNU/Linux, fondata da Gaël Duval, (oggi dietro al progetto Ulteo dopo essere stato messo alla porta dalla sua stessa azienda), da sempre impegnata nel proporre un desktop semplice e completo.
Mandriva, conosciuta precedentemente anche come Mandrake è una distribuzione storica del mondo GNU/Linux, fondata da Gaël Duval, (oggi dietro al progetto Ulteo dopo essere stato messo alla porta dalla sua stessa azienda), da sempre impegnata nel proporre un desktop semplice e completo.

[ Tasktop: la gestione del desktop semantico (KDE 4.3.2) ]
Questa 2010.0 non fa eccezione e sorprende, addirittura, come non succedeva da un po', per le idee introdotte, che gettano le basi per un rinnovamento nell'uso quotidiano del desktop che merita di essere rimarcato.
Grazie soprattutto alla crescita di KDE 4.3.2 e allo sviluppo sostenuto dall'azienda francese, la nuova distribuzione introduce Smart Desktop, implementazione delle tecnologie semantiche sviluppate con Nepomuk.
Attraverso una semplice interfaccia grafica, Tasktop, gestibile con un comodo plasmoide, è possibile creare task per legare, secondo le logiche più disparate o funzionali all'utente, i contenuti del vostro computer: musica, documenti, contatti, email, siti web e manipolarle in una sinergia del tutto inedita e assai comoda integrata al filemanager, al browser e a tutti quei programmi che già supportano l'infrastruttura.
Immaginate, per esempio, di dover lavorare ad un progetto che implica il coinvolgimento di una mole di dati piuttosto elevata.
In un desktop tradizionale, l'organizzazione dei dati dovrebbe essere fatta a priori, magari selezionando tutto il materiale per conservarlo in un'unica cartella.
Questo implica comunque una pianificazione a monte che non è sempre possibile fare.
Con le tecnologie semantiche offerte da KDE 4 e Mandriva, invece, l'organizzazione dei vostri contenuti, passa per l'applicazione di uno o più tag e garantisce anche a distanza di tempo la facoltà di collegare, filtrare, integrare tutto il materiale in modo che abbia un senso e soprattutto nel minor tempo possibile.
Ma le novità non si fermano, ovviamente, a Smart Desktop; in questa sua ultima incarnazione, la distro francese punta decisamente a conquistarsi uno spazio nel mercato dei netbook con Moblin, vantando un supporto out of the box dell'hardware, di questi dispositivi, davvero valido e completo.
Completano l'offerta, la stabilità e l'affidabilità di Gnome 2.28, che, come per Ubuntu, inizia a soffrire l'anzianità nei confronti del rivale diretto KDE e LXDE, sorprendente per l'estrema leggerezza e indicato per chi non possiede computer particolarmente carrozzati.
Tutto perfetto dunque?
Quasi.
In effetti, per le novità introdotte e, soprattutto, per promuovere fin da subito l'uso dello Smart Desktop, un tour guidato al primo avvio non avrebbe guastato.
Esistono contributi in rete, anche di Mandriva stessa, ma non c'è alcuna menzione chiara su come usufruirne e, ad ogni modo, non è la stessa cosa che essere accolti da uno strumento pensato ad hoc.
La feature, forse anche per non confondere gli utenti alle prime armi, è decisamente nascosta e implementata da una interfaccia piuttosto scarna e avara di suggerimenti, tant'è che, all'inizio, si va decisamente a tentoni per capire come funziona.
E' auspicabile, in questo senso, una cura maggiore nei prossimi rilasci, anche perchè costituirebbe un buon tratto distintivo nel consueto mare di distribuzioni che si assomigliano.
Anche il look, IaOra, pur non raggiungendo precedenti ingenuità di design, è poco convincente, un po' troppo legnoso, scarno e decisamente anonimo.
Persino il sempre celebrato Centro di Controllo inizia ad essere uno strumento anacronistico e, pur essendo valido, forse sarebbe il caso di puntare maggiormente all'integrazione con System Settings di KDE 4 che è, chiaramente, l'ambiente desktop di riferimento degli utenti Mandriva e dell'azienda nel suo complesso.
L'ultimo appunto, che è anche una provocazione, è proprio rivolto all'estrema ricchezza dell'offerta.
Supportare così tanto software in un unica soluzione può essere molto costoso e dispersivo in termini risorse.
Mandriva farebbe davvero bene a concentrarsi su KDE 4 che, a questo punto e con queste funzionalità, è il desktop che garantisce i più ampi margini di miglioramento e innovazione e Moblin, per non precludersi un posto nel promettente mercato dei netbook.
Come per Canonical, lascerei lo sviluppo di ogni altra versione: Gnome, XFCE, LXDE, fino al desktop più esoterico, alla comunità.
L'azienda avrebbe la possibilità di concentrarsi su un prodotto decisamente meno articolato e ne ricaverebbe parecchio anche in termini di visibilità e simpatia fra utenti e addetti ai lavori.
Perchè un pizzico di fortuna in più è, davvero, l'unica feature che manca a questa validissima 2010.0.



