Succede più spesso di quanto pensiamo che il nostro giudizio su cose o persone non vada oltre la prima impressione ed è assai difficile cambiare idea quando a pelle decidiamo che qualcosa o qualcuno non ci piace.
E' un po' il caso di KDE4 che, dopo le furenti polemiche seguite al suo primo rilascio stabile, continua faticosamente a risalire la china nei confronti di Gnome, il desktop libero, ergonomico per antonomasia quasi a furor di popolo.
Così, se a KDE non fa difetto un aspetto assai gradevole e moderno, molti continuano a giudicare la famigerata user experience piuttosto carente rispetto alla concorrenza.
Ma è davvero così?
Per verificare se le critiche sono meritate o figlie dell'acerrimo campanilismo che divide le comunità dai tempi di Atene e Sparta o Sàdoma e Camòrra¹ iniziamo, oggi, un viaggio attorno al software subito disponibile insieme a KDE SC4 per capire cosa si può fare ed a cosa dobbiamo rinunciare dopo il nostro salto nel mondo dell'open source sul dorso del Drago.
E' un po' il caso di KDE4 che, dopo le furenti polemiche seguite al suo primo rilascio stabile, continua faticosamente a risalire la china nei confronti di Gnome, il desktop libero, ergonomico per antonomasia quasi a furor di popolo.
Così, se a KDE non fa difetto un aspetto assai gradevole e moderno, molti continuano a giudicare la famigerata user experience piuttosto carente rispetto alla concorrenza.
Ma è davvero così?
Per verificare se le critiche sono meritate o figlie dell'acerrimo campanilismo che divide le comunità dai tempi di Atene e Sparta o Sàdoma e Camòrra¹ iniziamo, oggi, un viaggio attorno al software subito disponibile insieme a KDE SC4 per capire cosa si può fare ed a cosa dobbiamo rinunciare dopo il nostro salto nel mondo dell'open source sul dorso del Drago.